ITALIA-SAN MARINO. DUBBI MUSSONI: INTERCETTAZIONI LECITE?

FOSCHI (SU): “REGGENZA TRASCINATA IN SITUAZIONE IMBARAZZANTE”
E’ legittimo l’uso delle intercettazioni da parte della magistratura italiana nei confronti di un capo di Stato estero? L’interrogativo lo pone il segretario di Stato per il Lavoro, Francesco Mussoni, in Consiglio grande e generale in apertura della seduta pomeridiana.
L’ex Capitano Reggente, tirato in ballo dalla intercettazioni di una telefonata con il faccendiere Valter Lavitola, pubblicate oggi sul quotidiano “la Repubblica”, prende la parola in Aula per dare un segnale di “serieta’”. Riprende quindi i contenuti della nota stampa diffusa in mattinata spiegando che quando, nel 2009, ricopriva la piu’ alta carica dello Stato, aveva cercato “strade percorribili” per un incontro con il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. “Prima della presentazione al vertice della Fao- chiarisce- ho avuto modo di conoscere il consigliere politico del premier, Lavitola, e ho ritenuto utile fargli una telefonata per accreditarmi in vista di un incontro con il presidente”. Ma soprattutto, Mussoni pone una domanda ai consiglieri: “Vorrei che qui smettessimo di ragionare da sammarinese contro sammarinese- manda a dire- e che qualcuno in quest’Aula si chieda se sia legittimo l’uso delle intercettazioni nei confronti di un capo di Stato estero da parte della magistratura italiana”. A riguardo, il segretario di Stato promette di voler andare fino in fondo: “Mi attivero’ con il
governo per verificare la legittimita’ del ricorso a questi strumenti”.
L’intervento del segretario di Stato da’ l’occasione all’opposizione di dire la sua e di prolungare
cosi’ il comma comunicazioni.
Il capogruppo del Psd, Claudio Felici, punta il dito contro la “verita’ tardiva” del segretario “preso con le mani nel sacco”.
Felici conferma poi le preoccupazioni espresse sulla legittimita’ delle intercettazioni. “Ma era davvero quella- si chiede- la modalita’ istituzionale con cui un capo di Stato in carica si
doveva rapportare con il presidente del governo italiano?”. E ancora: “Era questo il modo per ottenere piu’ credibilita’- chiosa- contattare un sedicente consigliere del premier?”. Si dichiara senza parole, Ivan Foschi, capogruppo di Sinistra unita, per poi dilungarsi sulle critiche: i retroscena portati alla luce dalle intercettazioni rilevano “nessun merito per la diplomazia
del Paese- sottolinea- ma un contatto sottobanco con Lavitola che, a me, non risulta essere un consigliere del presidente”.
Foschi prende poi le difesa della magistratura italiana: “Nessuno si sogna di intercettare un capo di Stato- manda a dire- ma se poi parla al telefono con un faccendiere che oggi risulta
latitante, non si deve stupire se finisce sui giornali”. Foschi addita poi Mussoni di “aver trascinato la Suprema Magistratura in una situazione imbarazzante”. E ancora: “Non bastavano le figuracce di questi ultimi due anni- conclude- intendete forse aprire un nuovo fronte nella partita diplomatica con l’Italia, gia’ abbastanza critica?”.

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