Lonfernini e Mussoni (Dc) fanno sapere ad alcuni media il loro dissenso

Lonfernini e Mussoni (Dc) fanno sapere ad alcuni media il loro dissenso

Dal governo serve un cambio di passo
a 360 gradi che dia al Paese “un piano di emergenza”. Lo invocano
due consiglieri della maggioranza che ancora “credono nel Patto”.
Francesco Mussoni e Teodoro Lonfernini, rappresentanti consiliari
del partito capofila di maggioranza, il Pdcs. Incontrando oggi la
stampa, sostengono di non voler bocciare la loro squadra. Intento
dichiarato e’ quello di “pungolare” alleati e rappresentanti di
governo, di “lanciare un grido di allarme verso chi ha
responsabilita’ politiche maggiori”, perche’ il momento attuale
chiede “soluzioni rapide per invertire la marcia in politica
estera, economica, turistica”. E’ lo stesso Mussoni che bacchetta
la coalizione: “Non possiamo far finta che i risultati siano
stati raggiunti”, in particolare in politica estera. Per questo
“chiediamo di far cessare questo torpore- manda a dire- di
stimolare provvedimenti urgenti a sostegno del Paese”. Quello che
propongono i due scudocrociati, precisa Lonfernini, sono
“politiche straordinarie” che riguardino tutti i settori:
economico, industriale, gestione di bilancio, occupazione.

Tre i punti urgenti: primo, il governo dovrebbe sottoporre
alla maggioranza un “pacchetto di provvedimenti straordinari da
valutare in termini economici e politici”. Seconda richiesta:
l’apertura di un tavolo sulla politica estera con tutte le forze
di maggioranza “per capire quali iniziative sono state prese,
quali sono state insufficienti e cosa fare”. Quindi, passare a
provvedimenti di legge specifici: Mussoni e Lonfernini puntano a
quelli relativi al contenimento delle spese della Pa.
“Il Paese e’ in una situazione non
ordinaria- incalza Mussoni- non possiamo affrontarla come se
fosse ordinaria”. Di qui, inevitabile, l’aggancio all’ipotesi di
allargamento politico della maggioranza. Mussoni chiarisce che il
termine e’ “improprio”, piuttosto conferma che un “avvicinamento
politico e’ in corso”. Protagonisti sono gli uomini di Paride
Andreoli e Simone Celli, il Psrs. “In questo cambio di passo che
chiediamo- sostiene l’ex Capitano Reggente- rientra la
valutazione di una maggioranza piu’ allargata”. Infatti, “se la
situazione straordinaria si accentuera’- prosegue- sarebbe
sciocco pensare che una maggioranza semplice possa farvi fronte”.
In definitiva: “Il progetto dell’area cattolica-democratica e di
quella socialriformista e’ da approfondire”.
Ribadisce il concetto Lonfernini, che aggiunge pero’ la
necessita’ di un “cambio generazionale della politica”, a partire
dal proprio partito e da tutte le forze di maggioranza. Da parte
loro, nessuna preclusione e’ avanzata neppure nei confronti dei
Ddc: “Se vogliono presentare una grande aggregazione delle forze
di centro- spiega il consigliere- lo valuteremo”. Infatti, il
progetto di Marco Podeschi & co. puo’ rientrare nel processo di
aggregazione e semplificazione del panorama politico e “potrebbe
rappresentare una grande alleanza- sostiene Lonfenini- con una
Democrazia cristiana forte”.

E proprio il partito di via delle
Scalette e’ la prima forza chiamata al cambiamento, in vista del
congresso di ottobre. Lonfernini e Mussoni potrebbero essere tra
i papabili per la successione di Valentini, ma non si
scompongono. “Nessun identikit e’ stato ancora tracciato- spiega
Mussoni- ma il prossimo segretario democristiano dovra’ essere
uno che unisce, non che divide”.

Lonfernini, infine, mette al bando la logica delle fronde:
“Noi non siamo ne’ del gruppo di Gatti ne’ di Podeschi, abbiamo
in testa un partito unico che torni ad avere 27 consiglieri, una
Dc che sia il motore di un centro moderato e democratico”.

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