Rimini. Vadim, la procura riapre il caso

Andrea Rossini – Corriere Romagna: A distanza di quattro anni e mezzo dalla tragedia viene esaudita la richiesta del padre del ragazzo, ma le sorprese potrebbero non finire qui / Morte di Vadim, la procura riapre il casoUna nuova consulenza medico-legale esclude l’annegamento come causa del decesso

RIMINI. Il Gip del Tribunale di Rimini Fiorella Casadei, in accoglimento della richiesta della procura, ha riaperto il caso sulla morte di Vadim Piccione, il ventiduenne di Ravenna morto a Riccione in circostanze misteriose nel luglio 2012, durante la Notte rosa: gli amici non si accorsero della sua sparizione e il cadavere venne ripescato soltanto dopo molte ore nel canale nel Marano. Per adesso il fascicolo è ancora a carico di ignoti e l’ipotesi provvisoria stavolta “è omicidio colposo” (quella della prima inchiesta, archiviata senza colpevoli era “omissione di soccorso”). La svolta è frutto delle indagini del padre del ragazzo, Giuseppe Piccione, determinato a fare chiarezza sulla misteriosa tragica fine del figlio e in particolare della presentazione di una nuovo parere medico-legale che ribalta le conclusioni della precedente indagine. Secondo lo specialista interpellato dalla famiglia della vittima Vadim con ogni probabilità «non è morto annegato». Una conclusione (più precisamente “parere pro-veritate”) che deriva dalla “rilettura” dei dati scientifici per la verità parziali e incompleti, per via di una serie di errori e omissioniì nella fase della conservazione del corpo prima dell’autopsia. (…)

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