INAUGURAZIONE DEL RINNOVATO INGRESSO E FINE LAVORI ALL’OSPEDALE ‘CERVESI’ DI CATTOLICA

Si è svolta questa mattina, all’Ospedale ‘Cervesi’ di Cattolica, una piccola cerimonia in occasione della fine dei lavori che negli ultimi anni hanno riguardato l’ospedale e che hanno letteralmente fatto cambiare faccia all’edificio sanitario. Nell’ambito di tale cerimonia è stato presentato il dottor Andrea Barbanera, chirurgo del rachide in forze all’Ospedale ‘Bellaria’ di Bologna, che con un’attività in convenzione opererà anche a Cattolica. All’evento hanno partecipato il sindaco di Cattolica Pietro Pazzaglini, il consigliere regionale (presidente della Commissione Sanità) Roberto Piva, il Direttore Generale dell’Azienda Usl Marcello Tonini, il Direttore Medico del Presidio Ospedaliero di Riccione-Cattolica Romeo Giannei, il Direttore dell’Unità Operativa di Chirurgia Ortopedica del ‘Cervesi’ Giuseppe Porcellini, il dottor Barbanera e l’architetto Enrico Sabatini, che ha diretto i lavori dell’ospedale.

Nel portare il proprio saluto il sindaco ha voluto ricordare i tempi in cui per l’ospedale di Cattolica si rischiava un forte ridimensionamento, e la conseguente vicinanza, da parte dei cittadini, al ‘loro’ nosocomio. ‘Poi, grazie anche all’impegno dell’amministrazione comunale, e stringendo patti importanti con la Regione, il ridimensionamento si è trasformato in sviluppo, che ha consentito di erogare servizi di qualità, ai cattolichini ma anche al resto del territorio. E il buon rapporto che si è instaurato col territorio è testimoniato anche dalle numerose donazioni che privati cittadini cattolichini fanno all’ospedale’.

Il consigliere Piva ha ribadito la solidità del rapporto di collaborazione tra la Regione Emilia Romagna e l’A.Usl, ‘che continuerà ad essere solido e che nel 2009 si tradurrà in un impegno per un’adeguata dotazione di risorse’.

Il Direttore Generale Tonini ha espresso soddisfazione per il livello strutturale e di attrezzature raggiunto a Cattolica: un risultato, ha detto, ‘non da dare per scontato’. Ma ha poi chiarito che al di là di muri e tecnologie, ‘la differenza la fanno i professionisti, gli uomini e le donne’. E in anche in quest’ottica, ‘a Cattolica abbiamo fortissime professionalità, che ora si arricchiscono con l’arrivo del dottor Barbanera’. Tonini ha aggiunto che ‘grazie al lavoro che farà con gli interventi sul rachide mi aspetto che non vi siano più cattolichini, e più in generale riminesi, che per questa patologia siano costretti ad andarsi a curare fuori. Questo è dunque un ulteriore tassello del mosaico che stiamo costruendo per ampliare gli orizzonti della sanità nel nostro territorio’. Anche il Direttore Generale ha sottolineato l’importanza del rapporto tra l’ospedale la cittadinanza della zona sud della provincia, e ha auspicato che la già attiva collaborazione che ha portato, solo nell’ultimo anno, alla donazione di un ecografo e di un mammografo, continui e anzi si rafforzi: ‘Vedremo nei prossimi mesi cosa si potrà fare’.

Parola quindi all’architetto Sabatini per la parte infrastrutturale. L’Ospedale ‘Cervesi’ di Cattolica è stato costruito negli anni ’60 e sorge su un’area di circa 14mila metri quadrati. E’ costituito da tre corpi di fabbrica di cui due di tipologia ‘monoblocco’, costruiti in fasi successive negli anni dal 1965 al 1980 che formano una pianta a T e un terzo corpo realizzato come ampliamento nell’anno 2000. I tre corpi sono collegati fra di loro in maniera da costituire un unico edificio. Al ‘Cervesi’ si trovano le Unità Operative di Oculistica, Fisiopatologia della riproduzione, Chirurgia ginecologica, Chirurgia ortopedica della spalla e del gomito, Medicina generale, Radiologia, il Servizio di Oncologia, il punto di Pronto intervento, il Punto prelievi e vari ambulatori. I posti letto sono 111.

Negli ultimi anni il nosocomio si è arricchito di numerosi servizi ed è cresciuto e si è rinnovato dal punto di vista strutturale. Basti pensare che nel settembre del 2007 è stato inaugurato il nuovo reparto di Medicina, nel febbraio 2008 il nuovo servizio di Oncologia, nel maggio scorso una vasca riabilitativa, quasi unica in Italia, a corredo della Chirurgia della spalla e del gomito, e successivamente 8 nuovi ambulatori per visite. Un percorso di crescita e qualificazione che si è concluso con la riqualificazione estetica degli interni e dell’esterno dell’ospedale, e con un nuovo ingresso più razionale che si inaugura oggi. E la società civile del territorio ha dimostrato di apprezzare tale impegno: nel dicembre 2007 sono stati donati da priavati due ecografi e nel settembre 2008 un innovativo mammografo digitale.

L’investimento complessivo per gli interventi, comprensivo delle opere edili, impiantistiche, e anche delle attrezzature, ammonta a 4.600.000 euro. Tali spese sono finanziate per 3 milioni di euro dalla Regione Emilia Romagna, mentre il resto è a carico dell’Azienda USL di Rimini. Il gruppo di progettazione è costituito da tecnici della U.O. Ufficio Tecniche dell’Azienda: il direttore, architetto Enrico Sabatini, l’architetto Sandra Fantoni, i tecnici Andrea Balducci e Giovanni Carlini, l’ingegner Laura Carlini, e da alcuni progettisti esterni.
Nel suo intervento il dottor Porcellini si è paragonato all’allenatore dell’Inter Maurinho: ‘Il Direttore Generale – ha detto – mi ha riempito di giocatori e forti. Ora sta a me far sì che giochino bene. Al momento stiamo eseguendo, a Cattolica, mille interventi l’anno su spalla e gomito, un numero importante a livello nazionale. Operiamo molto anche alla mano e al ginocchio. D’ora in poi, grazie al dottor Barbanera, potremo operare anche sulla schiena. Sono contento, ringrazio per questo l’Azienda, della quale, ne sono convinto, l’impegno non verrà mai meno’.

Il dottor Barbanera non ha posto tempo in mezzo ed è entrato subito nel merito di ciò che farà a Cattolica, e aiutandosi anche varie slides ha illustrato le più avanzate tecniche per operare la colonna vertebrale per ernie e problemi di questo tipo, ma anche neoplasie e traumatologie. Si tratta di interventi innovativi grazie ai quali ‘si può evitare, cosa indispensabile con gli interventi più tradizionali, quattro mesi di immobilità (uno a letto e tre col gesso). Ovviamente – ha specificato chiaramente Barbanera – non tutti gli interventi vanno bene per tutti. Vi sono casi in cui non si può prescindere dalla chirurgia tradizionale. Sta poi a noi professionisti adeguare le tecniche al paziente: è questo che deve accadere, non viceversa’. Il dotto Barbanera ha voluto anche fare i complimenti per l’ospedale di Cattolica: ‘Il primo giorno che sono venuto qui mi sono detto: ‘Accipicchia, ma questo è un piccolo gioiello…”.

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