La controreplica di Antonio Fabbri (L’Informazione) all’agenzia San Marino Press

Premessa doverosa:  nella prima stesura della mattinata di oggi l’articolo pubblicato sul sito di San Marino Press era firmato da Massimo Boccucci. Pertanto la replica è a lui che viene indirizzata, visto che il comunicato non è cambiato. Ora, che nella nota poi diramata si riconosca l’intera San Marino Press, compresi gli amici che lavorano dietro le quinte, non può che far disonore pure a loro.

Mi ha sgamato, vengo da Mercatino

Messer Boccucci  da Gubbio, di argomentucci mi pare ne abbia pochini. Però è una galanteria il fatto che  si sia informato su dove abito. Mi fa piacere.  

Poi, per carità, nulla a che spartire, ma lo sa? Mi era capitato un’altra volta che, avendo scritto un pezzo di giudiziaria sulla mafia, il tizio implicato nella cronaca mi avesse lasciato intendere di sapere dove abitavo.

Tra l’altro, lei dice a me che sono ospite a San Marino? Perché lei da quando è qui?  Ma soprattutto dove sta scritto che se all’ospite viene servito del cibo avariato se lo debba ingurgitare a forza?

Però doveva informarsi meglio. Se lo avesse fatto avrebbe scoperto che io sarei stato, di grazia, sammarinese per origine. Perché vede, mia nonna, dato che lei ama tanto il dialetto, “l’era ad Caladein”. Lo sa lei messer Boccucci dov’è Caladino?  Che cosa c’entri il mio sindaco, poi, lo ignoro.

Insomma, io non volevo infierire troppo su una attività appena nata però… ci dite che volete rispettare le regole e allo stesso tempo chi già collabora con voi un contratto non ce l’ha. Ci dite che chi vi è vicino lo fa “per amicizia”, e si scopre che, per amicizia per carità, cerca pure personale e dà istruzioni su dove andare a seguire le conferenze.

E noi che da Mercatino non siam qui da ieri, secondo lei messer  Boccucci dovremmo stare zitti zitti a berci tutto quello che ci propinate? Perdoni, ma non faremmo nessun onore al nostro mestiere, che sarebbe anche il suo, né alla nostra intelligenza, né a quella dei sammarinesi. Lei della sua può far quello che le pare.

Antonio Fabbri

condiviso dal direttore, che ha la zia a Mercatino, financo a Caladino 

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