Lettera degli insegnanti in servizio alla Scuola Elementare “La Sorgente”

Lettera degli insegnanti in servizio alla Scuola Elementare “La Sorgente”

In merito alla chiusura della scuola elementare “La Sorgente”, come detto nella riunione online svoltasi lunedì 15 marzo scorso, ci rendiamo perfettamente conto della diminuzione dei numeri demografici.

Non è notizia di oggi, se ne dibatte da tempo, siamo altresì coscienti che essa va e andrà a colpire soprattutto i plessi denominati piccoli e posizionati fuori dall’asse della Superstrada.

Nel corso del tempo, in merito a ciò, sono state fatte diverse valutazioni da più soggetti compresa la direzione della Scuola Elementare, per questi motivi abbiamo accolto la notizia della chiusura della nostra scuola a livello emotivo con enorme dispiacere e dolore ma, a livello razionale non possiamo negare che questo dibattito ci accompagna da tempo.

Abbiamo grande stima sia dei colleghi di Murata, sia degli insegnanti dell’Istituto Musicale e siamo consci che intraprendere una qualsiasi cieca battaglia potrebbe danneggiare loro, se non anche altri plessi scolastici che vivono le nostre stesse condizioni, per cui cerchiamo, per quanto umanamente attuabile, anche in considerazione del fatto che siamo dipendenti pubblici, di accettare con tutta la serenità di cui siamo capaci la decisione presa.

È necessario porre nelle proprie azioni e nelle considerazioni il massimo dell’equilibrio possibile, in modo che anche gli alunni che ci vengono affidati vivano in un ambiente tranquillo e sappiamo benissimo che le nostre azioni si riflettono su di loro.

Inoltre pensiamo che i dipendenti dello Stato prima di tutto debbano concorrere al bene comune.

È inutile nascondere che da più parti ci vengono chieste le motivazioni del nostro silenzio, quindi in assoluta trasparenza abbiamo voluto chiarire che esso è ispirato sia al naturale dolore che proviamo, sia al rispetto di tutte le componenti coinvolte.

Ciò non ci esime, comunque, dal fare una considerazione sui nostri alunni. Siamo contrari, come già detto, al fatto che alcune classi rimangano in sede due o tre anni mentre è già stabilito che la scuola chiuderà.

Troviamo che per loro, che già vivono una diminuzione della socialità e condizioni di distanziamento dovuti alla pandemia in corso, assistere esclusivamente all’uscita di classi, senza vederne l’arrivo, non sia formativo e rispettoso della loro crescita e dei loro diritti.

Avremmo preferito un’organizzazione diversa, programmata tenendo conto certamente dei numeri che diminuiscono, ma parimenti pensata sui bambini già presenti, che non possono pagare condizioni sociali che non hanno causato loro.

I bambini hanno i loro diritti, non sono solo numeri.

Un’altra cosa che teniamo a ribadire è che l’attuale calo costante dei numeri delle nascite inficerà gravemente sullo sviluppo del Paese non solo per quel che riguarda la scuola, inciderà sull’economia, sulla creatività in circolo a livello sociale, sulla capacità di innovazione e sviluppo.

Un Paese senza giovani determinerà uno Stato privo di spinta vitale verso il futuro, per questo chiediamo a tutti gli attori in campo di applicare al più presto adeguate politiche di stimolo in materia.

Ringraziando per l’attenzione, cogliamo l’occasione per salutare cordialmente.

 

 

Gli Insegnanti in servizio presso la Scuola Elementare “La Sorgente” 

 

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