IlSole24Ore, Guardie o Ladri, Roberto Galullo, Il rapporto di Bankitalia sul Credito di Romagna

Di seguito vengono riportati i ‘pezzi’ del blog di Roberto Galullo, mano mano che vengono pubblicati.

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ESCLUSIVO/1 Il rapporto di Bankitalia sul Credito di Romagna, schermo della banca sammarinese Ibs
Quando, a maggio, si conclude la lunga ispezione della Banca d’Italia presso il Credito di Romagna (per la cui amministrazione straordinaria si veda il mio articolo di oggi, 30 luglio, sul Sole-24 Ore a pagina 2) manca solo la firma dei 4 ispettori alla lunghissima relazione fitta di dati, riflessioni e considerazioni.

La firma del’incaricato degli accertamenti, Sandro Smussi, arriva il 18 maggio e a quel punto, il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, alle prese in quel momento con la più spinosa vicenda del viceministro Nicola Cosentino, poi dimessosi, non ha potuto far altro che decretarne l’amministrazione straordinaria e il commissariamento firmando il decreto il 20 luglio.

L’analisi della Banca d’Italia è impietosa. A pagina 12 c’è la valutazione sulla banca: “In prevalenza sfavorevole”, si legge. Quasi il massimo, che è “sfavorevole”, nella scala di valori che gli ispettori adottano: 1 vuol dire favorevole, 2 in prevalenza favorevole, 3 parzialmente favorevole, 4 parzialmente sfavorevole, 5 appunto in prevalenza sfavorevole e 6 sfavorevole.

Nel mirino non solo mancate segnalazioni in materia di riciclaggio ma anche un’abile ma sconsiderata mossa secondo Bankitalia: dietro il Credito di Romagna, in realtà, si cela in gran parte l’Istituto bancario sammarinese (Ibs) che così, eludendo la normativa italiana che vieta a una banca extracomunitaria di operare in Italia, finanziava e operava sul nostro territorio. Su questo e altri profili sta indagando la Procura di Forlì, che ha spedito avvisi di garanzia a 19 indagati tra cui il presidente (fino a un mese fa) del Credito, Manlio Maggioli (noto editore e presidente della Camera di commercio di Rimini), l’ad Giovanni Mercadini e rappresentanti del cda, ex consiglieri.

Da oggi comincerò una serie di approfondimenti su questo commissariamento che, a mio modesto avviso, non solo è sintomatico di alcune patologie nei rapporti clienti-banca-territorio, ma è anche destinato a riservare sorprese su più fronti sui quali, al momento, preferisco tacere.

I SINGOLI PUNTEGGI

Nella griglia valutativa il profilo è davvero increscioso. Nel “Rischio strategico e nei sistemi di governo e di controllo”, il voto è addirittura 6, così come per il “Rischio operativo e di reputazione”. Alla voce “Redditività” il voto è 5, che diventa 4 per il “Rischio di credito”, il “Rischio finanziario” e l’ “Adeguatezza patrimoniale”.

L’INTRECCIO CON SAN MARINO

Nel mirino degli ispettori c’è soprattutto l’intreccio con San Marino.

L’assetto proprietario, costituito da un ristretto numero di imprenditori della Romagna e appunto di San Marino, è stato oggetto di informative non corrette alla Vigilanza di Bankitalia, in relazione alla misura delle interessenze detenute dai principali soci (l’amministratore delegato Mercadini e la famiglia Rossini, residente a San Marino).

Le prime cinque famiglie azioniste, detentrici di circa il 60% delle quote, risulterebbero possedere allo stesso tempo la quasi totalità delle quote nell’Ibs, la cui nascita, anch’essa riconducibile a Mercadini, precede di pochi anni quella del Credito di Romagna. “La contiguità tra le due banche – scrivono gli ispettori – è confermata anche dai numerosi legami, di natura operativa e finanziaria, mantenuti tra di esse. E’ pertanto ragionevole ipotizzare l’esistenza di un progetto imprenditoriale mai correttamente rappresentato al nostro Istituto, comprendente la banca sammarinese”.

IL SISTEMA DI GOVERNO

Il sistema di governo, secondo Bankitalia, non è equilibrato, per l’eccessiva concentrazione di poteri in capo all’amministratore delegato e per la debolezza di contrappesi e sistemi interni di controllo. Inconsistente, in particolare, la sorveglianza esercitata dal collegio sindacale.

“Siffatte connotazioni – continua la relazione di Bankitalia – si sono negativamente ripercosse sul presidio dei rischi operativi e sul rispetto delle normative in tema di antiriciclaggio e di trasparenza. Interrogativi, poi. Sono emersi con riferimento a un importante investimento partecipativo, l’immobiliare Credito di Romagna, che coinvolge gli interessi diretti della quasi totalità degli amministratori, non comunicati al nostro Istituto né resi noti ex articolo 2391 del codice civile”.

