Rimini. Gianni Celli, attenuate le misure cautelari: obbligo di firma per 4 giorni a settimana

Corriere Romagna: Celli, “crac ” La Voce: obbligo di firma per 4 giorni a settimana

RIMINI. Accolta l’istanza della difesa (avvocati Alessandro Catrani e Nicola Mazzacuva) di revoca della misura cautelare dell’obbligo di firma nel Comune di Verucchio a carico di Giovanni Celli, ex editore del quotidiano “La Voce di Romagna”. Il gip Fiorella Casadei ha applicato, in residua sostituzione, la misura di firma dai carabinieri per quattro giorni a settimana. «Siamo molto soddisfatti – commentano i legali – e continuiamo nel serrato lavoro difensivo, con il nostro consulente tecnico Mario Ferri, volto a chiarire anche probatoriamente ogni aspetto dell’intera vicenda nelle sedi competenti». Giovanni Celli era stato arrestato dalla Guardia di finanza con le accuse di malversazione ai danni dello Stato, falso in bilancio e bancarotta fraudolenta. L’inchiesta era partita in seguito al fallimento della società che pubblicava il quotidiano “La voce di Romagna”, ora edito da una nuova società. Il curatore fallimentare aveva certificato un buco di 12,7 milioni di euro. Nel mirino delle “fiamme gialle” c’erano anche i 21 milioni di euro di contributi statali percepiti dal giornale dal 2002 al 2012.

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