San Marino. Antonio Fabbri Cartellini Rossi

L’Informazione di San Marino

Cartellini Rossi

Antonio Fabbri

Sono parecchi gli sconfitti di queste elezioni. Ma c’è chi lo è più di altri. Uno di questi è Alessandro Rossi, il grande guru incompreso della politica di San Marino, che si picca di essere conoscitore e termometro del consenso popolare, ma non ne ha quasi mai azzeccata una. A parte quando era ancora in Sinistra Unita e propose l’emendamento che tolse la preferenza agli esteri, salvo poi sostenerne la reintroduzione, sbagliando pure lì, come si è visto al primo turno di queste elezioni. Ha cominciato a ravanare quando ha deciso di uscire dal Consiglio. Predicando l’amore universale anche verso un altro grande trombato di queste elezioni, Marco Severini. “Ha molta energia”, diceva Rossi. Poi ha capito che sbagliava o non gli conveniva più ed ha cambiato idea. Allora ha attaccato con la storia dei lupi: “nutrite quello buono e non quello cattivo”, diceva.

Dopo aver espresso velate perplessità dialoganti sull’iniziativa del nuovo Arengo -che annoverava esponenti di C10 e Rete in tandem- si è insinuato in mezzo ai movimenti e si è avvicinato allo scopiazzamento di quell’idea: l’illuminata costituente proposta dall’avvocato Matteo Mularoni, appoggiata da un memorabile comunicato, pieno di ammirata piaggeria, scritto a quattro mani con “Jonny” Berti, così chiama l’avvocato Gian Nicola.

Ha sbagliato pure lì, perché quella costituente è naufragata e Jonny è rimasto trombato dal Consiglio e da una strana ipotesi circolata di Segreteria tecnica. Prima ancora, dopo il tentativo fallito di Luca Lazzari e Pedini Amati di entrare nel gruppo consiliare di Rete, ipotesi sostenuta da Roberto Ciavatta ma bocciata dal direttorio retino, aveva avvicinato i due rominghi consiglieri, diventando il frontman esperto di finanza della nuova compagine MdSi, facendo rientrare dalla finestra quello che Rete non aveva voluto passasse dalla porta. Ha quindi iniziato le sue riflessioni di alta politica, abbandonando però l’amore ecumenico e fomentando l’ostilità al “diverso” dalla sua idea.

E’ allora iniziata la giaculatoria: “Come mai nessuno parla degli Npl?” Si sbagliava, perché a parte che c’era chi ne parlava dal 2012, Bcsm aveva iniziato a valutare il problema. Così il Rossi è venuto fuori con l’altro dilemma: “Come mai nessuno verifica lo stato di salute delle banche?”. Bcsm, che già ne aveva accennato nelle sedi
competenti, ha detto: “Facciamo l’Aqr” . Quindi la centrale rischi: “Allora perché non vogliono fare la centrale Rischi?”… oh, si sbagliava pure lì perché Bcsm ha specificato: “La centrale rischi si farà, ma il precedente progetto era penalizzante per San Marino”. Confermato dal Segretario alle Finanze uscente: “Nei primi mesi del 2017 nascerà la
Centrale rischi”.

Cammina cammina, insinua e impappina, si è arrivati alla campagna elettorale. Prima diceva che forse non si sarebbe nemmeno candidato, poi che si sarebbe candidato ma sarebbe rimasto in seconda fila, e poi alle conferenze di chiusura della campagna era in prima linea. Vabbé. Ha detto: “Vinciamo”. Si è sbagliato. Perché la sconfitta più cocente l’ha subita proprio lui, non entrando in Consiglio. Con lui ha perso, nel modo peggiore, Rete, che lo sbaglio probabilmente lo ha fatto ad allearsi con Rossi e a coltivare quella logica del “siamo tutti amici, siamo un bel gruppo, siamo belle persone e, soprattutto, abbiamo ragione noi e basta e gli altri che la pensano diversamente
sono tutti corrotti, c’hanno dietro i poteri forti, sono passati dalla parte del male e nutrono il lupo sbagliato”.

Nonostante tutta questa sequela di scivoloni, che avrebbe dovuto suggerire quanto meno prudenza, Rossi ha continuato a sbagliarsi in maniera marchiana. Fino all’ultimo momento. Fino a quando, ad urne chiuse e qualche sezione scrutinata, si profilava al ballottaggio la vittoria di Adesso.sm. In questa situazione, cosa ti posta Rossi? “Si governa il Paese con 8.000 voti, praticamente la fine della democrazia”. Si è sbagliato pure lì, perché di voti Adesso.sm ne ha avuti 9.469.

Insomma, una serie fallace da cartellini rossi.

Un modo di pensare che pare quello di chi fa la fila al supermercato e, credendo furbescamente di fare prima, cambia idea e si sposta in coda all’altra cassa. Magari ci trova Zeppa, ma il tempo della coda gli si fa più lungo. E’ il rischio di cambiare idea spesso e sbagliarsi quasi sempre. D’altra parte 86 preferenze e una trombatura quando ci si aspettava un’apoteosi, vorranno pur dire qualcosa… o sbaglio?

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