IL RISCHIO DI CREDITO

Anche il rischio di credito per Bankitalia non risulta sufficientemente governato, data la considerevole crescita dei volumi conseguita soprattutto nei confronti di clientela ad elevata complessità, senza un adeguato rafforzamento delle strutture di supporto. Per carità, la dotazione patrimoniale è adeguata ma viene assorbita dallo sviluppo operativo, mentre la redditività è fragile, alla luce degli elevati costi operativi e gli spread contenuti.

CONCLUSIONI

“Il risanamento del quadro aziendale – scrivono nelle considerazioni di sintesi gli ispettori Sandro Smussi, Andrea Lesti, Massimo Bellato e Davide Spada – richiede un profondo ricambio degli organi e una rivisitazione dei meccanismi di governante che assicurino, attraverso un valido sistema di contrappesi, oltre al recupero di un corretto rapporto con l’organo di vigilanza, una sostanziale revisione del progetto industriale e adeguati presidi organizzativi”.

1 – to be continued

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ESCLUSIVO/2Bankitalia sul Credito di Romagna: fondi a 9 imprese da San Marino. Ecco nomi e cifreTre mesi di ispezione – dal 10 febbraio al 7 maggio 2010 – hanno fatto aprire bene gli occhi ai quattro ispettori di Bankitalia che hanno scavato a fondo negli strani rapporti che intercorrevano tra il Credito di Romagna e l’Ibs (l’Istituto bancario sammarinese).

Una banca, quella di Forlì, commissariata dal 28 luglio (si veda post di ieri in archivio) in cui la figura dell’amministratore delegato, Giovanni Mercadini (attualmente indagato dalla Procura di Forlì con altre 18 persone) si staglia senza mezzi termini.

LA FIGURA DI MERCADINI E IL COLLEGIO SINDACALE

L’ad Mercadini, scrivono gli ispettori di Bankitalia, svolge un ruolo egemone nella gestione strategica e operativa ed è l’unico riferimento di tutti i dipendenti, “sui quali esercita un elevato ascendente”.

Non adeguatamente trasparente – annotano gli ispettori – è stato finora il rapporto con l’organo di vigilanza, “specie nelle informative fornite sulle proprie sottoscrizioni di azioni e sul piano di incentivazione da lui pattuito con i principali soci…”

Il collegio sindacale – sul quale più e più volte si appunta l’attenzione dell’ispezione – ha svolto un’azione inadeguata. “…l’organo di controllo – scrivono a pagina 18 gli ispettori – ha continuato a essere impegnato prevalentemente nella disamina rituale, condotta con scarso spirito critico, delle evidenze dell’ispettorato interno, e assorbito dalla cura di aspetti prevalentemente formali. Del tutto inadeguato, in particolare, il contributo offerto in occasione delle sedute consiliari…”.

Tutte le unità di staff della direzione operano in un contesto destrutturato e con forti commistioni di compiti, “spesso determinati dagli incarichi estemporanei assegnati direttamente da Mercadini, che non sempre garantiscono gli opportuni livelli di contraddittorio..”.

IL FINANZIAMENTO IN POOL

Nell’avviso di conclusione delle indagini preliminari, la Procura di Forlì, scrive chiaro e tondo che il personale che predisponeva le pratiche e le istruttorie dei finanziamenti e gli esponenti aziendali del Credito di Romagna (banca capofila e soggetto mandatario senza rappresentanza della banca extracomunitaria sammarinese), coordinavano le rispettive azioni ed iniziative secondo la logica di una perfetta sinergia operativa, espressa secondo criterio di vicendevole, mutuo e (tra esse) “assolutamente non competitivo sostegno alla rispettiva attività di finanziamento nel territorio italiano”.

La somma erogata ai propri clienti, con i 9 finanziamenti in pool con l’Ibs, dal Credito di Romagna nel periodo 2006/2007 trova una copertura completa nelle somme ricevute nello stesso periodo dall’Ibs, in parte a titolo di contributo destinato ai finanziamenti in pool e in parte dalle somme ricevute dall’Ibs con la sottoscrizione di certificati di deposito per 15 milioni, 10 dei quali riferibili all’Ibs e 5 all’Ibs Fiduciaria, emessi dallo stesso Credito di Romagna.

LO SCHEMA PERFETTO

I pm Fabio Di Vizio e Marco Forte descrivono minuziosamente anche il procedimento con il quale le due banche erogavano i fondi.

