Medici fra pubblico e privato, dentro e fuori San Marino

Regolamento sull’attività privata dei medici ISS:
“La priorità è tutelare gli utenti del servizio pubblico”
È migliorato grazie alle numerose e puntuali proposte della CSdL il testo del regolamento per l’esercizio dell’attività libero professionale dei medici e sanitari dell’ISS. Regolamento – sul quale questa mattina si è svolto un conclusivo incontro tra le Organizzazioni sindacali e la Segreteria di Stato per la Sanità – che andrà a normare e a mettere ordine ad un fenomeno che da molti anni si è sviluppato al di fuori di ogni forma di controllo e regolamentazione.

Questa attività, come prevede lo stesso regolamento, può essere erogata dai medici e sanitari del servizio pubblico esclusivamente e tassativamente a favore dei non assistiti ISS, al di fuori dell’orario contrattuale di lavoro.

“La nostra principale preoccupazione – afferma Donatella Olga Zanotti, Segretario Confederale CSdL – per dare le massime garanzie e tutele ai cittadini, è stata far sì che questa attività, che si svolge in strutture sanitarie private dentro e fuori il territorio sammarinese, oltre che all’interno dell’Ospedale di Stato, abbia un impatto meno invasivo possibile sull’operatività del sistema sanitario pubblico.
Questa attività deve avvenire in modo da assicurare comunque il completo espletamento dei compiti dei medici e dei sanitari nel sistema sanitario pubblico, il quale deve fornire agli assistiti ISS prestazioni di qualità e in tempi ragionevoli.

L’attività medica privata, in sostanza, non può e non deve in alcun modo intaccare la funzionalità e l’efficienza del servizio pubblico, il quale va rafforzato nel suo carattere universalistico. Può essere positiva perché contribuisce ad aumentare la casistica e quindi accrescere l’esperienza dei medici .”

Il numero di ore in cui svolgere l’attività libero professionale non potrà superare il 40% del monte ore settimanale svolto presso l’ISS. Nella bozza iniziale il limite era del 50%; la CSdL ha chiesto di abbassarlo e anche questa mattina ha rinnovato l’invito a rivedere questa percentuale riducendola al 30%. “Questo perché – spiega Donatella Zanotti – il personale medico-sanitario ha necessità di dedicare costantemente tempo e impegno allo studio e all’aggiornamento, proprio per restare sempre al passo con i progressi e l’evoluzione della medicina, giacché la sola esperienza non è sufficiente.”

La CSdL ha insistito molto anche sulla necessità di controlli puntuali e rigorosi, sulla trasparenza delle autorizzazioni, delle modalità di svolgimento e degli orari, per impedire abusi e distorsioni, e per assicurare condizioni di equità ai medici e sanitari che intendono cogliere questa opportunità. Ci attendiamo dall’ISS un monitoraggio attento e costante, che vedrà un primo periodo di “sperimentalità” di sei mesi, utile per verificare che questa attività assicuri l’integrale assolvimento dei compiti dell’Istituto e la piena funzionalità dei servizi pubblici.

Ora il testo del regolamento verrà preso in esame dal Congresso di Stato e dalla maggioranza, per approdare in Consiglio Grande e Generale per la sua approvazione sotto forma di Decreto.

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