Intervista all’artista Andrea Speziali (prima parte)

A metà gennaio ho contattato, per conto di Libertas.sm, l’artista riccionese Andrea Speziali per fargli qualche domanda.

Andrea Speziali è nato a Rimini il 28 settembre 1988 e risiede tuttora a Riccione, nella zona denominata Abissinia, a pochi passi dalla villa Antolini al cui studio ha dedicato molto del suo tempo.

Diplomato presso l’Istituto Statale d’Arte ”Federico Fellini” di Riccione nel 2007, sta per specializzarsi presso l’Accademia di Belle Arti a Rimini.

Coltiva con passione l’interesse per l’arte e si dedica alla pittura, scultura e grafica, traendo spesso ispirazione dalla produzione di Mirko Vucetich, l’eclettico architetto di Villa Antolini, e dall’Art Nouveau, offrendone originali interpretazioni.

Alla Biennale di Venezia Speziali ha proposto all’attenzione di tutti gli amanti dell’arte una sua opera scultorea dal titolo “Totem Riccione”, un’imponente scultura realizzata nel 2009 e di ben 160 centimetri.

Le pregiate decorazioni mostrano una chiara eco liberty richiamando il profondo legame di Speziali con questo stile, a cui ha dedicato la maggior parte dei propri studi anche con successi editoriali come “Una stagione del Liberty a Riccione”.

Se volete incominciare ad apprezzare Andrea Speziali, qui di seguito troverete la prima parte dell’intervista: buona lettura!!!

1) Che emozioni proverai quando vedrai la tua scultura esposta a Venezia durante la Biennale?

“Già il fatto di essere ospitato come scultore alla Biennale è stata una grande emozione, paragonabile a quella di un ragazzo appassionato di musica che sale sul palco di Sanremo: rappresenta non il coronamento di un sogno, ma il primo passo verso la sua realizzazione. E’ fondamentale infatti per un artista, scusate se uso un termine così altisonante, o almeno diciamo per uno che, come me, ha questo tipo di interessi, vedere che una sua creazione esce dal chiuso del suo studio o dalla ristretta cerchia delle sue conoscenze, per arrivare al largo pubblico e sottoporsi al giudizio di un’ampia e diversificata platea. L’ottimo sarebbe che qualcuno notasse quell’opera e, pur criticandola, mi desse l’opportunità di avere un feedback: così l’opera acquisterebbe più senso, avvierebbe una sorta di dialogo con i suoi fruitori e darebbe anche a me nuovi stimoli”.


2) Come ti è nata l’idea di realizzare, di creare, di dare vita alla scultura “Totem Riccione”?

“Dopo aver esposto una mia creazione, la lampada in terracotta ‘Luna marina’, alla galleria Wikiarte di Bologna, ho voluto realizzarne una di più grande dimensione con un materiale diverso: sono partito da un’anima in ferro, pensando che dovesse servirmi per sistemarvi i fili dell’impianto elettrico, poi ho cominciato a lavorarci intorno con del gesso alabastrino. A quel punto la materia stessa mi ha preso la mano e così la suggestione di un film di indiani visto di recente, il colore bianco del gesso, la forma cilindrica dell’anima in ferro, uniti a quel qualcosa di inspiegabile che guida sempre il lavoro creativo o di spiegabilissimo, che si chiama ‘qualcosa da comunicare’, hanno prodotto ‘Il totem Riccione’. Quello che doveva essere un oggetto di arredo è diventato un omaggio alla mia città, la luce elettrica che da esso doveva irradiarsi è diventata simbolicamente quella che il nome stesso di Riccione irradia: la luce delle belle giornate estive, dei ricordi di giorni sereni di vacanza, della positività dei suoi operosi cittadini. Spero che il totem porti fortuna sia a Riccione che a me. In occasione dell’incontro collettivo con altri artisti nel salone, ho pensato di far diventare l’opera dinamica, con una performance composta da ballerine che danzerebbero a ritmo di musica attorno alla scultura…”


3) Secondo te una mostra storica incentrata sulle ville d’epoca e sulle colonie riccionesi potrebbe far risaltare ancora di più la città romagnola?

“Certamente, ma credo che sia più facile che Mario Monti mi ceda il suo posto che il Comune mi conceda uno spazio espositivo. Nel dire ciò non voglio peccare di ingratitudine, perchè non posso negare che l’Amministrazione comunale ha sostenuto insieme ad altri Enti alcuni miei progetti, come la serata di presentazione del mio libro ‘Una stagione del Liberty a Riccione’ e la mostra ‘Romagna liberty’, inoltre la biblioteca Comunale di Riccione mi ha riservato uno spazio dove sono esposte fotografie e cartoline d’epoca delle ville storiche di Riccione. Mi piacerebbe però poter disporre, per un tempo superiore allo spazio di una serata, almeno di una sala di Villa Franceschi o Villa Mussolini per allestire alcune mostre, per le quali avrei già sia molto materiale che gli sponsor, dei privati che credono nelle mie potenzialità”

(fine prima parte)

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