Luca Lazzari, consigliere indipendente: interpellanza sulla ‘spoliazione della collettiva’

San Marino, 16 ottobre 2014

 INTERPELLANZA
A RISPOSTA SCRITTA

SULL’ASSEGNAZIONE
DI LICENZE BANCARIE, FINANZIARIE E ASSICURATIVE

 Nelle
ultime settimane sulla stampa sono stati riportati stralci delle ordinanze emanate
dai giudici inquirenti impegnati nelle indagini del cosiddetto filone
«Mazzini». Il quadro che ne emerge è quello di una sistemica violazione dell’interesse dello Stato e di una spoliazione della collettività che hanno
riguardato un vasto arco temporale e che – probabilmente – ancora sono in atto.

Più
in particolare è stata rivelata l’esistenza di una “attività di raccolta e distribuzione dei flussi corruttivi di
politici, uomini d’affari, banchieri ed esponenti delle istituzioni, accomunati
dal condiviso proposito di sottrarre risorse alla collettività, controllare il
funzionamento delle istituzioni e deviarne l’azione a vantaggio (e più spesso,
a profitto) di pochi”
. Attività, questa, assistita da “faccendieri e prestanome vari, con funzione di intermediazione tra
corruttore e corrotto (le tangenti sono
state non di rado mascherate dietro l’apparenza di transizioni commerciali,
compravendita di licenze, consulenze
), dediti alla servile fornitura di
riciclaggio”
.

Particolarmente
gravi risultano le accuse ascritte alla gestione della piazza finanziaria: “emerge dalla relazioni ispettive una connessione
tra il mancato recupero dei crediti e una gestione non oculata del credito”
.
Ne costituisce un esempio significativo “l’erogazione
di leasing senza che il cliente politico pagasse alcunché
. Fino ad arrivare
alle valutazioni conclusive: “In tal modo
la collettività, non solo ha subito la sottrazione di risorse per effetto della
corruzione, ma si trova a pagarne anche il costo due volte sotto forma di
finanziamento e sotto forma di mancato esercizio delle azioni di
responsabilità, nonostante la palese violazione delle regole da parte di chi è stato
succube, se non complice, della mala gestio”.

 Alla
luce di quanto sopra esposto si interpella il governo per chiedere:

·        
copia
delle delibere di assegnazione delle licenze bancarie, finanziarie e
assicurative, con completezza di informazioni rispetto alle date, ai soggetti
richiedenti e ai procuratori;

·        
copia
dei rispettivi pareri degli organismi e degli uffici competenti (CCR, Ispettorato
per il credito e le valute, Banca centrale, eccetera)

·        
copia
dei rapporti sui crediti problematici conferiti dagli istituti bancari oggetto dei
decreti legge n.174/2011, n.61/2012 e n.72/2013 alle società cui ne è stato
affidato il recupero, ovvero l’elenco dei nominativi e dei relativi importi cui
gli stessi rapporti fanno riferimento.

 Si
interpella inoltre il governo per chiedere di conoscere:

·        
gli
eventi successivi all’assegnazione delle licenze, ovvero le eventuali cessioni
di quote con specificazione del prezzo di acquisto e dei nominativi dei
compratori.

·        
a
quanto ammontano complessivamente i crediti fiscali e previdenziali concessi
agli istituti bancari oggetto dei decreti legge sopra citati.

Il      Consigliere
Luca Lazzari

ILLUSTRAZIONE DELLA INTERPELLANZA

L’interpellanza depositata
quest’oggi ha lo scopo di portare l’opinione pubblica a conoscenza di una parte
delle cifre e dei responsabili di quella che i commissari della legge chiamano la
«spoliazione della collettività».

La prima spoliazione
presa in esame riguarda la compravendita di licenze che i politici assegnano gratis et amore dei ai loro prestanome. Che
si tratti di una licenza artigianale, di una commissionaria, di una società
anonima, di una banca: tutto ha un prezzo. Come ha avuto a dire una degli habitué dell’aula consiliare “se la
politica non mangia, il Paese va a ramengo”: è il motto del ricatto degli
uomini di governo sulle attività economiche. Un ricatto a volte odioso, quando nega
il diritto d’impresa, e a volte dolce, quando apre le porte al privilegio. Questo
enorme mercanteggiare su una delle prerogative più importanti dello Stato ha delle
conseguenze gravissime. Prima fra tutte espropria i sammarinesi di un’enorme
ricchezza che dovrebbe appartenere a loro e a loro soltanto; corrompe i
costumi; lede l’immagine della Repubblica; impedisce lo sviluppo di un’economia
pulita; cancella il senso della responsabilità personale. E si potrebbe
continuare ancora a lungo.

La seconda spoliazione,
invece, riguarda il debito delle banche che – a partire da Banca del Titano
fino ad arrivare a Euro Commercial Bank – a più riprese è stato scaricato sulle
spalle dei sammarinesi, ai quali, per ingannarli, s’è detto che si trattava
d’altro, non di debito ma di «credito d’imposta». Ovvero: non sono io Stato a
dare dei soldi a te banca, ma sei tu banca a non dare dei soldi a me Stato. Un
giochetto di prestigio che nei prossimi anni costerà all’erario e ai fondi
pensione almeno 130 milioni di euro. Al «troppo grande per fallire» – il
ritornello usato da tutti i governi per giustificare gli interventi di
finanziamento a fondo perduto dello Stato – si sarebbe dovuto rispondere con «troppo
grande (la menzogna) per ammetterlo»: ammettere che la fusione fra istituti avrebbe
permesso di salvare sia il capitale degli azionisti che i depositi dei clienti
e soprattutto che lo Stato non ci avrebbe perso un solo quattrino. La verità è
che quando i pescicani sentono l’odore del sangue non c’è niente che possa
fermarli. Loro consumano il banchetto e i sammarinesi pagano il conto. E siccome
al danno deve sempre accompagnarsi la beffa, a quanto pare, in mezzo al
trambusto generale, alcuni politici e alcune società raccomandate sembra siano
riusciti ad alleggerire i propri debiti (l’elenco dei rapporti sui crediti
problematici di cui si fa richiesta nella interpellanza serve per stanarli).

Scandalizzarsi
ora è troppo tardi e serve a poco. Serve invece capire quali sono le tare che
hanno determinato questi fenomeni. Arrivati a questo punto non si può non
riconoscere che il potere concessorio e la discrezionalità sono l’anticamera
della corruzione e del clientelismo, così come non si può non riconoscere l’inadeguatezza
di un ordinamento istituzionale antiquato e principesco a tenere il passo di
un’economia sempre più globalizzata e complessa. È questo il momento di riprendere
in mano le grandi riforme incompiute per l’ammodernamento dello Stato e di portare
un po’ più in alto la democrazia sammarinese.

Luca
Lazzari

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