Il Centro Ricerca sull’Emigrazione dell’UNIRSM nella giuria del premio Diari Multimediali Migranti

SAN MARINO. Si è concluso venerdì scorso il concorso “Diari Multimediali Migranti” (DiMMi), l’iniziativa che ha premiato le storie inedite e autobiografiche dei migranti, finanziata dalla Regione Toscana e che ha visto tra i partner anche il Centro di Ricerca sull’Emigrazione dell’Università degli Studi della Repubblica di San Marino.

Comunicato stampa
Il Centro di Ricerca sull’Emigrazione – Museo dell’Emigrante dell’Università degli Studi della Repubblica di San Marino ha fatto parte del comitato scientifico del concorso ‘Diari Multimediali Migranti’ (DiMMi), conclusosi venerdì 15 settembre con la premiazione dei vincitori selezionati fra 99 progetti partecipanti. Un’iniziativa che ha visto la città di Pieve Santo Stefano, in provincia di Arezzo, fare da cornice a un premio per il quale sono state proposte storie inedite e autobiografiche in cui i migranti hanno potuto raccontare le loro esperienze attraverso testi, fotografie, disegni, musiche, video e non solo. Fra loro 57 uomini, 26 donne e 16 giovani di entrambi i sessi provenienti da Paesi come Liberia, Senegal, Costa d’Avorio, Egitto, Filippine, India, Pakistan, Afghanistan, Albania, Polonia e Brasile, per un totale di quattro continenti coinvolti.
Il concorso, finanziato dalla Regione Toscana, ha interessato una rete di partner che, oltre al Centro di Ricerca sull’Emigrazione dell’Ateneo sammarinese, ha coinvolto fra gli altri l’Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano, Arci, Archivio delle memorie migranti, Circolo Gianni Bosio, Comitato 3 Ottobre e Rete italiana di cultura popolare.
“DiMMi è nato per raccogliere testimonianze di vita di migranti contemporanei – spiega Patrizia di Luca, direttrice del Centro di Ricerca sull’Emigrazione dell’Università di San Marino – questi diari ci hanno permesso di conoscere le paure, i sogni, le fatiche e le delusioni di chi è partito. Qualcuno ha descritto la bellezza del proprio Paese d’origine, ha raccontato episodi della propria infanzia, ha ricostruito un periodo sereno della propria esistenza. In molti hanno raccontato le terribili prigionie nei campi libici, la durissima attraversata del deserto, il dolore per gli affetti lasciati. Ascoltare la loro voce è una necessità e un dovere, se vogliamo comprendere le motivazioni e le esperienze dei migranti di oggi rimanendo fuori dalle semplificazioni dei luoghi comuni”.
Il concorso si è svolto nell’ambito del 33° Premio Pieve Saverio Tutino, durante il quale l’attività della direttrice del Centro di Ricerca sull’Emigrazione si è estesa anche alla presentazione del libro ‘I quaderni di Luisa – diario di una resistenza casalinga’, descritto come la storia di “una contadina sposata a un uomo violento”, e la pubblicazione sulla rivista culturale Primapersona di un testo su un manoscritto di Quinto Menicucci conservato proprio nell’archivio del Centro di Ricerca sull’Emigrazione del Titano.

Dominique Boa (vincitore sezione uomini)

 

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