La Micologica sul cimitero di Montalbo

VENNE UN GIORNO…..


Giunse un giorno quassù, dopo aver risalito il fiume Marecchia e la sua valle, un uomo che la tradizione vuole che avesse i capelli e la barba lunga; aveva notato in lontananza, da Rimini, i possenti contrafforti del monte Titano e là era diretto per ritirarsi in preghiera e meditazione. Quando giunse sotto lo sperone della Baldasserona, prima propaggine del maestoso monte dove, proprio sopra, c’è la spianata d Montalbo, trovò un anfratto e lì si fermò e si riposò. Ancora oggi i Sammarinesi venerano il Sacello della Baldasserona del Santo Marino e hanno costruito una scala sulla roccia per poterlo andare a visitare. Al viandante che vi si avvicini, nonostante si renda conto della necessità di tale percorso artificiale per poter salire fino al letto di pietra, non può sfuggire una sensazione di leggero fastidio che tale struttura genera perché forzatamente artificiale in un ambiente naturalistico duro e selvaggio. Eppure neanche il nostro Santo avrebbe mai potuto prevedere cosa sarebbe potuto succedere poche decine di metri più in là, cosa gli avrebbe riservato la creativa fantasia dei suoi “eredi”; infatti è in arrivo il nuovo progetto per l’ampliamento del cimitero di Montalbo che si propone come una colata di cemento che dal piano del vecchio cimitero monumentale dell’Azzurri (lo stesso architetto che costruì il Palazzo del Governo) scende giù per alcuni piani devastando e corrompendo buona parte del masso che dà origine all’impianto del monte Titano. Dal punto di vista paesaggistico è un pugno in un’occhio e anche la persona più miope non potrà fare a meno di provare quel senso di disgusto che opere invasive come queste, seppur necessarie, potrebbero provocare. Ora arriva il momento di decidere che cosa fare: mantenere questo progetto (del quale non giudichiamo l’aspetto architettonico bensì la collocazione, infatti in altro luogo meno panoramico ed importante sarebbe anche una bella idea) e usciamo a testa bassa dal Patrimonio Mondiale dei Beni Culturali dell’Unesco, oppure rimaniamo nell’Unesco che tanta fatica abbiamo fatto ad ottenere e mettiamo l’ampliamento del cimitero da qualche altra parte. Siamo a disposizione per proporre un’idea alternativa, senz’altro meno dannosa per l’immagine di San Marino.

Lo sperone roccioso di Montalbo è geologicamente e paesaggisticamente il primo sperone del Monte e ne fa parte integrante, il fatto che l’intervento si proponga nella sua “facciata” esposta più verso la Valmarecchia che verso il mare, non vuol dire che sia opportuno o giusto devastarlo con una colata di cemento visibile da decine di chilometri di distanza. Il sito scelto è molto esposto, per niente discreto e anche se probabilmente fornito di opere di mitigazione ambientale, rimane pur sempre un intervento con un impatto fortissimo che andrà a modificare pesantemente l’armonia del profilo roccioso e il suo prospetto originale. Ci rendiamo conto della necessità dell’ampliamento del servizio cimiteriale, ma l’urgenza non giustifica operazioni così forti ed invasive (ci piacerebbe leggere la Valutazione d’Impatto Ambientale – VIA) per cui l’Associazione Micologica Sammarinese si appella al buon senso dei politici e dei tecnici responsabili di quest’opera non fermandosi solo alla soluzione più semplice ed unica, ma andando a programmare uno studio per un possibile ampliamento in altro luogo meno devastante per il nostro preziosissimo panorama.

Ci riserviamo altresì, in ultima istanza, anche se preferiremmo non farlo, di eventualmente segnalare questa iniziativa agli uffici Unesco perché intervengano a bloccare ogni velleità cementificatoria; non bisogna dimenticarsi che essere inseriti nel patrimonio dell’umanità impone non solo vantaggi ma anche obblighi di tutela e non ci sembra che quella imboccata sia la strada giusta.
Associazione Micologica Sammarinese

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