Riccione (Rn). L’ira della Tosi: “Tradita da atto vile ora porte chiuse a FI”

Corriere Romagna«Tradita da un atto vile, i rapporti con FI sono a zero»L’ex sindaco: «UcR voleva solo una poltrona e Riccione è stata abbandonata per l’estate, ma io non cedo ai ricatti: adesso sarò ancora più rigida»

RICCIONE. «Tradita sia io sia l’intera città da un atto vile e immorale: adesso si riparte come se non fosse accaduto nulla». Renata Tosi ieri ha rotto il silenzio che durava dal 23 febbraio scorso, da quando tredici consiglieri, di cui sette di maggioranza, si sono dimessi presentandosi dal notaio. Un modo che non l’è andato giù: «Non hanno avuto il coraggio di sfiduciarmi in Consiglio».

Il metodo vile. L’ex sindaco è un fiume in piena all’osteria “Bevabbè”, in viale Filippo Corridoni, dove ha dato appuntamento ieri mattina per ufficializzare la propria ricandidatura. Ma soprattutto per replicare a chi «ha lasciato Riccione nelle mani di un commissario in vista dell ’estate». Nel mirino ci sono i sette consiglieri, cinque di Unione civica Riccione e due di Forza Italia, tutti colpevoli, secondo la Tosi, di avere «tradito il patto con la città usando un metodo vile, solo per difendere interessi personali e avere poltrone, e preferendo un corridoio asettico di un notaio». (…)

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