Intervento di Andreoli al Congresso che lo nominerà Segretario

Presidenza del Congresso, Compagne, compagni e graditi ospiti

Avrei voluto intervenire “a braccio” per esprimere con maggiore forza il grande momento che sta attraversando il partito, ma come tante volte mi ricordano benevolmente tanti compagni sono prolisso ed il tempo a disposizione è tiranno e nel voler rispettare le regole del tempo, che comunque nel chiedere venia alla Presidenza non riuscirò ugualmente a farlo, mi è doveroso leggerlo. Cercherò di farlo mettendoci quel sentimento, quella forza d’animo e tanto cuore.
In questi giorni ho avuto modo di rispolverare il mio intervento svolto durante il congresso dell’unificazione e di dedicare alcuni minuti alla sua lettura. Mi sono soffermato sul valore dell’unità e sulla forza politica che avrebbe avuto in futuro il Partito dei Socialisti e dei Democratici, ribadendo la volontà, manifestata più volte in occasione dei congressi socialisti e cioè far prevalere il ragionamento ed il confronto e quella voglia di rivincita sulle divisioni e sulle personalizzazioni , per costruire un grande partito riformista al servizio del Paese.
In quell’intervento, avevo ribadito l’importanza degli ideali che hanno contraddistinto l’azione socialista in questi tantissimi anni e cosa significhi proporsi ai cittadini con questi valori, che sono il segno della libertà, della dignità, della giustizia e dell’eguaglianza.

L’unificazione fra i due partiti storici della sinistra, provenienti da esperienze e culture diverse, ma da valori ed ideali comuni, ha dato vita ad un partito forte, che nella recente consultazione elettorale si è affermato, non solo come un grande contenitore di idee e di proposte, ma anche come forza politica propositiva e trainante, che con senso di responsabilità è oggi alla guida del Governo e del Paese.

Il Psd, che fa parte della grande famiglia dell’Internazionale Socialista e del Socialismo Europeo, che oggi celebra il suo 1° congresso dall’unificazione e, come specificato anche dal Presidente, il 41° dalla fondazione del Partito Socialista, – dai cui valori ed ideali è ispirato-, oggi è il cardine della politica ed è al centro delle attenzioni delle altre forze politiche Sammarinesi.
Compagni è il partito più forte! Siamo al centro della politica e delle attenzioni.
E’ il partito che i nostri padri putativi del Socialismo ci hanno lasciato in eredità. Giuseppe, il nostro Presidente, ne ha ricordato uno, Pietro Franciosi; desidero aggiungere anche Gino Giacomini, senza però dimenticare i tanti altri che hanno fatto grande la storia dei rispettivi partiti della sinistra storica Sammarinese.
Anche la recente e decisa scelta del compagno Paolo Bollini, coerente con i suoi valori, che sono propri del nostro partito, riconoscendosi, altresì, nella coalizione di centrosinistra, ha contribuito –e contribuirà- a rendere più efficace l’azione della nostra forza politica e l’affermazione dei nostri valori.
Il compagno Bollini ha evidenziato le tante anime presenti nel nostro partito, ha menzionato la dialettica ed il confronto aperto e a volte caldo.
Questo è il nostro partito, fatto di tante persone e di idee, non può essere diversamente, siamo una grande forza politica, un contenitore dove tutti vorranno pescare; dobbiamo, forse, solo renderci conto che siamo il partito di maggioranza relativa, non solo in Consiglio Grande e Generale, come sostenuto dal Segretario della Democrazia Cristiana, ma anche nel Paese.

Oggi più che mai, infatti, il Paese ha bisogno di una politica decisa, chiara e concreta. E’ dovere del Partito dei Socialisti e dei Democratici, nei confronti dei suoi elettori e dell’intera cittadinanza, promuovere politiche innovative, capaci di mettere in campo quegli strumenti e quei progetti indispensabili al Paese per superare le difficili sfide del presente e del prossimo futuro.
Del resto, care compagne e cari compagni, gli obiettivi si centrano con l’agire, con la determinazione e con il coraggio delle scelte!
Il Partito dei Socialisti e dei Democratici è l’occhio attento e vigile, è la lunga mano per scrivere –attraverso il governo e la sua coalizione – la nuova storia della Repubblica……. Una Repubblica da rendere sempre più moderna e dinamica, orgogliosa, nel suo rapportarsi con il mondo esterno, sia della sua storia che delle sue tradizioni ed al tempo stesso, aperta alla nuova realtà e alle grandi sfide che la globalizzazione le impone.