1) la richiesta di finanziamento veniva raccolta dal Credito di Romagna, che valutava il merito creditizio e le garanzie del cliente;

2) se la richiesta era meritevole e l’importo superava i parametri previsti dalla normativa di vigilanza, non potendo erogarla singolarmente il Credito di Romagna inviava la documentazione alla Ibs al fine di valutare l’operazione;

3) se l’Ibs riteneva meritevole l’operazione deliberava il finanziamento e la sua partecipazione al pool organizzato dal Credito di Romagna;

4) il Credito di Romagna procedeva a richiedere tutta la documentazione necessaria;

5) il Credito di Romagna predisponeva la “convenzione interbancaria” che veniva sottoscritta da rappresentanti di entrambe le banche;

6) una volta perfezionata l’operazione l’Ibs accreditava la somma da erogare, di sua spettanza, sul c/c di corrispondenza in essere presso il Credito di Romagna, ovvero, prima del gennaio 2008, inviando bonifico a beneficio finale del mutuatario ;

7) il Credito di Romagna provvedeva ad effettuare al cliente l’erogazione della complessiva somma mutuata o del 1° Sal, determinata/o dalla sua quota di pertinenza unitamente a quella dell’Ibs;

8) il Credito di Romagna provvedeva ad effettuare tutte le trattenute, anche per conto della Ibs (imposta sostitutiva, spese istruttoria ecc);

9) le rate di ammortamento venivano addebitate al cliente, il Credito di Romagna tratteneva la somma di sua spettanza e accreditava sul c/c di Ibs la quota di sua pertinenza.

LE OPERAZIONI SOTTO LA LENTE

A beneficiare, secondo la Procura e la stessa Bankitalia, dei finanziamenti in pool per complessivi 36,650 milioni (oggetto di svariate contrattazioni e rivisitazioni) dei quali cui 15 accordati dal Credito di Romagna e 21, 550 accordati dalla banca sammarinese, sarebbero stati l’Immobiliare Arca srl (per 6.313.819, dei quali 3.684.957 a carico/da parte dell’Ibs e 2.628.862,00 da parte del Credito di Romagna), Escavazioni meccaniche srl (il Credito di Romagna, banca capofila per 100mila euro ha concesso in pool, senza vincolo di solidarietà, con l’Istituto Bancario Sammarinese per 900mila euro, un finanziamento chirografario bullet, della durata di 18 mesi meno un giorno, per complessivi 1 milione), Opera Costruzioni immobiliari srl (2,5 milioni, dei quali 1,5 a carico/da parte dell’Ibs e 1 milione a carico/da parte del Credito di Romagna), Tosi Villamarina srl (il Credito di Romagna, banca capofila per 500mila euro ha concesso in pool, senza vincolo di solidarietà, con l’Istituto Bancario Sammarinese, per 2,250 milioni un primo finanziamento sotto forma di mutuo chirografario bullet, della durata di 18 mesi meno un giorno, per complessivi 2, 750 milioni), Evaristo srl (4.827.663 dei quali 140.482 euro a carico/da parte del Credito di Romagna e 4.686.691 a carico/da parte dell’Ibs), Ospedali privati riuniti spa di Forlì che detiene il 100% del capitale sociale dell’Ospedale privato accreditato “Villa Igea Spa” importante e nota struttura sanitaria che opera a Forlì dagli anni 50 (il Credito di Romagna, banca capofila per 1,5 milioni ha concesso in pool, senza vincolo di solidarietà, con l’Istituto Bancario Sammarinese, che si è impegnato per altri 1,5 milioni, un finanziamento sotto forma di mutuo chirografario bullet, della durata di 18 mesi meno un giorno, per complessivi 3 milioni), Romagnola immobiliare spa (1 milione, dei quali 300mila euro a carico/da parte del Credito di Romagna e 700mila euro a carico/da parte dell’Ibs), Edilizia moderna srl (7 milioni, dei quali 3,5 a carico/da parte del Credito di Romagna e l’altra metà a carico/da parte dell’Ibs) e infine Soc. Coop. Muratori srl di Verucchio (Cmv) (il Credito di Romagna, banca capofila per 200mila euro ha concesso in pool, senza vincolo di solidarietà, con l’Istituto Bancario Sammarinese, che ha messo a disposizione 2 milioni, un finanziamento sotto forma di mutuo chirografario bullet, della durata di 18 mesi meno un giorno, per complessivi 2,2 milioni. Come si vede tutte o quasi società attive nel ramo dell’edilizia.

2 – to be continued

————————– Di seguito un commento aggiunta dello stesso Roberto Galullo, significativamente integrativo.

Bene bene bene. Mi fa piacere che italiani e sammarinesi si appassionino di una vicenda che riserverà – credetemi – incredibili sorprese.
Alcuni di voi si sono posti – tra il primo e il secondo post che ho scritto – un quesito: ma che cosa ha fatto finora la Banca d’Italia?
Ebbene cercherò di soddisfare questa curiosità.
Il 7 ottobre 2008 Giancarlo Ferrucini, dottore commercialista con studio a Rimini, è stato nominato consulente tecnico nel procedimento penale n. 58032008 a carico di Giovanni Mercadini.
Il pubblico ministero, Fabio Di Vizio, concede il termine di 90 giorni per il deposito della relazione peritale, termine successivamente prorogato al 17 giugno 2010.
Ferruccini si avvale di Francesco Campodonico quale ausiliario, per alcune operazioni meramente materiali e per un breve periodo di tempo, dal 29 settembre 2009 al 30 novembre 2009.
Il 17 giugno 2010 il consulente produce una relazione – che riporto pedissequamente – che da conto delle ispezioni ricevute dal Credito di Romagna da parte della Banca d’Italia. La riporto testualmente.

