Nadia Francalacci (Panorama) sulla Radiotelevisione di San Marino

A San Marino Da 18 anni la Rai sovvenziona la Rtv con oltre 3 milioni di euro l’anno. Le ragioni? Politica estera e, adesso, un pacchetto di frequenze a disposizione. Forum in aula, Spazio aperto dossier, A domanda risponde, Primo comma: sono i titoli di alcuni programmi televisivi mai visti in Italia che però costano agli italiani 3 milioni 98.741 euro l’anno.

Fanno parte della programmazione televisiva di San Marino Rtv, la televisione di stato della minirepubblica, alla cui direzione c’è Carmen Lasorella. La rete è per metà di proprietà della Eras (Ente per la radiodiffusione sammarinese), per l’altro 50 per cento della Rai.

Da quando i programmi, i telegiornali, le rubriche politiche e sportive, il Tg comunità, notiziario sui sammarinesi all’estero, costano tanti soldi agli italiani? Il primo contributo risale all’11 giugno 1990, quando fu ratificata dai due stati la costituzione della San Marino Rtv. Quindi sono 18 anni che l’Italia paga per una tv che gli italiani non possono vedere. «È un’azione del governo italiano di politica estera» sostiene Pierluigi Malesani, direttore rapporti istituzionali della Rai, «ed è un contributo dell’Italia a sostegno della Repubblica di San Marino». Che non è uno stato povero.

Il contributo era stato versato per due anni anche dopo la scadenza dell’accordo di collaborazione italosammarinese in materia radiotelevisiva, nel 2005. Poi, improvvisamente, lo scorso marzo, pochi giorni prima della fine del governo Prodi, è stato rielaborato e firmato dal segretario di stato agli Affari esteri della Repubblica di San Marino, Fiorenzo Stolfi, e dall’allora ministro agli Esteri, Massimo D’Alema.

Il nuovo accordo, cinque pagine e nove articoli, prevede che per il 2008 siano versati alla televisione sammarinese altri 3 milioni 98 mila euro, mentre per i prossimi cinque anni la cifra sarà stabilita annualmente da una convenzione tra il Dipartimento per l’informazione e l’editoria e la presidenza del Consiglio dei ministri. Cifra che se dovesse essere riconfermata porterebbe sul Monte Titano, euro più o euro meno, circa 18,5 milioni.

In questo modo una parte delle tasse pagate dagli italiani sarà ancora una volta destinata alla produzione di programmi esteri e soprattutto al pagamento dello stipendio di 70 dipendenti, di cui 14 giornalisti. Il contributo italiano è anzi da sempre nei bilanci della Rtv la voce più importante, ben superiore agli introiti pubblicitari (poco più di 1 milione di euro).

Nonostante la cifra di tutto rispetto, nell’articolo 2 della convenzione viene ribadito che la San Marino Rtv rimane titolare esclusiva del servizio radiofonico e televisivo. Come se non bastasse, viene chiesto al governo italiano di agevolare gli accordi fra la tv sammarinese e la società italiana concessionaria del servizio pubblico televisivo. In sostanza l’Italia, oltre a contribuire alla «continuità della gestione» attraverso la quota della Rai, dovrà mettere a disposizione tutte le tecnologie Rai per la diffusione del segnale dell’emittente titana in digitale terrestre e sul satellite. è la specifica richiesta avanzata da Stefano Valentino Piva, presidente del cda della Rtv, nella relazione allegata al bilancio.

Non solo, attraverso le sue divisioni e consociate la Rai dovrà collaborare dove possibile, e a titolo gratuito (così sta scritto nell’accordo), allo sviluppo e alla produzione dei programmi televisivi sulla San Marino Rtv; dovrà lasciarle l’usufrutto dei propri prodotti e dei diritti di diffusione, compresi quelli sportivi, per l’acquisto di film, telefilm e fiction (Rai trade, Rai cinema, Rai teche, Rai corporation, Rai sport e Rai international); dovrà individuare le strategie di marketing per sviluppare e potenziare la presenza sul mercato televisivo e multimediale dell’emittente sammarinese. E anche individuare collaborazioni per la raccolta pubblicitaria (Sipra, Società ialiana pubblicità per azioni) e lo sviluppo di progetti web (Rai net) e Televideo. Tutto, se possibile, gratuitamente.

