Le fake news non sono proprio “nuove”

Le fake news non sono proprio “nuove”

“Nulla di nuovo sotto il sole”, ci ricorda un proverbio che, per chi non lo sapesse, si trova proprio nella Sacra Scrittura. E scopriamo che davvero l’unica novità è l’annuncio che in questi giorni risuona nelle nostre vite: “Gesù, il crocifisso, è risorto!”.

In una S. Messa di questa ottava di Pasqua, il vangelo di Matteo così terminava: “…Alcune guardie giunsero in città e annunciarono ai capi dei sacerdoti tutto quanto era accaduto. Questi allora si riunirono con gli anziani e, dopo essersi consultati, diedero una buona somma di denaro ai soldati, dicendo: ‘Dite così: I suoi discepoli sono venuti di notte e l’hanno rubato, mentre noi dormivamo’. E se mai la cosa venisse all’orecchio del governatore, noi lo persuaderemo e vi libereremo da ogni preoccupazione’. Quelli presero il denaro e fecero secondo le istruzioni ricevute. Così questo racconto si è divulgato fra i Giudei fino a oggi”.

Ecco, una delle prime “Fake news” testimoniata nientepopodimeno nel Vangelo. Ma non si continua a dire che sono una invenzione dei social, di internet, di coloro che pur di demonizzare l’avversario non si fanno scrupolo di diffondere le più viete menzogne? E non si stanno ideando regolamenti che impediscano questa diffusione massiccia di quelle false notizie che infangherebbero senza ombra di dubbio la bontà di un potere mai così favorevole al benessere della società? Eppure il fenomeno delle false notizie, ingannevoli e accattivanti, non è di questo tempo e di questa società. E le sue radici lontane le abbiamo scoperte proprio nel tempo dell’annuncio della Resurrezione. Non solo, ma ci accorgiamo che queste notizie hanno nel potere la loro origine, il loro sostegno e la loro benedizione. E ci ricordiamo allora della canzone di Jannacci, “Ho visto un re”, e speriamo che ci si aprano gli occhi. È triste vedere il potere che approfitta della sua posizione per diffondere menzogne sicuro della sua impunità, è triste vedere quanti grandi mezzi di comunicazione si piegano a questo progetto ignobile, e come i pochi che tentano di dire una parola di verità sono accusati di essere tra coloro che diffondono il virus della menzogna.

Eppure c’è da essere fieri di non appartenere a quella schiera, di andare controcorrente e di essere messi da parte dal mainstream dominante. Potremo andare a riposare senza vergognarci, senza compromessi, senza la cattiva coscienza di chi ha preferito contribuire al comodo “pensiero a una dimensione” piuttosto che accettare l’impopolarità.

È sempre e solo questione di scelta. E di dignità.

Alla fine i testimoni della resurrezione, ed erano pochi, ed erano donne, hanno riempito il mondo con una verità affascinante. Non solo, ma le donne stesse, che la mentalità di allora costringeva in minorità, sono state tra coloro che hanno potuto non solo dire al mondo la verità, ma portare il messaggio di verità anche agli stessi apostoli. E qui possiamo ricordare la grande figura di S. Caterina da Siena che così si rivolgeva ai Papi e ai prelati del suo tempo: “Fate dunque tutto quello che è in vostro potere acciocché non veniate ad agire secondo la volontà degli uomini, piuttosto secondo la volontà di Dio che altro non chiede, e per lo quale motivo vi ha posto a sì tanto supremo vicariato. Ma voi avete bisogno dell’aiuto di Gesù Cristo Crocifisso e con voi i vescovi che sono chiamati a consigliarvi, perocché molti sono fra loro corrotti e neanco ferventi sacerdoti, liberatevi di costoro, ponete il vostro santo desiderio in Cristo Gesù, ripudiate i sollazzamenti del marciume della corruzione, abbiatelo a distinguere da questo: se non sapete soffrire, non siete degno!… Aprite l’occhio e guardate la perversità della morte che è venuta nel mondo, e singularmente nel corpo della Santa Chiesa. Oime’, scoppi lo cuore e l’anima vostra a vedere tante offese di Dio! … Ahimé, basta tacere! gridate con centomila lingue. Vedo che, per lo tacere, lo mondo è guasto, la Sposa di Cristo è impallidita”.

Per gli apostoli e per i santi la verità valeva più di tanta connivenza. La loro santità vinceva le fake news del mondo.

 

Don Gabriele Mangiarotti

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