Interpellanze del consigliere di SU Francesca Michelotti su Bcsm e latte avariato

Apprendo dal sito di Banca Centrale che questa ha indetto una selezione di personale, classificato come “risorse junior”, che prevede fra i requisiti necessari un’età non superiore ai trentuno anni.
Nulla da obiettare sull’autonomia decisionale di Banca Centrale quando recluta i propri funzionari o impiegati pretendendo le condizioni e i profili professionali che ritiene più adeguati ai propri scopi, tuttavia il limite anagrafico imposto denota una discrezionalità ingiustificata e ingiusta, soprattutto perché lesiva dei diritti dei cittadini così come indicati all’art. 4 della Dichiarazione dei Diritti: “Tutti sono uguali davanti alla legge, senza distinzioni di sesso, di condizioni personali, economiche, sociali, politiche e religiose”.
Banca Centrale sta cercando personale ‘junior’ e si ritiene legittimata a considerare ‘senior’ gli ultratrentunenni, c’è da credere che un quarantenne possa sentirsi un relitto umano. Poi ci si chiede perché 31 e non 30 o 32: come si può stabilire un limite tanto intransigente per un ruolo, anche se avventizio? E’ ovvio come l’età appartenga alla categoria ‘condizioni personali’, ma la violazione di un principio sacrosanto di diritto appare particolarmente odiosa in questo momento difficile per tante persone che hanno perso il lavoro o che non lo hanno mai avuto e che, beffati proprio dai loro anni, si vedono sottratta una ambita e purtroppo rara opportunità di occupazione.
Interpello dunque il Governo per chiedere se e come intende affrontare la questione affinché Banca Centrale emendi il bando di selezione viziato da incostituzionalità e affinché, esercitando il suo ‘insindacabile giudizio’ nella scelta fra i candidati al posto, Banca Centrale si attenga rigorosamente ai principi costituzionalmente garantiti.

Francesca Michelotti

Apprendo solo ora da fonti ufficiose che pochi mesi fa è stata posta in vendita presso gli esercizi commerciali sammarinesi una partita avariata di latte a lunga conservazione.
Mi risulta che soprattutto i consumatori più piccoli ne abbiano fatto le spese accusando febbre alta prolungata e dolorosi disturbi, culminati in stati gravi di disidratazione, effetti che hanno generato seri  rischi per la salute dei bambini e, ovviamente, profonda preoccupazione nei genitori.
Mi risulta infine che il distributore, non appena ricevuta la segnalazione del fatto, abbia  tempestivamente ritirato tutte le confezioni ancora invendute ma nessuno ha però provveduto a darne opportuna e doverosa informazione pubblica, allo scopo di mettere sull’avviso coloro che avessero acquistato il latte guasto senza averlo ancora consumato.
Trattandosi di un prodotto a lunga conservazione è plausibile dunque che gli acquirenti, ignari di avere in casa un prodotto avariato, stiano correndo il rischio di subirne le pericolose conseguenze.    
Interpello dunque il Governo per sapere se la notizia risponde al vero e se le autorità competenti compreso il Governo stesso ne fossero stati informati. In caso affermativo per entrambi i quesiti, chiedo di sapere perché non sono state prese iniziative immediate per garantire la salute e la sicurezza dei cittadini mentre, se della questione il Governo ha preso atto in ritardo, come intende provvedere sollecitamente.
Francesca Michelotti

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