Il Segretario Mularoni su Moneyval e i rapporti con l’Italia

San Marino, 18 set. – Per San Marino “e’ finita un’era e
certe cose non si possono piu’ fare”. Ora c’e’ un “nuovo futuro
per l’economia” e non e’ vero che le condizioni peggioreranno.
Arriva a fine seduta pomeridiana l’atteso intervento in
Parlamento del segretario di Stato per gli Affari esteri,
Antonella Mularoni, sullo stato e le prospettive future del
sistema bancario finanziario sammarinese. E il titolare di
Palazzo Begni si toglie subito qualche sassolino dalle scarpe,
dopo gli interventi dell’opposizione che hanno criticato
duramente le sintesi consegnate sugli accordi con l’Italia. Con
qualche ormai tradizionale frecciatina anche alla stampa.
“Apprezzo il clima dell’Aula, che dimostra che chi sostiene
l’indifendibile e’ ormai in netta minoranza- sottolinea- ma non
accetto che si dica che le colpe per la situazione in cui ci
troviamo sono di tutti e quindi di nessuno. Sicuramente non sono
mie, io non c’ero: sono di qualcuno che e’ identificabile”. Da
quanto si e’ insediato, prosegue Mularoni, il governo ha iniziato
un cammino in tempi brevi verso la trasparenza, riannodando i
rapporti con l’Ocse. “Entro settembre firmeremo 12 accordi” e con
essi arriveranno da quei Paesi anche grandi investitori. E
infatti importanti istituti bancari sono gia’ interessati a
investire sul Titano. Con l’Italia, continua il segretario di
Stato, il “rapporto si e’ deteriorato negli anni, ma e’ il piu’
importante” e a breve si spera di arrivare alla firma degli
accordi di collaborazione fiscale e contro le doppie
imposizioni.
Insomma, governo e maggioranza hanno
ripreso la credibilita’ persa, anche grazie al monitoraggio sui
soggetti economici che creano problemi sull’interscambio con i
vicini. Non sono state date autorizzazioni a nuove banche e nuove
finanziarie, che “sono gia’ troppe in assenza di
un’internazionalizzazione del Paese”. Le difficolta’ in cui si e’
venuto a trovare la Repubblica sono anche figlie delle vicende
che hanno visto protagoniste Asset banca e la Cassa di Risparmio,
situazioni che hanno reso ancora piu’ difficile traghettare San
Marino verso la trasparenza e la collaborazione. “Ora ci
auguriamo di essere a buon punto e di avere la prossima settimana
il sostegno di molti Paesi per uscire dalla procedura rafforzata
del Moneyval. Abbiamo fatto tantissimo ed e’ giusto ora
considerarci affidabili”.
L’ultimo riferimento e’ alla stampa e alle dichiarazioni sullo
scudo fiscale italiano. “Non ho mai detto che l’Italia ha fatto
bene a fare lo scudo fiscale, io rispetto la sovranita’ degli
altri Stati e mi aspetto lo stesso nei nostri confronti.
Rispondevo a un articolo del Sole 24 Ore che diceva che con lo
scudo avrebbero chiuso tutte le banche e le finanziarie”. E
ancora, riferito alle proteste dei Ddc per la fuga di notizie
sugli accordi: “E’ tutta sammarinese l’abitudine di mandare tutto
ai giornali. Le informazioni vengono da qui e chi dice che
arrivano dall’Italia dice stupidaggini”.

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