La questione morale si vince con la trasparenza

La bufera politica scatenata dalle dichiarazioni di Roberti sulle tangenti elargite ai politici sammarinesi ha causato lo stato di massima allerta all’interno del governo e una scarica di dichiarazioni di tutti i partiti, compresi quelli della coalizione Bene Comune.

Dal coro unanime emergono le dichiarazioni di fermezza nel condannare qualsiasi fenomeno corruttivo e la totale fiducia e collaborazione verso la magistratura.

Da parte sua il Governo, per dimostrare la propria buona volontà nel porre un argine alla corruzione, ha preparato un apposito decreto che tra le altre cose prevede, udite udite, la creazione di un numero verde per denunciare eventuali  misfatti.

Impressionati dalla portata rivoluzionaria e risolutrice di tale misura, chiediamo al governo se oltre a questa sia disponibile ad aggiungere nel decreto di prossima approvazione un articolo di contenuto ben più modesto e non nuovo alle orecchie del Segretario di Stato alle Finanze. Un articolo che assicuri la trasparenza degli assetti proprietari delle banche e delle finanziarie sammarinesi e la pubblicazione dei beneficiari effettivi delle società bancarie e finanziarie nel registro dei soggetti autorizzati da Banca Centrale. 

Questo piccolo dispositivo di trasparenza – che costituisce un efficace deterrente alla corruzione – fu introdotto all’articolo 26 della Legge di Bilancio per il 2013 grazie a un emendamento di Sinistra Unita e Civico 10. Ma il nostro entusiasmo si scontrò presto con la frustrante realtà che non c’era nessuna vera intenzione di applicare quell’articolo denominato “Trasparenza effettiva dei Beneficiari effettivi del Sistema Bancario e Finanziario”, con la scusa di non meglio precisate difficoltà tecniche alle quali, ovviamente, il Governo si guardò bene dal dare soluzione.  

Anzi una soluzione poi l’ha trovata, ma del tutto insoddisfacente per chi si era rallegrato nel constatare questa volontà consiliare di avviare il “nuovo corso”. Il Governo infatti, nella Legge di Bilancio per il 2014, ha preferito sostituire il dispositivo già in vigore ma mai applicato, con uno nuovo che ovviamente  non sprigiona la stessa forza, la stessa determinazione di quello precedente. Ancora una volta ignorando un emendamento di Cittadinanza Attiva che risolveva la questione tecnica mettendo clamorosamente a nudo la pretestuosità degli argomenti invocati dal Governo per non passare finalmente ai fatti sul piano della trasparenza nel settore finanziario.

Evidentemente il piccolo dispositivo di trasparenza non è poi così piccolo e irrilevante se ha incontrato tanta resistenza.

Ci si dirà che conoscere i reali proprietari di banche e finanziarie è in fondo solo un aspetto del problema, rispondiamo che da qualche parte bisogna cominciare e non sarebbe male farlo proprio partendo dall’attività dove corre il denaro che, nello scambio corruttivo, costituisce quasi nella totalità dei casi una delle due contropartite. 

L’opacità è il terreno ideale per l’obliquità dei rapporti politico-affaristici, e non ci si deve stupire se il sistema corruttivo illustrato da Giuseppe Roberti abbia attecchito con tanto vigore nel nostro Paese. Per anni lo abbiamo solo ipotizzato senza poter esibire uno straccio di prova, ma solo desumendolo dal saccheggio delle risorse pubbliche a favore di un ristretto circolo di privilegiati. Oggi le risorse sono finite, finalmente i nodi vengono al pettine e si può cogliere la differenza fra chi fa e chi chiacchera. 

La maggioranza del “bene comune” a parole vuole la trasparenza, l’equità e la giustizia poi, quando si tratta di applicarle con provvedimenti di legge, li boccia inesorabilmente. Con buona pace di quelli di loro che ancora predicano di questione morale e di lotta alla corruzione. 

 

 

Sinistra Unita 

                                                                               San Marino 18 giugno ’14

 

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