Ilsole24ore sul segreto bancario da parte della Unione Europea. No dell’Austria

Sole 24 Ore di martedì 3 febbraio 2009, pagina 23
Lotta alle frodi, la Ue assedia i segreti bancari

di Brivio Enrico

——————————————————————————–

Armonizzazione. Ma [ Austria non ci sta

Lotta alle frodi, la Ue assedia i segreti bancari
BRUXELLES. Dal nostro inviato
La Commissione europea cerca di dare una spallata al segreto bancario e, in particolare, al suo utizzo per coprire evasione e frodi fiscali nell’Unione europea.
Il commissario europeo alla Fiscalità, Laszlo Kovacs, ha presentato ieri due proposte: la prima impone alle autorità di ogni Stato europeo a rivelare, qualora vi sia una richiesta di un altro Paese Ve che abbia un’ispezione in corso, le informazioni sui conti bancari dei non residenti; la seconda cerca di migliorare la collaborazione tra Paesi Ue nel recupero delle imposte evase. Si tratta di misure volte a colpire soprattutto la cortina di silenzio che pu ancora avvolgere i depositi dei non residenti in Austria, Belgio e Lussemburgo. I tre Paesi fruiscono, infatti, di una deroga alla direttiva del 2005 sulla tassazione dei risparmi dei non residenti e, invece di essere tenuti allo scambio di informazioni con gli altri Paesi Ue, praticano sugli interessi degli investitori stranieri una ritenuta Lilla fonte (del 20% fino al 30 giugno 2011 e, successivamente, del 35%).
Le nuove norme intendono migliorare la cooperazione amministrativa tra gli Stati europei e riguardano tutti i tipi di tassazione, escluse quelle già coperte da specifica legislazione comunitaria (come l’Iva e le accise). Con la nuova proposta, ha spiegato Kovacs, «gli Stati membri dell’Ve non potranno pi invocare il segreto bancario per rifiutare di cooperare con altri Stati membri. Si tratta di un primo passo verso l’abolizione del segreto bancario». Il nuovo obbligo si applicherà solo su esplicita richiesta dell’amministrazione di un altro Paese europeo e potrà riguardare solo i contribuenti di quello Stato.
Kovacs ha fatto presente che le misure potrebbero essere approvate entro l’anno visto che la presidenza ceca dell’ve è interessata a mettere subito all’ordine del giorno la proposta, sostenuta da grandi Paesi, in particolare la Germania che si ritiene vittima di forti emorragie all’estero di imposte destinate alle casse del lìsco nazionale. Da parte del Belgio sarebbero emersi segnali di disponibilità ad approvare il giro di vite, mentre sarà pi difficile strappare il consenso di Austria e Lussemburgo, in una materia da votare all’unanimità.
Kovacs ha però evidenziato che la legislazione potrebbe essere anche una base per negoziare accordi bilaterali con Paesi europei extra-Ue che praticano il segreto bancario. La seconda proposta precisa i modi di cooperazione tra Stati e a livello internazionale con formulari standard e procedure comuni per lo scambio di informazioni. I funzionari delle amministrazioni fiscali di un Paese potranno recarsi in un altro Stato e partecipare attivamente con gli stessi poteri ispettivi alle inchieste che lì si svolgono. Il tutto per migliorare un tasso di recupero all’estero di imposte dovute, che al momento è fermo a un deludente 5 per cento. Da ricordare, invece, che la frode fiscale in Europa, inclusa l’Iva, viene stimata da Bruxelles tra il 2 e il 2,5% del PiI pari a 200/250 miliardi di euro.
Alto studio
Le informazioni
Una prima proposta di direttiva mira a imporre alle autorità di ogni Stato europeo di rivelare, qualora vi sia una richiesta di un altro Paese Ue che abbia un’ispezione in corso, le informazioni sui conti bancari dei non residenti
Il recupero
La seconda proposta precisa i modi di cooperazione tra Stati e a livello internazionale con formulari standard e procedure comuni per lo scambio di informazioni. La normativa mira a migliorare il tasso di recupero di imposte all’estero.

Condividi


Per rimanere aggiornato su tutte le novità iscriviti alla newsletter

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

Privacy Policy