“Il Credito di Romagna dall’avvio dell’attività aziendale, avvenuta nel luglio 2006, è stata più volte oggetto di interventi di vigilanza da parte della Banca d’Italia.
Il 7 maggio 2007 l’Ispettorato vigilanza della Banca d’Italia ha iniziato l’ispezione terminata il 13/07/2007 (Ispettori Giacomo De Magistris e Mario Piu), il cui giudizio complessivo è stato in prevalenza favorevole con le seguenti osservazioni:
in un quadro di non perfetta separazione tra le funzioni proprietarie e di direzione, non è stata posta sufficiente cura nel tempestivo adeguamento del sistema dei controlli interni;
permangono manchevolezze nel processo creditizio, in quanto le istruttorie non sono sempre supportate da adeguate analisi dei bilanci e di rischi a livello di sistema (es. Allevamento Romagnolo e Ge.Cos. Spa);
non sempre assicurata una chiara distinzione dei ruoli tra il soggetto “proponente il fido” e quello cui fa capo il parere tecnico di accompagnamento.

la fase di start-up è stata agevolata dall’esperienza maturata dal Mercadini nel realizzare l’Istituto Bancario Sammarinese;
il capitale sociale, dopo l’aumento realizzato nell’aprile 2007, è ora di 33 milioni di €uro, ripartito fra n. 41 soci riconducibili a 23 gruppi familiari di cui n. 8, tra cui quello facento capo all’amministratore delegato Mercadini Giovanni (con oltre il 23%) detengono il 94,5% delle azioni. Gli altri sono quelli di Rossini A. ed E. (14,8%), Fornari, Prati, Lelli, Maggioli, Rivelli e Valducci (ognuno con il 9,1%);
non risultano collegamenti partecipativi con l’I.B.S. di San Marino, azienda a suo tempo sviluppata dallo stesso Mercadini, il capitale della I.B.S. sarebbe detenuto per la maggior parte da una fiduciaria della famiglia Rossini;
partecipazioni residuali farebbero capo al Dott. Giovanni Marcadini (circa il 6%) e ad un altro soggetto;
esistenza di un contratto di consulenza per lo sviluppo con la I.B.S. nella fase di avvio dell’attività ;
la raccolta da clientela è composta prevalentemente da conti correnti e certificati di deposito (rispettivamente del 86% e del 12%), questi ultimi riferibili alla Berfin sa, finanziaria sammarinese, ed alla Cassa di Risparmio di San Marino che hanno sottoscritto ciascuna un CD per 10 milioni di €uro; i primi dieci nominativi residenti a San Marino, che beneficiano dell’esenzione dell’imposta sugli interessi, detengono il 15% della intera raccolta del Credito di Romagna.
Una successiva ispezione è stata effettuata dall’U.I.F., dal 22 gennaio 2008 al 08 febbraio 2008 (Dott.ri Guarnacia Giovanni, Cassio Roberto e Bartolozzi Diego), successivamente all’indagine giudiziaria della Procura della Repubblica di Forlì.
E’ emerso quanto segue:
nel comparto relativo alla raccolta figurano tre società tra le quali l’I.B.S. Fiduciaria con certificati di deposito sottoscritti da soggetti istituzionali sammarinesi per 45 milioni di €uro (BERFIN SA e I.B.S. per 10 milioni di €uro ciascuno; Cassa di risparmio di San Marino per 20 milioni di €uro; I.B.S. Fiduciaria S.p.A. per 5 milioni di €uro);
la I.B.S. Fiduciaria S.p.A.,nell’interesse della propria clientela , è titolare di sette rapporti per complessivi € 8 milioni ed ha partecipazioni del 50% del capitale in sei società che godono di affidamenti del Credito di Romagna, di cui cinque società, operanti nel settore immobiliare, partecipate per il restante 50% dalla BERFIN
SA, gli affidamenti concessi dal Credito di Romagna sono garantiti da ipoteche di primo grado in due casi e in un altro caso da una fidejussione rlasciata dalla I.B.S. per uno scoperto di c/c per € 700.000,00 concesso alla Overtime Art S.r.l.;
esistenza di n. 35 posizioni con garanzie ipotecarie concesse da privati sammarinesi per erogazione di mutui a sé stessi”.
Roberto Galullo

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ESCLUSIVO/3 L’interrogatorio di Giovanni Mercadini, ad del Credito di Romagna commissariato da Bankitalia“Quando io ho fatto il Credito di Romagna loro non ci volevano stare (la famiglia Rossini ndr). Ho detto: “Abbiamo un bel rapporto, perché non ci stai? Il futuro è il Credito di Romagna, non è San Marino””.

