La Federazione dei Pensionati Cdls cambia nome ed ha un nuovo Direttivo

Approvato il cambio del nome: la Federazione Pensionati CDLS diventa Federazione Nazionale Pensionati. Il via libera è arrivato dai delegati del 5° congresso che si è chiuso giovedì 19 marzo all’Hotel San Giuseppe di Valdragone.

“Il cambio del nome vuole significare – ha spiegato il segretario uscente Marino Casadei – non solo il notevole aumento di iscritti, passati in 4 anni da 15500 a oltre 3 mila, ma l’accresciuta responsabilità e rappresentatività della nostra federazione nei confronti della popolazione anziana”.

I delegati hanno inoltre eletto il nuovo direttivo di federazione. Il più votato è risultato il segretario uscente Marino Casadei, seguito da Pier Marino Canti, Felice Pavone e Sergio Massari. Gli altri nominati in ordine di preferenze sono: Armando Stacchini, Bruno Battazza, Anselmo Casali, Augusto Gatti, Antonio Ceccoli, Pietro Bianchi, Giuseppe Righi, Angelo Laderchi, Rosa Vandi, Alba Capicchioni, Pier Paolo Biordi, Antonio Rossi, Antonio Tamagnini, Marino Leo Poggiali, Anna Bartolini in Rolli, Giuseppe Rinaldi, Santino Zonzini, Pio Cecchetti, Rita Pancotti, Giancecchi Umberto. Il congresso ha nominato anche Nevia Casadei Cecchetti, presidente della FNPS-CDLS, con compiti di rappresentanza internazionale e istituzionale.

Approvata all’unanimità la mozione finale, che delinea gli impegni programmatici della FNPS-CDLS. Tra le priorità c’è l’approvazione di provvedimenti anticrisi che contrastino efficacemente i negativi effetti recessivi, soprattutto riguardo alle categorie più deboli: giovani coppie, famiglie monoreddito e pensionati. Sottolineato quindi come “urgente” l’adeguamento economico dell’assegno di accompagnamento, che “è ormai insufficiente a garantire l’autosufficienza di molti anziani”.

Molte le proposte sul fronte socio-sanitario, come il potenziamento delle strutture sanitarie di base dislocate sul territorio, la revisione del prontuario dei farmaci a pagamento e interventi in aiuto degli anziani che sono costretti a dotarsi di protesi e mezzi necessari per affrontare le disabilità di cui soffrono. Rimarcata anche la necessità di specifici interventi di natura fiscale, anche mediante detrazioni mirate, con l’obiettivo di restituire potere di acquisto ai pensionati.

Il documento congressuale denuncia infine il progressivo calo di attenzione riguardo al fenomeno della solitudine nella terza età, che comporta una inevitabile perdita della qualità della vita nell’anziano sino a sfociare in vere e proprie patologie, così come evidenziato in più occasioni dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. E individua , quale soluzione, il permanere degli anziani nell’ambito del proprio nucleo familiare. A tal fine dovranno essere introdotti strumenti normativi per consentire l’utilizzo da parte dei familiari lavoratori dipendenti di permessi specifici e l’accesso a forme di part-time. Inoltre dovrà essere incentivata l’assistenza domiciliare territoriale e trovate soluzioni di supporto alle famiglie che ricorrono all’ausilio delle cosiddette badanti.

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