Augusto Michelotti: “San Marino si merita una classe politica migliore”

Riceviamo e pubblichiamo

Nell’immaginario collettivo di un orgoglio nazionale di essere Sammarinesi, scopriamo nostro malgrado che c’è chi sta remando contro, cercando di distruggere l’immagine di questo Paese nel mondo. E’ questa classe politica di governo la protagonista di questa drammatica farsa; sono i rappresentanti di questo governo che non sono adeguati, che non hanno le competenze e le capacità di governare in quanto la maggioranza dei suoi componenti hanno dimostrato tutta la loro pochezza e ignoranza che sfocia nel continuo scavalcare i problemi che l’amministrazione della cosa pubblica propone quotidianamente utilizzando l’arma dell’arroganza.

Arroganza che si manifesta approfittando di una maggioranza bulgara e di una prepotenza insita in coloro che non sapendo essere autorevoli si nascondono nell’autoritarismo che strizza l’occhio a un potere dittatoriale che scimmiotta il fascismo più becero.

Festini in pieno lock down che, in altri paesi forse più civili, hanno provocato la caduta del governo e le dimissioni del Primo Ministro; da noi non hanno provocato nessuno scalpore e nessuna vergogna nei responsabili; i più ipocriti sono stati quelli che hanno rimesso il loro mandato nelle mani del loro partito, facendo finta di non sapere che non era quella la sede opportuna e che nessuno avrebbe chiesto le loro vere dimissioni. Perché le dimissioni si danno in Consiglio GG, non si annunciano per poi ritirarle e, come diceva Totò: “Siamo uomini, ominicchi o quaquaraqua?”

Questa maggioranza nomina un Capitano Reggente che, sicuro delle qualità estetiche dei propri zebedei, li esibisce al suo personale di segreteria senza considerare l’importanza della carica che ricopriva in quel momento devastando, in un solo minuto, la dignità che tale istituzione ha sempre avuto nel corso dei secoli ridicolizzandola in tutto il mondo, la notizia è infatti rimbalzata in ogni angolo del pianeta. l’immagine di storica serietà e di rappresentanza del popolo Sammarinese è dovuta passare tra le forche caudine dello sberleffo e delle risate più sguaiate senza possibile difesa di fronte a tale sconsiderato atteggiamento che tutta l’attuale maggioranza ha cercato di far passare come una birichinata. Rimaniamo in attesa di un sereno giudizio penale da parte della giustizia ordinaria.

Abbiamo perso la nostra storica etichetta di Stato neutrale da sempre, (o almeno dal 1462, anno della nostra prima e ultima partecipazione ad una guerra) schierandoci contro qualcuno senza saggiamente rimanere super partes. Questo è grave e nessuno se l’è presa più di tanto tranne quei pochi ormai obsoleti vecchi Sammarinesi che hanno ancora il coraggio e la forza di indignarsi e protestare ma stando sempre molto attenti perché questi nostri segretari di Stato sono molto suscettibili e con la denuncia facile, consci di avere un dirigente del Tribunale che ordinerà ai suoi giudici di eseguire indagini e procedimenti penali contro i cittadini riottosi che esprimono le loro opinioni sulla stampa. Tutti zitti, come nelle migliori dittature.

Poteva mancare forse il sig. Canti che, non avendo mantenuto gli impegni con i sindacati per il rinnovo del contratto dei salariati dell’AASLP, non trova di meglio per giustificarsi di accusare le opposizioni di non avere risolto tale problema quando erano loro al governo (più di tre anni fa). Così di solito fanno i bambini quando, punti nel vivo, vogliono scaricarsi di responsabilità che non riescono a risolvere e a superare per manifesta incapacità; questo significa non avere il senso della realtà, di essere lui l’incapace con il vizietto della bugia reiterata e del mancato sebbene promesso impegno.

Una Tonnini, famosa urlatrice in passate esperienze all’opposizione oggi ridotta muta e non pervenuta nel suo ruolo inconsistente di Segretaria.
Un Matteo Zeppa che, nella sua veste di presidente (ora ex) della Commissione di Giustizia ha permesso che si compissero le più devastanti scorrettezze e nefandezze senza dire beo e senza fare una piega. Oggi ha ripreso a pontificare e a dispensare saggezza e virtù nei suoi interventi consiliari, il tutto farcito con la più completa assenza di pudore. Della serie: “Un bel tacere non fu mai scritto”.

Di Teo Gold Lonfernini, Roberto Ciavatta e Federico da Monte Titano mi riservo di parlarne in un altro momento perché troppe sono le occasioni che vengono offerte dal malgoverno di questi inadeguati personaggi che ci rappresentano in maniera così volgare.

Augusto Michelotti

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