San Marino. ‘Quando la mente invecchia’, l’Asspic ne parla a Serravalle

SAN MARINO L’ASSPIC (Associazione Sammarinese Sostegno Patologie Invecchiamento Cerebrale) ha organizzato per il pomeriggio di oggi, venerdì 9 giugno, alle ore 16 presso l’Auditorium Little Tony di Serravalle un convegno dal titolo ‘Quando la mente invecchia: i  trattamenti, l’assistenza e la ricerca’.  Verranno illustrati nell’occasione il lavoro ed i programmi dell’Associazione e verranno presentati gli eventi che l’ASSPIC con l’Istituto della Memoria realizza per dare visibilità e finanziare la propria attività scientifica, come la mostra di Little Tony e quella dei Rokes, in calendario dal 16 giugno.

L’ASSPIC (Associazione Sammarinese Sostegno Patologie Invecchiamento Cerebrale) è un’associazione nata nel 2017 a San Marino che ha l’obiettivo generale di migliorare la qualità di vita dei pazienti e delle loro famiglie tramite attività a carattere clinico, assistenziale e di ricerca scientifica.
Qualche dato: si stima che attualmente nel mondo i malati di Alzheimer siano 40 milioni e che a causa dell’aumento dell’aspettativa di vita media la malattia colpirà 135 milioni di persone entro il 2050. Questi numeri rendono conto di quanto la demenza rappresenti al momento un’emergenza sanitaria globale. L’Italia e San Marino sono tra i paesi con le popolazioni più longeve al mondo e quindi tra i paesi più a rischio.
Pochi giorni fa gli scienziati dei principali paesi al mondo, riuniti all’Accademia dei Lincei, hanno lanciato un allarme ai Capi di Stato e di Governo in occasione del G7 di Taormina. Nel documento presentato al G7 (“The challenge of neurodegenerative diseases in an aging population” – La sfida delle malattie neurodegenerative in una popolazione che invecchia) gli scienziati di tutto il mondo invitano i grandi della terra a raccogliere la sfida alle malattie neurodegenerative sostenendo la ricerca, migliorando l’accesso alla diagnosi precoce e alle sperimentazioni cliniche su possibili terapie e potenziando l’assistenza ai malati e ai caregiver che se ne prendono cura.

Leggi il comunicato

 

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