E’ nostra. E’ del Psd, la responsabilità di spronare sia il governo che gli alleati per mettere in campo una politica che, per il bene dei nostri figli, deve traghettare il nostro Stato verso un futuro di confermato benessere, come i nostri padri e, prima di loro i loro padri hanno fatto con noi, consegnandoci un presente, magari complesso in alcune sue parti, ma certamente valido punto di partenza per una proposta politica e sociale ispirata dal “Progetto per San Marino”, quindi frutto di un compromesso fra capitale e lavoro, fra mercato e Stato, fra competitività e solidarietà, che intende anticipare i temi e i dibattiti che le nuove generazioni dovranno affrontare. Ed è per questo motivo che è necessario approfondire con urgenza le problematiche annesse all’economia e al lavoro, alla finanza e all’ambiente, alla solidarietà e alla giustizia, solo per citarne alcuni…
Come ribadito anche nel “Progetto San Marino”, il riformismo è l’impegno concreto per cambiare e migliorare il mondo in cui viviamo.
Il suo obiettivo di fondo è quello di aprire la stagione nella quale bisogni, ideali ed interessi confluiscano in un progetto complessivo di rilancio economico, culturale e sociale del Paese, basato sui valori del socialismo riformista, liberale e democratico.

Questa assise, la prima dopo l’unificazione, dovrà rafforzare l’azione del Partito, che unito ci ha permesso di presentare una proposta politica di eccellenza premiata dagli elettori e in grado di innalzare il Psd al ruolo di partito di maggioranza relativa.
Tale proposta non possiamo dimenticarla, né tantomeno sottovalutarla, ma deve continuare ad essere, per noi, un punto di riferimento per una azione politica maggiormente innovativa, sociale e capace di risolvere i problemi che affliggono il Paese.
Solo se saremo capaci, determinati e non divisi, nonché pronti al sacrificio delle personali e legittime aspirazioni, potremo occuparci di progetti utili per lo Stato e per i cittadini.

Se è importante non trascurare il sociale, la cultura, l’ambiente e così via, un’attenzione particolare la si deve riservare, oggi più che mai, al settore economico-produttivo e ai comparti strategici come il turismo ed il commercio; affrontando, altresì, gli accordi a livello internazionale e, soprattutto, l’accordo di cooperazione economica con l’Italia, il rapporto con l’Unione Europea, il sistema previdenziale e la pubblica amministrazione. Temi questi di strategica importanza, nodi fondamentali e, una volta districati, ottimi punti di partenza per dare al Paese una solida base su cui costruire nuove politiche di sviluppo e di crescita.
Vorrei parlarvi di tante cose, compagni, affrontare tanti temi, tanti argomenti e senza nascondere i diversi problemi che abbiamo di fronte come Paese e farlo in modo diretto, aperto, magari con apprensione per le sorti della nostra Repubblica, ma con tutta la forza, non solo vocale, ma soprattutto dell’affrontare, dell’agire e concretizzare.

Il Psd, dopo le elezioni del 2006, ha scelto di costituire una coalizione di centrosinistra –diversa da quella precedente alle ultime elezioni- e, insieme ad Alleanza Popolare e Sinistra Unita, ha dato vita ad un nuovo esecutivo che, fra le altre cose, ha saputo riformare la legge elettorale, valorizzando la sovranità popolare e favorendo l’alternanza.
Alternanza intesa come l’insieme, nell’ambito di una coalizione, di diverse forze politiche, le quali devono trovare coesione politica e convergenze programmatiche, che saranno gli strumenti utili e indispensabili per la stabilità e la concretezza dell’azione di governo.

L’esecutivo ha subìto un brusco stop nelle scorse settimane ed è stata crisi di governo. Il Psd, al quale è stato affidato, per la prima volta, il mandato esplorativo, ha voluto confermare la coalizione uscente e quindi ha ricomposto un nuovo esecutivo formato e sostenuto dal Psd, Ap, Sinistra Unita, con la presenza dei Democratici di Centro.