E’ uno dei passaggi che più mi ha colpito dell’interrogatorio reso dalle 10.20 del 12 febbraio 2010 dall’ad di Credito di Romagna, Giovanni Mercadini, attualmente indagato per una serie di ipotesi di reato e con un istituto commissariato da Bankitalia a seguito di una serie di irregolarità emerse (si vedano da ultimo i miei post del 30 e 31 luglio in archivio).

Sono parole messe a verbale dalla Procura di Forlì che, a mio modesto avviso, testimoniano come il credito di Romagna fosse una creatura sentita, sofferta e amata di Mercadini. Nulla di male. Anzi. Mercadini nella prima parte dell’interrogatorio e in seguito ripercorre la nascita (2003) del Credito di Romagna e respinge ogni addebito di essere il “cavallo di Troia” della banca sammarinese Ibs in Romagna che attraverso l’Istituto di Forlì finanzia attività in Italia.

L’identificazione “Mercadini-Credito di Romagna”, un sol uomo una sola banca, trovo che sia particolarmente interessante nel momento in cui il pm Fabio Di Vizio comincia ad incalzare Mercadini nel “cuore” dell’inchiesta condotta con il collega Marco Forte: le operazioni che sfuggono all’Archivio unico informatico e, successivamente, le operazioni sospette.

La banca subisce l’ennesima visita e l’ennesima ispezione e nel periodo gennaio-marzo 2008 da parte dell’Unità informatica finanziaria (Uif) che si accorge che alcune operazioni di rilievo antiriclaggio non sono confluiti nell’Archivio unico informatico (Aui) (circa 120 milioni di certificati di deposito tra cui almeno la metà riferibile all’Ibs).

Successivamente dunque il Credito di Romagna apre un conto intestato all’Ibs attraverso i quali passano i fondi dei finanziamenti, “per dare maggiore tracciabilità all’operazione” dichiara testualmente Mercadini.

Che qualcosa fosse da perfezionare – vado per intuito – deve averlo capito bene Mercadini se, dopo un lungo esempio, dichiara a verbale: “Se lei mi chiedeva come si censivano, non glielo sapevo dire. Io adesso ho assunto una persona – .omissis–, che fa l’antiriciclaggio, le ho detto “signora, se mai ci sono problemi verranno, io non voglio responsabilità”, perché io non ci capisco niente in queste cose.

Non a caso Di Vizio gli risponde: “E’ bene che ci capisca, però. Glielo raccomando come un dato di sistema”.

Mercadini dichiara che l’Istituto bancario sammarinese, partner di molte operazioni, non è tenuto a comunicare alla centrale dei rischio proprio perché soggetto non autorizzato.

Al punto che Di Vizio sintetizza: “per quanto mi risulta non diamo comunicazioni, ai fini della centrale dei rischi, con riferimento all’esposizione dei finanziati nei confronti della IBS come soggetto parte del pool. Questo è il concetto, comunque c’è la fonoregistrazione, ma è interessante che venga questo punto qui”.

Il concetto non deve essere però così chiaro perché Mercadini ribatte che anche la Fiat e l’Eni per i finanziamenti internazionali si rivolgono a banche straniere. Non è la stessa cosa, dal momento che per le banche straniere è obbligatorio avere l’autorizzazione ad operare in Italia e per l’appunto l’Ibs non ce l’ha.

MEGLIO SCRIVERE…

Con una lettera del 16 febbraio ai Pm Fabio Di Vizio e Marco Forte e Giancarlo Ferrucini, consulente tecnico, Giovanni Mercadini fornisce alcuni chiarimenti dopo l’interrogatorio del 12 febbraio relativamente ad alcune modalità operative dei finanziamenti in pool e precisamente: 1) finanziamenti in pool Credito di Romagna – Istituto Bancario Sammarinese; 2) mancata registrazione nell’archivio unico informatico di 13 operazioni concluse con intermediari sammarinesi; 3) posizioni che hanno presentato anomalie all’esito delle tre ispezioni effettuate da Banca d’Italia presso 3 dipendenze del Credito di Romagna nei mesi di novembre/dicembre 2008.

La linea di difesa ancora una volta è chiarissima: a) nessun cordone ombelicale con la banca sammarinese o, peggio ancora, studiata regia per far nascere prima la banca sammarinese e poi quella romagnola come abile schermo creditizio per eludere le normative italiane; b) nessuna operazione sospetta con intermediari sammarinesi, al limite qualche imprecisione in buona fede; c) ma quali operazioni sospette dal punto di vista del riciclaggio! Abbiamo fatto segnalazioni addirittura superiori alla media!

Questi chiarimenti, come si evince dalle conclusioni del consulente tecnico, consegnate alla Procura di Forlì, il 17 giugno 2010, che oltretutto le riporta integralmente nella relazione, non sembrano schiodare di un millimetro le certezze non solo dei pm ma della stesso ministero dell’Economia che infatti, su segnalazione di Bankitalia, ilo 20 luglio commissarierà ufficialmente il Credito di Romagna.

