“La nuova Provincia di Stefano Vitali”

Affollata inaugurazione questa mattina della sede del comitato elettorale di Stefano Vitali. Dai Presidenti della Provincia Ermanno Vichi e Ferdinando Fabbri, ai candidati a sindaco nei Comuni del Riminese, l’inaugurazione si è rivelata un momento di grande entusiasmo e partecipazione, il viatico migliore per il cammino che porterà al voto amministrativo di giugno. Stefano Vitali ha introdotto alcuni temi che saranno sviluppati durante la campagna elettorale. Qui sotto una sintesi:

“E’ un momento molto entusiasmante ma c’è bisogno di entusiasmo più che ogni altra cosa. Partiamo per vincere, e vincere bene, per confermarci forza di governo. Per farlo, occorre entusiasmo, entusiasmo, entusiasmo. Questo vale per il Partito Democratico, vale per la coalizione di centrosinistra, varrà per il nuovo governo della Provincia di Rimini che ho intenzione di impostare da subito. L’entusiasmo è la miccia della partecipazione, la partecipazione è il veicolo della democrazia più vera.

In questi giorni, parlando con i cittadini, sento ancora tanta gente che si chiede se non sia più utile cancellare le province. Io vorrei in primo luogo ricordare che la provincia di Rimini è stata una conquista fortemente voluta dal nostro territorio che per averla ha tenacemente lottato per quasi 50 anni. Sulla base di questo elemento d’orgoglio, si innesta poi il lavoro amministrativo fatto. Solo negli ultimi 10 anni sono stati investiti in opere pubbliche 151 milioni di euro. Credo però che sia giusto rendere più semplice e efficiente il sistema istituzionale; per questo la provincia di Stefano Vitali deve essere una ‘nuova’ provincia. Snella, flessibile, fortemente orientata a garantire il coordinamento dei Comuni e sempre di più sede di autorità e agenzie dell’area vasta, oggi disperse e dunque che finiscono per rendere non solo più complicato il rapporto tra cittadino e istituzioni ma duplicare i centri di spesa e di decisione. Penso a una nuova provincia, sobria, concreta, e dunque che non si sovrapponga in alcun modo all’attività dei Comuni ma anzi ne affianchi e ne sostenga il percorso. Questo è il modo per dare valore al lavoro di costruzione della provincia di Rimini, avviato positivamente da Ermanno Vichi e proseguito brillantemente da Ferdinando Fabbri.

Nell’ultimo mese ho visitato circa 100 aziende sul territorio e ho incontrato centinaia di lavoratori. La crisi non è una cosa che riguarda altri ma è qui tra noi e, purtroppo, i suoi effetti si dispiegheranno nei prossimi mesi. Credo che l’avvio dell’attività di governo della nuova provincia dovrà essere completamente assorbito da questo tema. 1) Proseguire nella politica di aiuto, sostegno e mantenimento del welfare; 2) Facilitazione di accesso al credito per le piccola e media impresa attraverso il sostegno ai Consorzi Fidi; 3) investimenti nelle infrastrutture; 4) mettere in condizioni le imprese che intendono svilupparsi o insediarsi di poterlo fare con un ridotto peso burocratico; 5) verifica dell’andamento del carovita attraverso azioni di controllo (penso, ad esempio, all’istituzione di un ‘mister prezzi’ provinciale e alla valorizzazione della produzione locale) . Lo sviluppo che ho in testa non è per intenderci quello del centrodestra che da mesi sta lanciando un messaggio chiarissimo: ognuno si arrangi come può e al di fuori dell’interesse generale. La mia idea è quella di una comunità che cresce insieme, e non vuole aumentare il solco tra ricchi e poveri. La mia idea è quella di una politica che ci aiuti a superare la crisi senza mettere in discussione i diritti delle persone e la tutela del territorio. Prendo quest’ultimo tema: la tutela del territorio non è un lusso o, come dire, un vezzo snob o una banale predisposizione della vita delle persone ma una condizione per creare ricchezza. Non occorre essere dei raffinati esperti di turismo per affermare che un turismo che non conta su una qualità urbana e ambientale decente non possa neanche essere pensato.

Difendere l’occupazione significa fornire i giusti strumenti a chi cerca impiego. Vuol dire la scuola, la formazione. A Rimini vuol dire l’università: l’università è cresciuta grazie anche all’impegno economico degli Enti locali e oggi i contenitori universitari presenti a Rimini sono indubitabilmente eccellenti e all’avanguardia. Da adesso in poi dobbiamo lavorare come territorio, e insieme a Bologna, per crescere come didattica. Difendere l’occupazione significa garantire i servizi sociali, il welfare. Negli ultimi 15 anni abbiamo fatto passi da gigante nella sanità pubblica riminese, frenando l’esodo sanitario e realizzando grandi infrastrutture: non dimentichiamo che proprio ora stiamo costruendo il nuovo DEA, con un investimento di 55 milioni di euro. Difendere l’occupazione significa investire nell’infrastrutturazione strategica: tra qualche mese funzioneranno a pieno regime due pala congressi che hanno già messo in campo investimenti e lavoro per centinaia di milioni di euro e garantiranno alla nostra economia e al nostro turismo un ritorno fondamentale in un momento difficile come questo. La nostra idea di sviluppo è questa: mettere in moto investimenti pubblici e privati che funzionino da vettori dello sviluppo, nell’interesse di tutti. Non è da noi invece tutelare iniziative che garantiscono un ritorno o per pochi o per i soliti noti.

Al di là di alcuni personalismi, che si confermano male endemico del centrosinistra, ci presentiamo forti e consapevoli al giudizio dell’elettorato. Sapete che l’accordo di coalizione è stato siglato nei mesi scorsi tra PD, IDV, PRC, PDCI, sapete che ci sarà la lista del Codacons/Consumatori, stiamo concludendo dopo un positivo confronto l’accordo con i Verdi, registro positivamente le aperture di SD e di liste civiche che in queste settimane mi hanno manifestato l’intenzione di dare il loro sostegno. Registro con una punta di dispiacere il fatto di non avere per ora un competitor a causa delle evidenti difficoltà nel centrodestra. Un confronto trasparente tra programmi e persone è sempre nell’interesse della nostra comunità; oggi non è materialmente possibile, e non per colpa mia. Peraltro, nonostante l’assenza del centrodestra, noto che su alcune radio locali Marco Lombardi fa spot evidentemente elettorali presentandosi come consigliere regionale, utilizzando dunque i fondi a disposizione dei consiglieri regionali. Alla faccia del conflitto d’interessi!

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