San Marino. Le dimissioni di Raffale Capuano occupano la seduta pomeridiana

SAN MARINO. Si è riunita nel pomeriggio la Commissione Finanze. la seduta Le dimissioni di Raffaele Capuano impegnano i commissari per l’intera seduta pomeridiana e il dibattito continuerà in notturna. Resoconto del dibattito San Marino News Agency

Le dimissioni di Raffale Capuano da Banca centrale occupano la seduta di oggi pomeriggio della Commissione consiliare Finanze, i cui lavori restano fermi al Comma comunicazioni. Assente per malattia il Segretario di Stato per le Finanze, Simone Celli, è sostituito dal “collega” Marco Podeschi, a lui quindi il compito di replicare agli attacchi dell’opposizione.

A iniziare è Francesco Mussoni, Pdcs: con l’addio di Capuano la reputazione dell’istituzione Bcsm è stata definitivamente cancellata- manda a dire- e non da chissà chi, ma da un metodo di gestione della vicenda da parte del governo assolutamente nefando”. Per Iro Belluzzi, Psd, dalla lettera con le motivazioni della scelta di Capuano, si evince che “governo e maggioranza, la politica, non hanno la minima idea di come approcciare la ristrutturazione del sistema bancario”. Teodoro Lonferenini, Pdcs, solleva dubbi sulla perquisizione, uno degli elementi che avrebbero portato il Dg alla scelta di abbandonare. La circostanza, come è descritta, è “assurda”, spiega il consigliere: se Capuano era estraneo alle indagini infatti avrebbe dovuto essere informato della perquisizione, diversamente, se non lo era . “Perchè se ne è andato?- chiede Lonfernini- dobbiamo saperlo”. Alessandro Mancini, Ps, punta il dito contro le responsabilità del governo emerse “tra le righe” della lettera  di Capuano: “Leggiamo che si è sentito abbandonato e non supportato nella sua mission- spiega- per mancanza di certezze giuridiche che doveva trasmettergli il governo, il Ccr”. Roberto Ciavatta, Rete, rileva poi che il testo della lettera consegnato ai capigruppo è diverso da quello diffuso dalla stampa: “Nella lettera che abbiamo- spiega- scompare, tra le motivazioni, quella legata all’incertezza economica”. Ma la questione del compenso e i suoi limiti legati al tetto di 100 mila euro può aver rappresentato una delle motivazioni delle dimissioni. “La legge sul tetto degli stipendi è considerata dalla stessa maggioranza inacettabile- osserva Ciavatta- ma è la legge”. Lo stesso civico apre quindi a possibili modifiche della norma: “Scaduti i tre anni dal referendum- manda a dire- un ragionamento laico si potrà anche fare per cambiarla”.

Ma le domande arrivano anche dai commissari di maggioranza: citando alcuni passaggi della lettera di Capuano, Roberto Giorgetti, Rf, pone una serie di interrogativi. Tra cui “Chi si oppone all’inserimento nel contesto internazionale del sistema sammarinese ‘con i vincoli che ne conseguono’?- domanda- è un problema del governo, di Bcsm, ci sono altre forze che si oppongono? Io vorrei sapere”. Al termine del lungo elenco di domande, lo stesso capogruppo di Rf spiega poi che al momento informazioni non ci sono e chiede ufficialmente che nel prossimo Consiglio siano fornite risposte. Altre domande le pone Matteo Ciacci, Rf, anche sulla perquisizione: “Qualcosa molto probabilmente non avrà funzionato- ipotizza- hanno sbagliato qualcosa gli organi dello Stato?”. Quindi Podeschi ammette che “quanto è accaduto non lascia indifferente nessun sammarinese che sia in Consiglio o al governo”. Per avere informazioni, spiega, bisogna aspettare l’ufficializzazione delle dimissioni del Dg da parte del Consiglio direttivo di Bcsm. Una riunione è in agenda domani, “poi si avranno poi tutti gli elementi- chiarisce- per espletare il dibattito in Consiglio”.  Podeschi rende conto di quanto fatto dall’esecutivo appena ricevuto la lettera di Capuano, in primis la richiesta di un comma ad hoc nel Consiglio grande e generale che si aprirà mercoledì. Richiama poi Banca centrale “a fare la sua parte”: “Non ho visto precisazioni da parte di Bcsm in questi giorni- osserva- ad oggi nessuna sua comunicazione ufficiale è stata diffusa”. Infine, richiama la politica a compiere una riflessione sul futuro di Banca centrale: “Nella scorsa legislatira non è stata ritenuta prioritaria la riforma di Bcsm- sottolinea- oggi si impongono invece risposte celeri”.

La seduta del pomeriggio si interrompe alle 20: il dibattito in comma comunicazioni riprenderà in seduta notturna, per poi procedere al comma 2 “Dibattito in merito alla presentazione del Programma Economico 2018”.

Interventi

Comma 1. Comunicazioni

Tony Margiotta, Ssd, presidente

Francesco Mussoni, Pdcs

Iro Belluzzi, Psd

Teodoro Lonfernini, Pdcs

Roberto Giorgetti, Rf

Alessandro Mancini, Ps

Sds Marco Podeschi 

Alessandro Mancini, Ps

Roberto Ciavatta, Rete

Matteo Ciacci, C10

 

Leggi il comunicato

 

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