Inchiesta banche a San Marino, Rete: “L’ordine del giorno approvato in Consiglio è un punto di partenza per risolvere i problemi emersi”

“È certo una garanzia, per tutti i sammarinesi, che il Tribunale di oggi, retto da un magistrato di indiscussa fama a livello internazionale come il presidente Canzio, possa svolgere il suo ruolo con imparzialità e libero da ogni condizionamento”.

Lo afferma Rete, sottolineando in una nota che “le conclusioni della Commissione di Inchiesta sul sistema bancario rilevano responsabilità datate e più recenti, soprattutto durante la scorsa legislatura“.

L’ordine del giorno, “sottoscritto dalla maggioranza e fortemente voluto da Rete, censura ogni responsabilità politica del dissesto bancario, condannando fermamente sia le decisioni politiche di fine anni ’90 sia quanto accaduto nella scorsa legislatura – rimarca il movimento di governo -; censura e manda al Tribunale per ogni ulteriore adempimento, per quanto riguarda gli anni ’90 e 2000, la follia della piazza finanziaria, la concessione delle licenze bancarie e finanziarie per scopi affaristici, l’assenza di controlli adeguati e la mancata firma dell’accordo di cooperazione con l’Italia; censura e manda al Tribunale per ogni ulteriore adempimento, per quanto riguarda la scorsa legislatura, il piano criminale ordito ai danni del sistema finanziario sammarinese e la scelta dell’allora governo di avallare il disegno criminale del ‘gruppo Confuorti/Grandoni'”.

“Dalla relazione della Commissione di Inchiesta emerge, infatti, che San Marino è stato preda di interferenze esterne con la complicità di gruppi di potere presenti ancora oggi in territorio, che ne hanno assecondato le finalità anziché contrastarle – aggiunge Rete -. Oltre a questo, l’ordine del giorno dà mandato al Congresso di Stato e a Cassa di Risparmio di attivarsi immediatamente, alla luce della ordinanza che smonta l’impianto accusatorio del processo ‘Varano’, per reclamare eventuali rimborsi del danno patrimoniale e reputazionale ingiustamente subito“.

Sempre lo stesso provvedimento “dà inoltre mandato a recepire celermente le normative anti-corruzione impegnando i membri del Consiglio Grande e Generale a pubblicare non solo i redditi percepiti, ma anche i patrimoni, i debiti e le partecipazioni, evidenziando eventuali conflitti di interesse”.

“A differenza degli altri ordini del giorno, presentati dall’opposizione e da qualche consigliere sparso, che soffrivano di strabismo censurando una o l’altra fase del problema dimenticando quanto accaduto negli anni più lontani o appena un paio di anni fa – dice infine il movimento di maggioranza -, riteniamo che quello approvato, censurando certa politica di ogni epoca, possa rappresentare un punto di partenza per risolvere i problemi emersi affinché non si ripetano e in attesa che la Magistratura faccia la sua parte se riterrà di avere sufficienti elementi di prova per azioni penali, civili o amministrative”.

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