La realtà è che non solo le operazioni non sembrerebbero sporadiche ed occasionali ma sembrerebbero una prassi consolidata per parti consistenti ancora in essere (come si evince dal decreto di fine indagini preliminari notificato alle parti a fine luglio).

Oltretutto a leggere le carte dei finanziamenti in pool emerge chiaramente che la parte percentualmente preponderante è quella a carico dell’Istituto sammarinese. La media è almeno 60%.

FINANZIAMENTI IN POOL

Mercadini conferma che le operazioni in pool sono state poste in essere senza lo scopo di favorire l’operatività in Italia da parte di Ibs, “ma solo per mirate e del tutto occasionali iniziative imprenditoriali: iniziative imprenditoriali che, in considerazione dell’importo degli investimenti non eravamo in grado in quel momento contingente, di finanziare da soli e che, stante la dimensione della nostra banca, non avremmo potuto organizzare quale banca capofila in pool con istituti di credito italiani, di dimensioni di gran lunga maggiori del Credito di Romagna.”

Per quanto riguarda la registrazione in “centrale rischi” della quota di finanziamento erogato dalla banca estera (Ibs) Mercadini precisa che “il Credito di Romagna segnala alla centrale dei Rischi, nella parte denominata “sezione informativa” l’accordato ed utilizzato complessivo del finanziamento in pool. La quota del finanziamento erogato da banca estera (esclusi, come da accordi del 2003, i seguenti 6 stati: Austria, Belgio, Francia, Germania, Spagna e Portogallo) è rilevabile solo dall’analisi della “sezione informativa” e non dal quadro riepilogativo degli accordati ed utilizzati”.

Inoltre Mercadini conferma che tale operatività è stata sospesa dal luglio 2009, e sottolinea che tali finanziamenti in pool effettuati con l’Ibs non sono stati segnalati come irregolari, né all’esito dell’ispezione generale della Banca d’Italia (maggio 2007) né di quella dell’Uif (gennaio-febbraio 2008). La liceità di tali finanziamenti è stata messa in dubbio solo con la nota n. 149812 del 11/02/2009 trasmessa dalla Banca d’Italia Area Vigilanza Bancaria e Finanziaria – Divisione rapporti con le Autorità.

TREDICI OPERAZIONI SOSPETTE

Per quanto riguarda le 13 operazioni concluse con intermediari sammarinesi Mercadini precisa che “esse erano relative al rinnovo di tre certificati di deposito per complessivi 30 milioni. Il conto deposito di 20 milioni sottoscritto dalla Cassa di Risparmio della Repubblica di San Marino è stato rimborsato nel corso del 2009. Al 31.12.2009 la raccolta da banche sammarinesi era residuata a 10 milioni pari all’1,35% circa della nostra raccolta complessiva” e che “le stesse non erano state registrate in AUI in quanto – in piena buona fede e secondo prassi consolidata presso il sistema bancario – le banche sammarinesi erano assimilate e pertanto censite come operatori abilitati residenti in virtù della previgente legge antiriciclaggio (art. 4 legge 197/91) e delle istruzioni di vigilanza.”

La linea difensiva non sembra però tener conto però del provvedimento dell’Uic (ora Uif) del 24 febbraio 2006, che era appositamente dedicato al censimento della clientela anche extracomunitaria da parte dei soggetti intermediari abilitati.

COGNOMI PESANTI

Per quanto riguarda le 6 posizioni di clienti del Credito di Romagna segnalate anomale in quanto si ipotizzava che potessero avere rilevanza per l’antiriciclaggio, Mercadini illustra i motivi per cui il personale e gli addetti ai controlli non hanno ritenuto necessaria la segnalazione. In particolare “in merito garantisco che in futuro ci sarà senz’altro un atteggiamento più disponibile e cortese da parte dei miei collaboratori” e “in merito alla posizione di —omissis – ….ho dato disposizione di chiudere i rapporti…Mi preme segnalare che la posizione era già da noi segnalata come sospetta fin dal 5 marzo 2008 (protocollo Uif 08503626), quindi ben prima dell’ispezione di Banca d’Italia del dicembre 2008”.

Ed infine: “ci preme segnalare che nonostante la modesta dimensione della nostra banca, nel biennio 2008-2009 abbiamo effettuato 32 segnalazioni di operazioni sospette (13 nel 2008 e 19 nel 2009); in base a statistiche dell’Uif risulta che, in relazione alle quote di mercato, abbiamo effettuato più segnalazioni rispetto alla medi, relativamente alle provincie dove siamo presenti”.

Ma se non ricordo male tutte le segnalazioni (o quasi) avvennero su input di Bankitalia.

r.galullo@ilsole24ore.com

3 – to be continued

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ESCLUSIVO/4 Ispezione Bankitalia: il Credito di Romagna alimenta le energie alternative, eolico incluso…

La passione di Alessandro Fornari, consigliere di amministrazione del Credito di Romagna dal 15 dicembre 2003 fino al giugno 2010, per le energie rinnovabili non è una cosa passeggera.

