Il Psd alla riunione del Pse, Bruxelles

 
COMUNICATO STAMPA
Inclusione e giustizia sociale, dignità del lavoro e redistribuzione, diritti delle minoranze e delle donne, sviluppo equo e sostenibile, una Unione Europea ripensata e una politica fiscale nuova. Le parole d’ordine del Partito Socialista Europeo.
La riunione a Bruxelles del Partito Socialista Europeo del 24 novembre scorso è stata aperta per la prima volta a numerose organizzazioni non governative e alla cittadinanza oltre alle delegazioni partitiche. Un lavoro che è consistito di 49 laboratori di confronto tra 2000 rappresentanti da tutta Europa sui diritti delle minoranze, una economia equa, le virtù di società inclusive, la necessità di un mondo più giusto, l’idea di una democrazia attiva in Europa.
La risoluzione finale ha sintetizzato la soluzione dei progressisti europei alla grave crisi continentale. Una crisi che è stata gestita per lo più da governi nazionali guidati da partiti di centro destra con ricette conservatrici e inefficaci. Lo slogan “austerità, austerità, austerità” dimostra uno sguardo rivolto solamente al rigore dei conti pubblici e non coglie il vero fulcro del problema: il ruolo politico di un’Unione Europea che va cambiata perché non può essere solo monetaria ed economicistica.
Il nostro continente deve unire le sue diverse voci ed esprimersi all’unisono per politiche forti e lungimiranti su tre aspetti fondamentali: riformare le istituzioni europee – prima di tutto finanziarie; porre al centro dell’impegno la creazione dei posti di lavoro e non la loro eliminazione; estendere gli strumenti democratici rimettendo la politica, le scelte cruciali, sotto il controllo dei cittadini di le cui istituzioni, incluse quelle europee, debbono essere al servizio e non il contrario.
Partendo dall’ultimo aspetto, il più rilevante, il mercato finanziario non può dettare l’agenda delle politiche pubbliche. E’ inaccettabile che le agenzie di rating eludano qualsiasi controllo democratico e manchino totalmente di trasparenza e accertabilità. Serve perciò una Autorità europea di supervisione ed una Agenzia di rating europea, indipendente e trasparente. La crisi speculativa finanziaria ha danneggiato l’economia reale contribuendo al preoccupante livello di 25 milioni di senza lavoro. L’obiettivo del PSE è quello di ottenere 12 milioni di nuovi posti di lavoro nei prossimi 10 anni, attraverso un piano di investimenti indirizzati verso l’innovazione, il recupero di politiche industriali forti, la green economy, la formazione. Il finanziamento di tale progetto deve essere a carico di chi può contribuire, non di chi è già indebolito da bassi redditi e poche risorse: la lotta all’evasione fiscale e la creazione di una tassa sulle transazioni finanziarie devono alimentare gli investimenti pubblici e privati. Le istituzioni finanziarie devono essere riformate con l’obiettivo di ridare alla finanza il ruolo che le spetta: quello di servire l’economia reale e non la speculazione parassitaria e improduttiva.
Dalla crisi non si esce con i laceri dogmi capitalistici e la fallimentare ideologia neoliberista che l’hanno determinata. Serve una politica socialista e democratica orientata alla solidarietà tra generazioni e alla coesione sociale, alla diminuzione della forbice tra chi ha e chi non ha, al reperimento delle risorse laddove sono presenti e inefficienti, com’è il caso delle rendite in economia.
Il Partito dei Socialisti e dei Democratici, portando il proprio contributo all’assemblea, ha anche offerto un documento teso a ripensare i criteri di rappresentanza nell’ambito del PSE per rafforzarne l’azione verso un’Europa più unita e inclusiva che non può prescindere dal contributo attivo di chi, come i Socialisti e Democratici sammarinesi, è suo malgrado escluso dall’Unione Europea ma da anni si batte per cambiare questa situazione. In questo senso, la partecipazione del PSD ha permesso di percepire la forte impressione destata in Europa dall’affossamento del referendum sammarinese sull’Unione Europea e discuterne con i rappresentanti europei. Incontrando il Segretario Generale Cordery e il Presidente Rasmussen, il Segretario Giovagnoli ha espresso il grande apprezzamento per il lavoro svolto e inoltrato i migliori auguri al neo Presidente ad interim Stanishev
San Marino, 29 novembre 2011     
L’Ufficio Stampa

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