Non è finita. Nell’allegato all’accordo si chiede alla Rai di impegnarsi per agevolare la collaborazione con le sedi regionali, l’aggiornamento del personale e persino l’acquisizione di apparecchiature e materiali per la San Marino Rtv.

Davanti a tanto impegno richiesto nell’allegato anche la Rai non ci sta. «È stato inserito all’ultimo minuto, poco prima della firma, sebbene avessi già espresso in numerose occasioni la mia posizione contraria» spiega il direttore Pierluigi Malesani. «Proprio nella prima riunione della commissione paritetica è stato deciso di rivedere ed eventualmente riscrivere questo allegato». In ogni caso tra l’impegno economico Rai e quello dell’Eras rimane un sostanziale squilibrio.

Benché l’ente per la radiodiffusione sammarinese sia proprietario per l’altra metà, ha versato nel 2007 nelle casse della Rtv, secondo i bilanci, 335 mila euro. Nel 2006, a fronte del contributo italiano sempre di oltre 3 milioni, ne aveva versati 330 mila, ancor meno nel 2005 (324.105 euro).

La televisione ha una media di ascolti giornalieri di 168.097 persone, con un bacino d’utenza che è quello del territorio sammarinese e di alcune zone nelle province di Rimini, Forlì e Pesaro.

Dal 1997, per sei ore al giorno, attraverso la Nuova Rete, emittente privata romagnola, la Rtv uscì dai confini di stato e cominciò a trasmettere alcuni dei suoi programmi. Ma con il piano di Ginevra 2006 sono state assegnate a San Marino frequenze televisive e radiofoniche che, con l’accordo di marzo, secondo i vertici della Rai potrebbero tornare utili anche all’Italia. «La Repubblica di San Marino non utilizzerà tre delle cinque frequenze che le sono state assegnate nel piano di Ginevra mettendole a disposizione dell’amministrazione italiana» sostiene Malesani «la quale potrà utilizzarle nel territorio limitrofo a quello sammarinese».

Nel 2007 il bilancio della San Marino Rtv si è chiuso positivamente con un profitto di 201 mila euro (36 mila euro nel 2006), tuttavia il presidente Piva ha previsto un 2008 «nero», con una chiusura, anche se di poco, in passivo. Tra le voci che preoccupano il consiglio di amministrazione ci sono il fatturato commerciale in diminuzione rispetto al 2005-06 e la spesa per il personale che rappresenta i due terzi delle uscite. Per di più, nel febbraio dello scorso anno la Rtv si è trovata costretta ad assumere altri 17 collaboratori a seguito di una vertenza sindacale.

Il mancato rinnovo dell’accordo Italia-San Marino di tre anni fa gettò nell’incertezza la rete televisiva, che non ha potuto mettere mano a processi di sviluppo e di innovazione. Lo stesso Piva nella relazione ammette che la firma Stolfi-D’Alema della scorsa primavera è una manna dal cielo e che cambierà totalmente il futuro della Rtv proiettandola sul digitale terrestre e sul satellite.

L’accordo è stato ratificato dal parlamento della Repubblica di San Marino lo scorso 5 agosto, ma non è ancora stato messo all’ordine del giorno di quello italiano. Non dovrebbero esserci difficoltà, visto che anche San Marino ha adesso una maggioranza di centrodestra. Non appena sarà concluso l’iter di ratifica la repubblica del Monte Titano ha intenzione di attuare un progetto: creare un network dei piccoli stati d’Europa. Oltre a San Marino, potranno essere coinvolti Principato di Monaco, Andorra, Cipro, Malta, Islanda e Liechtenstein. Contano di diffondere la loro cultura, le loro usanze, le loro peculiarità utilizzando il satellite.

Nadia Francalacci – Panorama

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