Care compagne e compagni, come tutti sapete, nonostante l’invito rivoltomi a più riprese da tanti compagni e dirigenti di partito, a seguito di una scelta personale, maturata con serenità e tranquillità, ho preferito non assumere alcun ruolo di governo, pur riconfermando il mio impegno politico al servizio del Paese, a disposizione del Partito, ribadendo di non essere alla ricerca di nessun ruolo.

Alla luce dell’esperienza che ho acquisito in questi ultimi 16 mesi come Segretario di Stato, desidero rivolgere un caloroso invito ai partiti alleati, affinché l’impegno sia comune, reciproco, leale e forte, ritrovandoci uniti in quello spirito di servizio nei confronti del Paese e che dovrà contraddistinguere l’azione politica-istituzionale e programmatica dell’attuale coalizione di maggioranza.
Nel riconfermare il mio appoggio all’azione di governo, sarò comunque attento osservatore dell’agire e delle scelte del nuovo esecutivo, dei metodi, dell’attuazione del programma e soprattutto del rispetto degli alleati nei confronti del nostro partito, il quale, come ha ricordato il Coordinatore di Alleanza Popolare, ha riproposto con lealtà e determinazione la validità della coalizione di centro sinistra.
Credo che tutto ciò debba rappresentare la base imprescindibile per dare al Paese quella stabilità di cui ha bisogno e che va garantita attraverso la valorizzazione del lavoro comune, della dignità dei singoli e dei partiti e di un impegno improntato nell’interesse della collettività. E’ questo l’impegno che l’attuale coalizione di “centro sinistra” dovrà assumersi, al fine di garantire politiche efficaci e concrete e per dimostrare che la nostra scelta –favorita anche dalla nuova legge elettorale- possa essere garantista della stabilità, dell’efficienza e dell’attuazione del programma.
Cari partiti alleati ora non possiamo fermarci! L’azione politica e di Governo dovrà essere forte e mirata; mettiamo da parte i veti, le imposizioni ed i dictat. In politica non servono, serve l’umiltà, la determinazione, il coraggio, la forza, la costanza e la perseveranza, elementi utili per dare certezze al paese e garanzie ai cittadini.

Dunque, dobbiamo lavorare insieme, noi e voi, per un unico progetto, finalizzato all’attuazione del programma di governo ritenuto da tutti noi, sebbene impegnativo ed ambizioso, moderno e all’avanguardia.

Durante la fase di formazione del nuovo governo, il Psd ha voluto lasciare ancora le porte aperte a quei partiti di ispirazione socialista, cattolica e liberale, che guardano con interesse al progetto, tendente a realizzare una coalizione di centro sinistra che sappia rispondere alle aspettative dei cittadini e alle attese delle nuove generazioni.
Non abbiamo mai nascosto di guardare con maggiore attenzione ai Sammarinesi per la Libertà, al Nuovo Partito Socialista ed agli Europopolari.

Ai Sammarinesi per la Libertà mi rivolgo rinnovando l’invito al dialogo e a intraprendere un percorso comune tendente a riunire quei valori ed ideali che ci accomunano.

Ai Compagni del Nuovo Partito Socialista, che ci hanno ricordato di essere usciti dal partito per affermare i valori e l’identità socialista, intendo solo ricordare che nel 2005 si è costruita la grande famiglia socialista, riformista e democratica – ispirata proprio sui valori del socialismo europeo – a cui diversi compagni hanno partecipato, aderito e sostenuto.
Come detto, il Psd ha dato la sua piena disponibilità al dialogo utile per rafforzare l’azione del centro sinistra.

A questi, come anche agli Europopolari, ci siamo rivolti e ci rivolgiamo ancora. Spetta a loro, naturalmente, la scelta di collocarsi in una coalizione: la coalizione di centro sinistra che noi abbiamo lanciato.
E’ forse giunto il momento, per loro, di fare questa scelta.

Alle altre forze politiche, ovvero a quelle che hanno radici diverse dalle nostre, ma i cui obiettivi possono essere compatibili con quelli di un centro sinistra moderno ed europeo, ricordo che il Psd intende proseguire il confronto mirato alla ricerca di affinità con coloro che intendono investire nel progetto comune per la modernizzazione del Paese.

