La Dc mantiene il Governo, grazie alla ‘Rete’ di protezione

LA DC MANTIENE IL GOVERNO, GRAZIE ALLA “RETE” DI PROTEZIONE.
Sinistra Unita è una forza che dà fastidio a molti: per il suo ruolo di opposizione concreta e ragionata, per il suo impegno costruttivo quale unica alternativa a una maggioranza evidentemente fallimentare, perché dimostra che esiste la possibilità di cambiare e perché non produce solo chiacchiere.
Questo dà ancora più fastidio a chi fa del populismo la sua concretezza politica, a chi è contro per presa di posizione senza proporre alternative e soluzioni – valide o meno – a chi evidentemente soffre di una mancanza di protagonismo che lo porta ad alzare la voce solo per essere sulla ribalta, anche se questo comporta schierarsi con chi dovrebbe essere l’oggetto del suo gridare.
Un esempio lampante è Rete e la sua “stampella”, il neonato movimento formato dai vari transfughi dei Partiti, spaventati dall’idea che Sinistra Unita possa essere in grado di creare un vero polo progressista in grado di dare una reale alternativa alla stagnazione politica, una forza che a differenza loro è lontana dal rifugiarsi nel becero di chi sa dire solo di no senza progettare niente di concreto, una paura che per loro sta diventando un’ossessione.
Lo dimostra il fatto che ogni qualvolta in cui Sinistra Unita guarda all’interesse della collettività anziché agli interessi di bottega e vota in modo libero, senza farsi condizionare dalla logica di schieramento, i “duri e puri” partono all’assalto accusandoci di “tradimento” del mandato elettorale. Come se il mandato dell’opposizione fosse quello di andare avanti col paraocchi, anziché controllare e fare controproposte oltre alle denuncie.
Sinistra Unita ha votato favorevolmente alla cessione dei frustoli, ovvero di quelle piccole parti di terreni non di interesse pubblico e inutilizzati, poiché queste richieste erano state esaminate una per una in appositi incontri con la Segreteria al Territorio e avevano tutti i requisiti previsti dalla legge. Chi ci accusa ritiene invece che fare opposizione al governo, voglia dire farla anche al Paese, ovvero ai cittadini che presentano le loro istanze di acquisto in maniera del tutto regolare, solo per fare un dispetto al governo. Peccato che questi “paladini del popolo” o meglio del populismo, non si siano degnati di partecipare agli incontri, ritenendo molto più vantaggioso dal punto di vista elettorale, gridare per l’ennesima volta allo scandalo, anziché studiarsi le pratiche e fare le proprie osservazioni, ammesso che ne avessero le competenze. Troppa fatica, si fa prima ad alzare la voce per partito preso.
Ci lascia basiti e stupefatti che sia questa la nuova politica che vuole il cittadino. La politica di Rete e dei suoi “cani sciolti”, una politica che fa pagare ai cittadini lo scontro politico, al solo scopo di fare un dispetto alla maggioranza?
La legge prevede il voto dei 2/3 del Consiglio per cedere terreni pubblici! In questo modo si evitano le solite “porcherie” a colpi di maggioranza. Qualcuno vuole impedire ogni tipo di pratica anche quando è tutto in regola, finendo poi col legittimare chi magari pensa di “tornare indietro” ai tempi delle svendite del patrimonio pubblico con la maggioranza semplice? Rete e i suoi seguaci sembra di si!
Altro passaggio “incriminato” è stato quello sulla protezione degli investimenti. Il nostro gruppo ha condiviso la richiesta degli investitori di tutelare il proprio investimento su punti specifici quali quelli contenuti nella convenzione (e non altri!), poiché a nostro avviso la serietà di uno Stato, la si vede da come sa tenere fede agli impegni presi ufficialmente. Di certo non abbiamo apprezzato questo modo di procedere improvvisato, che denota come il governo sia sempre impreparato a gestire le questioni più importanti tanto da arrivare sempre all’ultimo minuto e con le idee sempre ben confuse. Tuttavia in questa occasione si trattava di salvaguardare un investimento su cui anche la maggioranza dei sammarinesi si è espressa favorevolmente, senza per questo che il Consiglio rinunci a legiferare come crede sia oggi che domani. Purtroppo anche qui, Rete e i suoi satelliti hanno iniziato a tracciare scenari apocalittici, parlando di sovranità svenduta, scandali, poteri forti, tirando cioè fuori il solito armamentario dialettico utile a porsi come gli unici salvatori della Patria.
A chiudere il “trittico” arriva la questione ISS.
In Ufficio di Presidenza a fronte delle richiesta di Sinistra Unita, Civico 10 e Upr di inserire un comma per parlare della grave decisione del Congresso di Stato di congelare le dimissioni dei vertici ISS, in spregio alle decisioni della Commissione, solo AP si è dichiarata favorevole, mentre Rete ha preferito accodarsi al resto della maggioranza ritenendo poco importante chiedere conto al Governo della sua condotta.
Già da tempo è nota la posizione espressa da Rete sulla questione della Cassa di Risparmio: nonostante un ordine del giorno approvato, in cui si richiedeva un radicale rinnovamento della governance di Cassa, Rete ha sposato la linea democristiana dichiarandosi contraria ad un azzeramento del CdA e della Direzione Generale. Questo nonostante le enormi responsabilità che hanno molti vecchi dirigenti bancari nella spregiudicata concessione dei crediti non performanti, giunta ad un ammontare di 1,9 miliardi.
Anche qui Rete, il partito “contro”, fa retromarcia e dopo le recenti esternazioni di alcuni esponenti del partitone contro il nuovo corso di Banca Centrale, arriva ancora una volta in soccorso a sostegno delle nostalgie democristiane, finalizzate a creare problemi ai nuovi vertici per poi rimettere le mani sull’Istituto che ha il compito di guidare e di vigilare sull’intero sistema bancario, comprese le sue sofferenze creditizie e le frequenti correlazioni con la politica.
Ultimamente Rete ha evidentemente perso quella sua presunta voglia di cambiamento, al posto del vento del cambiamento dalle sue parti sembra soffi il vento del un po’ di qua un po’ di la, che al bisogno li porta a schierarsi a favore di quelle forze che vogliono mantenere il ruolo che i poteri forti hanno attualmente. Sono infatti diventati la migliore assicurazione per la Dc di mantenere il governo. All’orizzonte per loro un nuovo ruolo, quello di una vera e propria “rete” di protezione per evitare alla Dc una rovinosa caduta!
Sinistra Unita
San Marino, 24 luglio 2016

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