San Marino incolpato della crisi dell’aeroporto di Miramare. Antonio Castro, Libero

SAN MARINO. Per il secondo giorno consecutivo la Repubblica è sotto attacco da parte di Libero con articoli a firma di Antonio Castro, in quanto danneggerebbe il settore dell’aviazione civile italiana. Ieri si è parlato del registro aeronautico sammarinese. Oggi della crisi del Fellini, l’aeroporto di Miramamare.

Titolo: L’Italia ha  ceduto per 40 anni gli impianti / Con la gestione di San Marino l’aeroporto di Rimini si svuota / Negli ultimi sei anni i passeggeri dello scalo Federico Fellini si sono dimezzati E il consigliere regionale Pruccoli (Pd) parla di «revoca della concessione»

Passare da oltre mezzo milione di passeggeri censiti nel 2010, a circa 239mila partenze e arrivi registrate nel 2016. L’aeroporto (d’interesse nazionale) “Federico Fellini” di Rimini non se la passa proprio benissimo. Dopo il fallimento della precedente gestione (con un buco di oltre 30 milioni di euro), e l’affidamento nel 2013 dall’Italia allo Stato sovrano di San Marino (per 40 anni), anche oggi lo scalo romagnolo fatica a decollare. Soprattutto come traffico passeggeri e impatto economico sul territorio. C’è anche chi ipotizza – come il consigliere regionale Giorgio Pruccoli (Pd) – se non si possano «configurare gli estremi di una revoca della concessione».
Da tempo il politico riminese – anche pungolato dalle continue lamentele delle associazioni imprenditoriali della zona che sottolineano il crollo dei flussi – chiede pubblicamente se non si debba «proporre ai ministeri di riferimento (Trasporti e Infrastrutture, ndr), la revoca della concessione in favore di altro soggetto da identificare secondo i criteri stabiliti dalla Legge e dal Codice della Navigazione». (…) 
Ai politici regionali poco importa se i bilanci della società di gestione siano in crescita («partendo da zero hanno gioco facile», ricorda malizioso), quanto il modesto ritorno economico sul territorio. «Ormai vediamo arrivare e partire solo charter», si lamenta Pruccoli, «le compagnie low cost stanno facendo, o hanno fatto, rotta altrove. E sono queste che portano passeggeri». Una migrazione che non porta certo a Rimini, e nella regione, impatti economici positivi. Statisticamente ciascun passeggero in arrivo o partenza vale mediamente 100 dollari Usa. Quindi perdere volumi di traffico vuol dire perdere tanti quattrini che potrebbero invece essere spesi tra turismo e commercio. Senza contare le lamentele per la modesta quota di investimenti realizzati.  (…) 

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