Inoltre, dovremo avere la capacità del dialogo, dovremo saperci porre in maniera costruttiva nel confronto, non solo con le forze politiche, ma anche ascoltando la voce di tutte le diverse associazioni economiche, sindacali e sociali presenti nel paese.

Desidero, ora, rivolgermi ai giovani del nostro partito, considerandoli linfa vitale per il prosieguo dell’azione politica nel Paese: il partito è in crescita, le attenzioni esterne verso di noi sono forti, le attese ancor più! La nuova dirigenza dovrà essere in grado di captare immediatamente il messaggio che arriva dalla gente e dalla nostra base, avendo la capacità di rispondere in maniera concreta, solerte e reale. In questo impegno non può mancare certamente il contributo, l’appoggio e l’entusiasmo che si contraddistingue in voi giovani, ma nello stesso tempo è necessario unire le forze, lavorare sinergicamente e far sì che l’esperienza possa essere buona consigliera per un lavoro comune e costruttivo.

Dunque, dovremo lavorare, affinché i nostri progetti vengano realizzati con efficacia. Serve di conseguenza un partito organizzato, un metodo e una forte dedizione di ognuno di noi, così da concretizzare l’intuizione ideale in fatti concreti.

Siamo reduci da un momento difficile, ma con queste consapevolezze e queste attenzioni riusciremo tutti insieme, facendo leva sulle nostre personali capacità e attitudini, a creare quella forza unitaria e collegiale di cui abbiamo bisogno come partito, come Stato e, soprattutto, come cittadini.
Mettiamo insieme i valori e gli ideali –che sono comuni- delle nostre rispettive provenienze, mettiamo insieme le teste, mettiamo insieme le volontà e le proposte, i progetti nasceranno e saranno sicuramente i migliori.

Compagne e Compagni, non mi è mai piaciuto parlare di me stesso, ma oggi non posso esimermi dal farlo. Mi è stato chiesto dagli attuali Dirigenti del Partito di candidarmi a Segretario Politico. Non ero pronto a ricevere questa richiesta, ma devo dire che mi ha lusingato molto e con rispetto ho chiesto di pensarci, poiché non si può essere insensibili ed irresponsabili di fronte al Partito, al quale, permettetemi di ribadire, ho riservato sempre un forte attaccamento, in considerazione della mia lunga militanza e dei valori e degli ideali che mio Padre nel tempo mi ha trasmesso.
Mi sono accorto, anche, che –almeno dal punto di vista politico- non sono più così giovane e che i miei 36 anni di militanza al Partito Socialista prima, al Partito dei Socialisti e dei Democratici oggi, sono serviti a darmi non solo esperienza, ma anche considerazione, rispetto e stima da parte di tantissimi compagni, che desidero ringraziare pubblicamente.
Così come intendo ringraziare in modo particolare il Presidente del nostro Partito per le espressioni che ha voluto riservarmi nel suo intervento. Parole che –credimi Giuseppe- mi hanno riempito d’orgoglio e mi daranno la forza, che già mi proviene da quel socialismo di un tempo, di rendere ancora più forte il Partito dei Socialisti e dei Democratici.

Non è stato facile –seppure, ripeto, ciò mi ha gratificato molto e non certamente per essere, come ho letto sui giornali, una prima donna – dare il mio assenso alla candidatura a Segretario politico. L’ho fatto, nello spirito di conferire forza, unità d’intenti e coesione al nostro partito, che oggi riveste il ruolo guida nel Governo e nel Paese. Mi auguro di essere la persona giusta per questo delicato e prestigioso incarico.

Considerandomi il candidato di tutti alla Segreteria del partito, termino questo mio intervento ribadendo ciò che con grande fervore ho sempre sostenuto all’interno del nostro partito. E cioè che il Partito dei Socialisti e dei Democratici, forte della sua unificazione – la quale ha prodotto forti tensioni nello scacchiere politico sammarinese, rivelandosi invece, per noi, un grande risultato – non riceve di certo il plauso degli avversari.
Ho sempre ribadito che nessuno ci ama! Cerchiamo dunque di amarci e rispettarci fra noi, seppur nella diversità delle rispettive radici e nella dialettica interna, ma nella consapevolezza che, mentre altri partiti ci guardano con invidia, il Paese ci osserva con speranza e fiducia.

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