Rimini. Film girato al Teatro Galli selezionato al Festival di Montréal

RIMINI. Unico film italiano selezionato tra decine di pellicole provenienti da ogni parte del mondo, “Zoroastro, Io Giacomo Casanova” è in concorso al FIFA Festival International des Film sur l’Art de Montréal.   Basato sulla tragédie lyrique di Louis de Cahusac e Jean-Philippe Rameau nella traduzione italiana e testi di Giacomo Casanova, il film documentario di Gianni di Capua, girato interamente nella cornice offerta dagli spazi del Teatro Galli di Rimini, sarà proiettato domani, giovedì 16 marzo alle 21 (ingresso 5 euro) alla Cineteca Comunale di via Gambalunga, alla presenza del regista.

Il film documentario girato a Teatro Galli

“Zoroastro, Io Giacomo Casanova” è il frutto della coproduzione tra un’istituzione musicale – la Sagra Musicale Malatestiana – e la casa cinematografica Bliq film, con il coinvolgimento di Progetto Theresia – The Art of Patronage (Fondazione iCons). Si tratta della prima esecuzione in tempi moderni di una sequenza di pagine tratte dall’opera, affidata a Theresia Youth Baroque Orchestra diretta da Claudio Astronio, alle voci soliste di Olivier Déjean, Andrés Montilla-Acurero e Martina Tardi e con la partecipazione dell’attrice Galatea Ranzi. La celebre attrice, formatasi con Luca Ronconi, Premio UBU e Premio Eleonora Duse come miglior attrice e tra i protagonisti del film premio Oscar “La grande bellezza” di Paolo Sorrentino, dà voce e volto a Giacomo Casanova, che tradusse in versi italiani il libretto francese di Louis de Cahusac, a due anni dalla prima rappresentazione di Zoroastre a Parigi.

Il regista Gianni di Capua: perché vedere “Zoroastro , Io Giacomo Casanova”?

“A chi mi chiede anche un solo valido motivo per cui dovrebbe andare al cinema a vedere ‘Zoroastro , Io Giacomo Casanova’ rispondo, e senza nulla togliere alle eccellenze che vi hanno concorso: Jean-Philppe-Rameau! – interviene il regista Gianni di Capua – Rameau introduce in musica, tra le molte cose, il concetto moderno di “timbro” liberandosi dell’individualismo strumentale in favore di un tessuto musicale costruito per somme sonore. Accumulazioni timbriche che la sala cinematografica, tecnologicamente attrezzata, è in grado di restituire ed esaltare nel suo dettaglio, ciò equivale ad una ideale esposizione del pensiero orchestrale del suo autore eseguite nel nostro film, in modo esemplare, dalla Theresia Youth Orchestra diretta da Claudio Astronio e restituito all’ascolto filmico dal magistrale lavoro di ingegneria del suono operata da uno dei migliori professionisti del settore, apprezzato e conteso dai più grandi interpreti e direttori d’orchestra del mondo per i quali il suono riprodotto non è certo un compromesso: Michael Seberich”.

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