Così come non è un consigliere qualunque Fornari nel Credito di Romagna, essendo socio (detentore del 2,50% del capitale sociale al 28 luglio 2003, titolare del 2,27% del capitale sociale al 31 agosto 2008 ed infine del 2,25% del capitale sociale dalla data del 4.6.2009) e membro del sindacato di blocco (costituito da soci rappresentanti inizialmente la quota pari al 84,54 % del capitale sociale, di poi aumentata sino dopo i successivi aumenti di capitale).

Ma la passione per l’energia rinnovabile, in vero, è dell’intero Credito di Romagna. Una passione che ha punti di contatto con quella che è stata ribattezzata P3, che vede indagato per violazione della legge Anselmi sulle organizzazioni segrete, tra gli altri, Flavio Carboni, in amicizia (millantata?) e tentati affari con lo stesso Fornari e Fabio Porcellini, di cui è suocero.

Entrambi forlivesi, entrambi con molti punti di contatto con il Credito di Romagna dal quale, secondo alcune ricostruzioni giornalistiche, sarebbero partiti anche finanziamenti di 4 milioni per l’affare eolico in Sardegna.

A pagina 91 della relazione del consulente tecnico della Procura di Forlì, Giancarlo Ferrucini, consegnata il 17 giugno 2010, il consulente stesso si sofferma in particolare su 7 clienti di rilievo del Credito di Romagna. E si scopre così che la predisposizione del Credito di Romagna a finanziare acqua ed energia alternativa, vento compreso, diventa una vera e propria passione.

Ricordiamo che Fornari è indagato nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Forlì sul Credito di Romagna, commissariato dal ministero dell’Economia su proposta di Bankitalia. Le accuse, tra le altre, per i 19 indagati, sono di aver permesso che il Credito di Romagna fosse un partner attraverso il quale operava in Italia l’Ibs, Istituto bancario sammarinese che in quanto extracomunitario e privo di autorizzazioni non avrebbe potuto operare in Italia (si vedano in archivio i post del 30, 31 luglio e 2 agosto).

BERFIN E RIMINI YACHT

Il primo cliente è Berfin spa, con sede a Falciano nella Repubblica di San Marino. Si tratta di una finanziaria/ fiduciaria che ha frequenti rapporti con il Credito. Il 18 luglio 2008 sul c/c 1225 è affluito un bonifico di 129mila euro disposto dalla stessa Berfin presso l’Ibs (Istituto Bancario Sammarinese), la cui disponibilità è stata utilizzata il 1° agosto 2008 per la sottoscrizione di obbligazioni del Credito di Romagna per 130mila euro, depositate nel dossier titoli n. 71/240.

La Berfin ha chiesto nel 2008 al Credito di Romagna un finanziamento chirografario di 220mila euro, con scadenza a tre anni, per finanziare un suo fiduciante, presumibilmente, scrive Ferrucini, la Mobiline Srl. Infatti risulta che quest’ultima rimborsa regolarmente la Berfin la quale, a sua volta, rimborsa il Credito di Romagna.

Il secondo cliente sul quale si dilunga la relazione è lo stesso Fornari, il terzo è Rimini Yacht. Quest’ultima è una società costituita nel 2004, con due soci al 50%, Giulio Lolli e Lorenzo Biavati, che ha acceso il rapporto con il Credito di Romagna, filiale di Rimini, l’8 giugno 2005. Nel 2007 la società ha realizzato un fatturato ci circa 32 milioni con un utile netto di € 882.000,00. Sono stati segnalati bonifici provenienti da società di leasing, anche sammarinesi.

In particolare sono segnalati bonifici provenienti da Rimini Yacht San Marino Srl che acquista imbarcazioni da Rimini Yacht San Marino Srl, immatricolandoli presso il registro nautico sammarinese.

Rimini Yacht ha lasciato anche una vittima sul campo: l’ex generale della Guardia di Finanza, Angelo Cardile, che il 1° luglio si è suicidato dopo che i suoi ex colleghi avevano bussato alla sua abitazione di Bologna nell’ambito di un’inchiesta sulla compravendita di imbarcazioni di lusso. Giulio Lolli sarebbe sparito dalla circolazione dopo che la Procura di Rimini lo ha indagato a inizio giugno per truffa nell’ambito della stessa inchiesta.

Il quarto cliente è la società Overtime Art S.r.l., con sede a Forlì, costituita il 14 novembre 2005, con un capitale sociale di 2omila euro, inizialmente dei seguenti soci al 50%: Berfin e Ibs leasing spa. Ancora una volta gli intrecci con San Marino sono meticolosi e ricorrenti.

Il 24 marzo 2009, dopo l’inizio dell’indagine giudiziaria della Procura di Forlì, i soci della Overtime Art S.r.l. diventano Sofir Fiduciaria e Cristiano Ragni (uomo di punta del Pdl forlivese). Il 23 dicembre 2009 Ragni viene nominato commissario liquidatore.

