Ma tu un piano ce l’hai? Gli obiettivi, nel lavoro e nella vita, hanno bisogno di pianificazione. Di Gianluca Spadoni

Cosa hanno in comune una scalata del monte Everest, l’esplorazione dello spazio e la partita a calcetto del lunedì?

Tutte e tre queste attività richiedono un passaggio fondamentale prima del compimento: quello della pianificazione.

Di questo vi parlo oggi nella mia rubrica per Libertas: di quanto è fondamentale pianificare, in particolare in ambito aziendale, per raggiungere i nostri obiettivi.

La pianificazione è ciò che ci separa da ciò che vogliamo ottenere o vogliamo essere. È rendere reale il futuro che immaginiamo. È definire tutti i passi, i mezzi, le risorse e la filosofia che permetteranno di rendere reale quel futuro.

Torno al mio esempio iniziale: una spedizione sull’Everest ovviamente richiede mesi, se non anni di preparazione in cui viene pianificato ogni singolo passaggio, ogni attimo, ogni azione. Siamo tutti d’accordo che è l’unico modo per compiere una missione che mette a rischio la vita? O comunque per aumentare le probabilità di riuscita?

La stessa cosa succede nel calcetto tra amici. Pensateci: siete mai scesi in campo, con i vostri compagni di squadra, completamente allo sbaraglio, senza prendervi nemmeno un istante per organizzarvi con i ruoli, con la strategia, con una linea tattica seppur basica?

Portiamo questo esempio nelle nostre vite di tutti i giorni. Perdere qualche chilo ha bisogno di una strategia (e di determinazione, ma di questo parlerò in una prossima puntata).

Nella vita personale, così come in quella professionale e imprenditoriale, siamo abituati, forse per natura, a far fronte alle urgenze, a dare priorità alla contingenza, ma quante volte ci fermiamo realmente a pianificare, a pensare, programmare e organizzare anche quanto non è immediato?

Quanti di voi sono già arrivati a rendersi conto che, per riuscire a fare se non tutto, almeno gran parte delle cose che ci siamo prefissati è essenziale pianificare?

Pianificare significa prendersi del tempo. Il tempo è un fattore essenziale per la creazione di una strategia ma anche per raggiungere poi gli obiettivi prefissati.

In particolare nell’ambito aziendale, ma la scansione è valida in senso lato in ogni ambito, il fattore tempo, sarà discriminante per pianificare le azioni strategiche, quelle a lungo termine, che saranno diverse da quelle tattiche, utili sul medio periodo. Propedeutica a queste ultime sarà la pianificazione di tipo operativo, che determina obiettivi ed azioni nel breve periodo.

Senza un’attenta pianificazione, se non si investe del tempo a definire le cose importanti, anche se non sono urgenti, si continuerà a rincorrere l’attimo, ma i risultati sul lungo termine non miglioreranno.

Una pianificazione puntuale prevede la definizione di obiettivi precisi e l’analisi di ciò che è necessario fare per raggiungerli. Studiare il contesto e lo scenario in cui si opererà, individuare quali indicatori ci permetteranno di monitorare i risultati, quali risorse saranno necessarie per fare tutto.

Certo, pianificare è un processo che richiede tempo, impegno, strumenti e competenze, ma abituarsi ad operare pianificando, e magari in modo strategico, porterà risultati sicuri, nella vita privata così come nel lavoro.

Come puoi fare a migliorare le tue capacità di pianificazione strategica?

Il mio consiglio è seguire esempi validi e soprattutto informarsi, formarsi e allenarsi.

Per questo può essere importante seguire percorsi di formazione, teorici ma soprattutto pratici, che ci permettano di conoscere come attuare una pianificazione efficace, ma soprattutto che diano la possibilità di usarli sin da subito nella nostra quotidianità.

Gianluca Spadoni

 

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