Italia Oggi, Cooperazione fiscale Ue, l’Italia pone veto

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Oggi

Cooperazione fiscale Ue, l’Italia pone veto

(pagina di Gabriele Frontoni)


L’Italia pone
veto L’Italia pone il veto sulla nuova proposta di direttiva comunitaria sulla
cooperazione amministrativa fiscale. Almeno fino a quando tutti i membri
dell’Unione non decideranno di rispettare le stesse regole. ‘È inaccettabile
che molti paesi stipulino trattati bilaterali, per esempio con la Svizzera, palesemente
contro lo spirito della direttiva europea sulla tassazione dei redditi da
risparmio’, ha sentenziato ieri a Bruxelles il ministro dell’economia, Giulio
Tremonti, durante la discussione in seno all’Ecofin sulla questione dello
scambio di informazioni. ‘Non possiamo accettare che la direttiva europea sia
palesemente violata da questi accordi bilaterali. E se non ci sarà una risposta
a questo problema, non ci potrà essere unanimità sulle modifiche a tale
direttiva’. L’intervento di Tremonti fa riferimento alla dichiarazione
d’intenti siglata a inizio mese dalla Svizzera con Germania e Regno Unito che
dovrebbe sfociare in un accordo fiscale capace di mantenere inalterato il
segreto bancario elvetico a fronte del versamento a Londra e Berlino dei
proventi di un’imposta alla fonte applicata sui redditi generati dai capitali
inglesi e tedeschi depositati nei caveau delle banche svizzere. Immediata la
reazione di Bruxelles all’appello del ministro italiano all’Ecofin. ‘È stato
chiesto al Commissario al Fisco, Algirdas Semeta, di preparare una risposta a
Tremonti, ha ribattuto il ministro delle finanze belga, Didier Reynders,
presidente di torno dell’Ecofìn. ‘Ci saranno due nuove proposte presentate a
dicembre. E anche l’Italia sarà rassicurata per quel che riguarda le sue
preoccupazioni’. Ma la risposta di Semeta a Tremonti non si è fatta attendere fino
a dicembre. E dai banchi del Simposio sullo scambio di informazioni fiscali di
Leuven, il Commissario Ue alla Fiscalità si mostrato in linea con la posizione
italiana sostenendo che ‘l’Europa dovrebbe mettere in campo progetti più
ambiziosi quando si tratta di migliorare la trasparenza fiscale. In questo
contesto, la trasparenza rafforzata per mezzo di scambio automatico di
informazioni costituisce la via da seguire. Questo è già stato approvato dagli
stati membri, come dimostrato dalla direttiva sul risparmio adottata nel 2003’,
ha ricordato Semeta secondo cui ‘è molto più importante per il Fisco ricevere
informazioni complete sui beni posseduti all’estero dai suoi residenti
piuttosto che ricevere soltanto una ritenuta alla fonte’.

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