Italia San Marino, rapporti ai minimi termini, Milano Finanza,Diana Bin

Stallo relazioni tra Italia e San Marino, passi avanti tra Ubs e Usa15/06/2010

I deputati svizzeri hanno approvato oggi a Berna la trasmissione alle autorità statunitensi dei dati bancari di 4.450 clienti della banca elvetica Ubs sospettati di evasione fiscale. L’accordo, siglato nell’agosto del 2009 tra il governo svizzero e l’amministrazione americana, era stato respinto la settimana scorsa dai deputati del Consiglio nazionale (camera bassa); oggi invece è passato con 81 voti a favore, 61 contrari e 53 astenuti, grazie al cambiamento di posizione di una parte del partito di destra Udc.

L’approvazione non è ancora definitiva: il Consiglio nazionale ha infatti deciso di lasciare aperta l’eventualità di un referendum facoltativo. Il dossier torna ora nell’aula del Consiglio degli Stati (camera alta), che aveva respinto la proposta di referendum facoltativo. Se questa dovesse superare lo scoglio delle due Camere, la legge prevede un periodo di 100 giorni per la raccolta delle 50mila firme necessarie a un voto popolare. L’accordo con gli Usa prevede la consegna dei dati richiesti entro il 19 agosto.

Sempre in tema di trasparenza fiscale, sono ai minimi termini i rapporti tra Italia e San Marino: alcuni ministri della Repubblica del Titano hanno detto oggi che, a fronte delle intese sottoscritte dai due Paesi nel 2009 in materia di cooperazione economica e finanziaria, l’Italia si è irrigidita sulla firma del protocollo di modifica dell’accordo contro le doppie imposizioni fiscali, “un atteggiamento incomprensibile” vista la volontà di San Marino di andare incontro alle richieste del governo italiano. Antonella Mularoni, segretario di Stato per gli Affari esteri di San Marino, ha sottolineato che il suo governo, insediatosi circa 18 mesi fa, ha promosso iniziative per adeguarsi agli standard internazionali e sta continuando il percorso di adeguamento agli standard dell’Ocse.

“Ci siamo impegnati per rimuovere le difficoltà che ancora esistevano con l’Italia”, ha continuato, “ma, a fronte di questo, abbiamo rilevato un atteggiamento inconcepibile in risposta. Se non cambierà l’atteggiamento dell’Italia faremo sentire la nostra voce in tutti gli organismi internazionali e multilaterali in cui siamo presenti”. Mularoni ha anche detto che le norme del decreto incentivi, che impongono una comunicazione periodica al fisco per le aziende che operano con San Marino, mirano “a creare una sorta di embargo commerciale” nei confronti della Repubblica del Titano.

Sulla stressa linea anche il segretario di Stato all’Industria di San Marino, Marco Arzilli, secondo cui il decreto incentivi creerà difficoltà all’economia reale del Paese, che ha fatto progressi verso una maggiore trasparenza eliminando la possibilità di creare società anonime, rafforzando il codice penale con l’introduzione di nuovi reati come la falsa fatturazione e l’associazione di stampo malavitoso; tuttavia, ha precisato, “queste scelte di trasparenza verranno messe in discussione e in difficoltà dal prossimo luglio” con l’entrata in vigore del decreto incentivi.

Pasquale Valentini, segretario di Stato per le Finanze della Repubblica di San Marino, ha infine evidenziato che a seguito dell’ultimo scudo fiscale dalle banche del Paese sono usciti circa 5 miliardi di euro, oltre un terzo della raccolta totale. Nonostante questa emorragia, ha osservato, “il sistema è riuscito a reggere e ci sono ancora delle risorse”.

Diana Bin

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