Intervento di Ivan Foschi, consigliere Sinistra Unita, nella seduta consiliare di oggi

Intervento di Ivan Foschi, consigliere Sinistra Unita, nella seduta consiliare di oggi

Volevo parlare della ennesima data per la firma degli accordi, ennesimo flop per una diplomazia
ormai alla corda che non sa più cosa inventarsi per cercare di dare una giustificazione ad un
governo che già da tempo è decotto. Basta vedere quali sono le misure adottate per evitare il
default dello Stato. Addizionale IGR che partiva come una tantum e si sta trasformando in misura permanente, la patrimoniale sulla casa, i vari balzelli già in essere come la tassa sui servizi e i tagli a servizi come gli asili nido, sono di stamattina le incredibili dichiarazioni del Segretario Morri che ci ha detto che siccome non abbiamo messi i soldi a bilancio allora privatizziamo il servizio e guarda caso
Invece la cronaca giudiziaria impone come tema di somma attualità le questioni legate alle indagini delle ultime ore.
Ogni mese si susseguono nuove inchieste, nuove operazione condotte dall’esterno che vedono il nostro Paese sempre più coinvolto non solo in truffe e raggiri ma in vicende che segnano sempre più pesanti correlazioni con la criminalità organizza. Si potrebbe quasi fare un calendario con tutte le vicende che mensilmente si susseguono, dall’operazione Staffa, a Decollo Money, Animal House, Criminal Minds in un turbinar di manette che vede inguaiati sempre più personaggi di spicco del mondo economico sammarinese. Personaggi collaterali alla politica, che non si espongono in prima persona ma che hanno sempre potuto contare su precise aderenze con il mondo politico.
La vicenda Karnak e Fingestus sono vissute esternamente come paradigmatiche dell’intero sistema San Marino e forse sono proprio la cartina di tornasole che permette di capire come mai lo stato dei rapporti con l’Italia è così deteriorato. È qui che si vede l’efficienza di un sistema di controlli e la serietà di una classe politica.
Qualcuno dice che il Paese è cambiato, si è fatta pulizia e quindi va tutto bene…
Allora, a meno che chi lo dice non sia un po’ alticcio, è evidente che quello che finora è mancato è stato proprio il recidere quei legami politico affaristici con certi personaggi che noi abbiamo più volte identificato come poteri forti, e oggi si capisce bene il perché. È facile ritirare la licenza ad aziende che non operano o non hanno grossi interessi in Repubblica, azione certamente doverosa ma che non può essere spacciata per la pulizia che serve a questo Paese, tuttpiù è una spolveratina al mobile ma che lascia lo sporco li dov’è, anzi rischia di distrarre l’attenzione dai problemi più grossi.
Purtroppo le aderenze e i coinvolgimenti sono ancora troppo grossi per essere rimossi, tanto
è vero che finora le azioni sono giunte solo dall’esterno e chi ha tentato da dentro di prendere
provvedimenti è stato rimosso, come è accaduto proprio agli ex vertici di BCSM.
Due inguaiati stanno ancora nelle Segreterie di Stato, cosa aspettiamo a rimuoverli? Le sentenze definitive? Allora anche i Vallefuoco sono innocenti fino a sentenza definitiva… cosa facciamo, gli riapriamo il panificio fino al terzo grado di giudizio? Non vogliamo fare giustizia sommaria ma adottare quelle misure che cautelino lo Stato e la sua immagine all’estero. Non è forse la nuova legge sulla PA che prevede la sospensione dei dipendenti non appena viene contestato un reato? E non si deve essere ancora più esigenti con chi ricopre incarichi di natura politica?
Credo che ci sia stata troppa superficialità ed imprudenza nel liquidare come attacchi al sistema le indagini delle Procure italiane, dando la colpa chi all’uno chi all’atro, una volta alla GdF di Rimini, una volta alla Procura di Forlì, una volta a Tremonti, una volta all’antimafia, quasi sempre ai giornali, ecc ecc. E noi più volte abbiamo invitato il Governo non arroccarsi in difesa dell’indifendibile ma a cercare di capire se tutta questa concentrazione di inchieste era un mega complotto contro il Paese o se invece c’era qualcosa di grosso che stava per venire alla luce.
Questo errore di valutazione è costato caro a questo Governo che anziché lavorare in sinergia con le autorità italiane anche quando indagavano su San Marino, ringraziando le azioni investigative che hanno fatto emergere la sconvolgente realtà, ha preferito la sciocca difesa del sistema nel  suo insieme manifestando tutta la sua ostilità proprio a chi ha fatto le indagini. E questo è di certo il principale motivo che ha fatto perdere credibilità al Governo e al Paese ed è la più logica spiegazione alla crisi in atto tra San Marino e Italia. Noi riteniamo che per invertire la rotta occorra un’azione senza pari, un’azione che questa maggioranza non è assolutamente in grado di svolgere da sola, tanto è condizionata da quei poteri forti ostili ad ogni cambiamento. Solo un esecutivo di salvezza nazionale può essere in grado di assumersi impegni gravosi e andare a toccare i privilegi di chi finora è uscito indenne dalla crisi rimanendo immune a tagli e sacrifici, e che possa mettere in campo misure molto forti nel contrasto all’illegalità in tutte le sue forme. L’alternativa è il fallimento del Paese, ma affinché si realizzi è sufficiente non scegliere.

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