Intervento di Gatti al Forum San Marino Italia Studio Ambrosetti

“Dobbiamo lavorare affinché stare a San Marino sia un’opportunità, riservata però solo ai soggetti seri”. È il messaggio lanciato dal Segretario di Stato per le Finanze e il Bilancio, Gabriele Gatti, nel suo intervento al Forum “Repubblica di San Marino e Italia: rapporti tra Stati e adeguamento del quadro normativo” organizzato al centro congressi Kursaal da The European House Ambrosetti e promosso dalla Fondazione San Marino Cassa di Risparmio Sums.
“Siamo in una situazione molto difficile e drammatica, all’interno della quale le banche sammarinesi hanno mostrato equilibrio, responsabilità e professionalità”, ha sottolineato il Segretario di Stato, rifacendosi alla procedura rafforzata in cui si trova la Repubblica dall’aprile dello scorso anno per il ritardo
nell’adeguamento delle normative in materia di antiriciclaggio agli standard internazionali. “Non si sarebbe dovuti arrivare a questo punto, serviva una soluzione politica, che ora passa per l’adeguata verifica della clientela da parte delle banche italiane, non c’è altra strada”. L’obiettivo di San Marino è fissato per settembre quando il Moneyval tornerà a giudicare la Repubblica: “Dobbiamo uscire dalla procedura rafforzata, non possiamo sbagliare, per cui dobbiamo eliminare le mele marce ed essere un Paese serio”. Il Titano non vuole rinunciare alle peculiarità del proprio sistema bancario, ma deve essere “rigoroso contro il riciclaggio e il terrorismo, e il segreto bancario deve venire meno per questi reati”.
Il Segretario di Stato Gatti ha poi lanciato delle ipotesi per migliorare i rapporti con l’Italia e gli altri Paesi europei, dalla creazione di un accordo tra le Banche Centrali dei due Stati, all’ampliamento della collaborazione con l’Unione Europea. Il Governo è al lavoro e ha già ottenuto dei risultati, come il mancato blocco dell’operatività degli istituti di credito da parte dell’Istituto Centrale delle Banche Popolari, la creazione dell’Agenzia di Informazione Finanziaria e il nuovo rapporto con Banca d’Italia, “cose non banali. I danni sono venuti e stanno venendo – ha concluso – di immagine ma anche concreti. Ora non dobbiamo più subire il cambiamento, ma cavalcarlo”.

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