A TUTTA ENERGIA

Le altre tre società messe sotto la lente per il loro stretto rapporto con il Credito e anche per la abitudinarietà di certi cognomi ricorrenti e di certi intrecci tra le cariche sono Puglia energia srl, Brola srl e Soems spa.

Puglia Energia S.r.l. è stata costituita il 20 luglio 2007 con sede a Cesena e un capitale sociale sottoscritto di 8.050.000 di cui versato 2.050.000, con oggetto sociale: “ Produzione, importazione, esportazione, acquisto e vendita di energia elettrica derivante sia da fonti tradizionali che da fonti rinnovabili, nonché l’attività di distribuzione della stessa. Promozione, diffusione e realizzazione di interventi e impianti industriali, prestazione di ogni servizio collegato all’attività predetta. Assunzione e gestione di partecipazioni in società, imprese e consorzi ed enti di qualsiasi tipo, italiani e stranieri, svolgenti le medesime attività”.

La compagine sociale contempla: Brola srl, Building srl, Soems spa (proprietà pegno di Building srl), Soems spa (proprietà pegno di Brola srl).

Il consiglio di amministrazione, fino al fine 2012 è composto dal presidente Gianluca Lucchi e i consiglieri Enio e Marco Giampietri, Gianvito Rossi, Rodolfo Baldacci e Alessandro Fornari. Il collegio sindacale che resta anch’esso in carica fino alla fine del 2012 include il presidente Renata Gattamorta e i sindaci effettivi Verdiano Venturi e Fabio Porcellini (socio di Credito di Romagna) e supplenti Mario Giannini e Michela Lugaresi.

Brola S.r.l. è stata costituita il 16/07/2007 con sede in Cesena e ha un capitale sociale sottoscritto di 8.000.000,00 di cui versato €. 2.000.000,00, con oggetto sociale: “a) Produzione, importazione, esportazione, acquisto e vendita di energia elettrica derivante sia da fonti tradizionali che da fonti rinnovabili, nonché l’attività di distribuzione della stessa. Promozione, diffusione e realizzazione di interventi e impianti industriali, prestazione di ogni servizio collegato all’attività predetta. Assunzione e gestione di partecipazioni in società, imprese e consorzi ed enti di qualsiasi tipo, italiani e stranieri, svolgenti le medesime attività”.

La compagine sociale prevede Tulipani energia srl, Mavi srl, Power srl, Elettrika srl, Prontocasa srl, Financom srl.

Il consiglio di amministrazione, in carica fino a fine 2012, prevede il presidente Sergio Rossi, il vicepresidente Germano Lucchi, i consiglieri Rodolfo Baldacci, Gianluca Lucchi e Gianvito Rossi (gli ultimi due anche in Puglia energia).

Quanto a Germano Lucchi – a meno che non si tratti di un caso di omonimia – è di Cesena, è presidente di Unibanca spa, la holding a cui fa capo la Cassa di Risparmio di Cesena e Fondazioni di altre Casse di risparmio romagnole.

Il collegio sindacale di Brola (scadenza fine 2012) contempla il presidente Gabriele Gentili, i sindaci effettivi Alessandro Antonelli e Renata Gattamorta (presidente del collegio sindacale di Puglia energia), Mario Giannini e Michela Lugaresi (stessa carica in Puglia energia).

Soems S.p.a. è stata costituita il 26 gennaio 1978 con sede a Mercato Saraceno, (FC), con un capitale sociale di 6.600.000 interamente versato costituito da 6.600.000 azioni del valore nominale di €. 1, con oggetto sociale “a) Realizzazione, installazione e manutenzione di impianti di produzione, trasporto, distribuzione e utilizzazione dell’energia elettrica, di apparati elettronici, di impianti di protezioni. Attività per conto terzi, costruzioni e riparazioni edili compreso l’affitto e la locazione; gestione di strutture ricettive in genere; erogazione di servizi vari anche di natura amministrativa e di segreteria; costituzione e gestione di discariche e inceneritori rifiuti”.

I soci sono: Enio Giampietri (consigliere in Puglia energia), Eolo srl, Fabrizio Giampietri, Marco Giampietri (anche lui in Puglia energia), Tuboplast srl.

La società è amministrata dall’amministratore unico Enio Giampreti che veste le cariche di responsabile tecnico nominato il 23 settembre 1999, direttore tecnico nominato il 15 ottobre 1984 e amministratore unico nominato con atto del 25 maggio 2010 per la durata di 3 esercizi.

Il Collegio Sindacale è così composto, con durata di 3 esercizi dalla nomina: presidente Mauro Valzania, sindaci effettivi Bruno Montalti e Verdiano Venturi (anche in Puglia energia) e i sindaci supplenti Giuseppe Fattini e Fabio Mengozzi.

Tra le altre cariche o qualifiche risulta Natalino Lavanga , nominato direttore tecnico il 15 luglio 2006.

r.galullo@ilsole24ore.com

4 – to be continued

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