Lettera di Ciavatta a Morganti

INCHINARSI, SCUSARSI, ADEGUARSI


Leggo con curiosità la nota con cui il consigliere Morganti constata l’illiceità degli investimenti provenienti dall’estero. Certamente smentirà o ridimensionerà tali affermazioni, ma a me preme sottolineare che questo governo, nella relazione all’intervento per il sostegno dell’occupazione, riconosce che il 60% delle imprese sammarinesi (3.854) non hanno dipendenti, di queste 2.212 sono società. Evidentemente ci sono responsabilità di chi rilascia licenze senza verificare piani di produzione, d’impiego di manodopera e quindi reazione di ricchezza per la popolazione, che infine potrebbero fiorire solo per triangolare fatture con l’Italia, mettendoci in cattiva luce col circondario.

Eppure, quando io denunciai queste cose pubblicamente, contro me si alzarono condanne da sinistra come da destra. Lo stesso Morganti, con cui assieme ad R&T (bei tempi!) mi ero incontrato per presentare i referendum contro il precariato votati a marzo 2008, mi disse che in parte condivideva quanto sostenuto nella trasmissione “Anno zero” (che si dovesse distinguere le imprese sane da quelle che stanno a San Marino solo per reinvestire quattrini altrimenti inutilizzabili sputtanando il paese). Disse anche, però, che Santoro è fazioso, che avrebbe preferito la Gabanelli. Ora è servito, la Gabanelli farà la sua indagine e già, come sempre, siamo di nuovo sul piede di guerra contro il “nemico che ci minaccia”.

Quando capiremo che l’unico modo per non ricevere più questi attacchi è mettersi in regola, non dare più protezione a chi ci usa per scopi al limite della legalità?

Ora, in un gioco delle parti, l’opposizione accusa il governo di non ottiene abbastanza dagli accordi che è costretta a firmare, la maggioranza finge invece di star facendo una specie di miracolo.
La verità è che adesso nessuno avrebbe potuto fare diversamente da quanto fatto: inchinarsi, scusarsi e adeguarsi! Non avrebbero fatto meglio i “compagni” di Morganti, Stolfi e Andreoli (cioè la “sedicente sinistra” che siede al tavolo del Pdl).

La verità non detta, per l’interesse reciproco delle coalizioni (mescolate alla rinfusa a destra o sinistra in base alle chanche di poltrona), è che si sarebbe potuto fare qualcosa di più solo se i responsabili, PDCS e PSS, non si fossero dimenticati per 30 anni che se potevano prendere per i fondelli la popolazione, fare altrettanto a livello internazionale era pericoloso: prima o poi i conti si pagano!
Insomma, paghiamo un dazio conseguente a 30 anni di politica dissoluta che ha perseguito “un posto al sole” per pochi eletti dimenticando il benessere del resto.

Questo periodo non è ancora finito, questo governo è (speriamo) l’ultimo colpo di coda di questo vecchio modo di ingrassare alle spalle della gente che impoverisce.

Piccole persone comuni, come me, come ognuno di noi, che giocano a fare i grandi uomini internazionali, finendo spesso per essere nient’altro che caricature ridicole e dannose.

Roberto Ciavatta

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