San Marino. Non solo Secondo Casadei. Michele Bovi sul mensile Super: tanti gli autori illustri

SAN MARINO Dopo ‘i grembiulini del Titano‘, Michele Bovi  sul numero di dicembre del mensile SUPER si occupa di canzoni  che fanno riferimento al nostro Paese. Non solo dunque San Marino goodbye, la canzone del romagnolo Secondo Casadei, nelle cui note una generazione di Sammarinesi si è riconosciuta: ben 75 brani citano nel titolo la più antica Repubblica del mondo.  

MICHELE BOVI, giornalista e autore di saggi. Ha realizzato inchieste televisive su diritto d’autore e plagi musicali. Le sue ricerche internazionali sugli antenati del videoclip lo hanno accreditato come massimo esperto della materia. Alla RAI è stato caporedattore centrale del Tg2, dirigente di Raidue e capostruttura per l’intrattenimento di Raiuno. Ha ideato programmi TV di successo come Eventi Pop, I ’60 a colori, TG2 Mistrà, DaDaDa, TecheTecheTe’, Segreti Pop.  Nel febbraio scorso ha pubblicato il saggio  ‘NOTE SEGRETE Eroi, spie e banditi della musica italiana

 

SAN MARINO È UNA CANZONE. 75 BRANI, AUTORI ILLUSTRI, L’ENIGMA INNO 

Chi è convinto che la terra del Titano abbia ispirato soltanto la canzone San Marino Goodbye di Secondo Casadei deve sorprendentemente ricredersi. Da una ricerca incrociata tra il Catalog of Copyright Entries Musical Compositions, ovvero il registro governativo statunitense delle canzoni tutelate dal diritto d’autore, e l’Archivio Opere Musicali della SIAE, risultano infatti ad oggi depositati 75 brani che citano nel titolo la più antica Repubblica del mondo. E addirittura San Marino Goodbye che fu scritta e incisa nel 1960 dal “Re del Liscio” originario di Gatteo (il vero nome di Secondo Casadei era Aurelio) ha una gemella: vent’anni più tardi il musicista sammarinese Giampiero Comanducci depositò un pezzo con lo stesso titolo: “Io mi limitai alla musica – racconta Comanducci – fu Christian Urbinati, l’autore del testo, a chiamarlo San Marino Goodbye, sicuramente ignorava il precedente di Casadei”.

Gli elenchi delle società americana e italiana degli autori rivelano paternità ed esecuzioni autorevoli.
La prima canzone in assoluto è Venticello di San Marino, one-step (ballo in due tempi dell’inizio del secolo scorso in cui a ogni battuta corrisponde un passo) scritta nel 1931 da Priamo Emilio Gnecco, un compositore genovese popolare in tutto il mondo per i suoi tanghi. Segue nel 1935 San Marino, un brano del musicista inglese Victor Royal con il testo di Harry Freed, che ha come particolarità stilistica l’arrangiamento per ukulele.
Di canzoni intitolate solo San Marino nei registri se ne trovano ben 39, con tributi che arrivano da paesi diversi: una è del compositore francese Alex Alstone, autore negli anni Cinquanta di brani per due giganti della discografia internazionale come Maurice Chevalier e Perry Como; un’altra è firmata dal direttore d’orchestra inglese Barry Gray, creatore negli anni Settanta delle colonne sonore delle più popolari serie tv britanniche, Captain Scarlett in testa. Un’altra San Marino è stata scritta a quattro mani dal compositore inglese Ossi Bashiri assieme all’arrangiatore svedese Stig Sune Tommy Hansson, due musicisti di primo livello: Bashiri è stato inoltre produttore discografico di artisti come Pet Shop Boys, Duran Duran e Sade. E ancora hanno scritto canzoni col titolo San Marino il compositore di Los Angeles Yann Buslee Novak (ma forse è riferita alla San Marino di California, la cittadina che comunque mutuò espressamente il nome dalla piccola Repubblica), una il maestro David Michael Stoll, co-presidente dell’Accademia inglese degli Autori, un’altra il direttore d’orchestra francese Amaury du Closel, membro della prestigiosa Accademia delle Scienze morali, delle Lettere e delle Arti di Versailles, un’altra ancora Felix Gauder, compositore e produttore discografico tedesco leader del filone “musica erotica”.
Sempre San Marino s’intitola un brano scritto nel 1947 da Mariano Bartolucci, autore di oltre duecento sinfonie e marce militari per banda; dieci anni più tardi a depositare la sua San Marino fu Dino Arrigotti, celebrato pianista di Fred Buscaglione.
San Marino è anche un altro brano con cui Secondo Casadei ha manifestato la sua amicizia per il Titano oltre a San Marino Goodbye.
Ha composto due canzoni anche Virgilio Braconi, musicista e discografico, fondatore dell’etichetta Caravel che lanciò l’Equipe 84 nonché selezionatore del Festival Voci Nuove di Castrocaro: i titoli sono Visita a San Marino e l’ennesima San Marino tout court, entrambe del 1968.
Le più recenti San Marino sono state composte nel 2015: la prima dal musicista romano Nerio “Papik” Poggi, collaboratore di artisti di valore come Mario Biondi e Matt Bianco: “Il brano fa parte della colonna sonora della serie Lupin III L’avventura italiana – spiega Poggi – il cartone animato giapponese per il quale ho composto la maggior parte delle musiche”. La seconda San Marino del 2015 porta invece la firma del produttore discografico tedesco Bernd Meinunger, in questo caso accreditato negli Archivi del Copyright come compositore assieme al connazionale musicista Alfons Weidorf. Meinunger con Weindorf e Ralph Siegel compongono un trio che da molti anni furoreggia nell’Eurovision Song Contest e più volte ha avuto a che fare con la rappresentativa sammarinese: dal 2012 ininterrottamente è stato questo sodalizio ad accompagnare Valentina Monetta, o Michele Perniola in coppia con Anita Simoncini o ancora Valentina Monetta con Jimmie Wilson.
Tornando indietro nel tempo troviamo nel 1936 una San Marino Pasillo del musicista di Bogotà Emilio Murillo Chapull, padre nobile della musica andina colombiana e nel 1937 I Dream of San Marino di Arthur Tracy (soprannominato “The Street Singer”), originario dell’Ucraina e ritenuto tra i capostipiti della canzone pop americana.
Nel 1955 il musicista austriaco Nico Dostal compose l’operetta In San Marino con il libretto a firma di Peter Herz. Mimmo Surace, cantante e compositore di 245 canzoni – con successi per Natalino Otto, Giorni Kramer e Pippo Barzizza – e successivamente conduttore radiofonico della Rai, scrisse nel 1969 San Marino è un giardino sul mare.
Nel 1971 Dario Nicolò Matejcic, un compositore attivo anche nel repertorio delle canzoni per bambini – presente pure al Festival dello Zecchino d’oro – creò la musica di Soldatino di San Marino con il testo di Vittorio Maresca, già autore per Tony Dallara e Ornella Vanoni.
È del 1974 Plaza in San Marino del chitarrista tedesco di musica classica e jazz Siegfried “Sigi” Schwab, autore inoltre di numerosi apprezzati manuali sugli stili degli strumenti a corde.
Anche Mario Battaini, il più famoso fisarmonicista italiano – è lui l’esecutore del suggestivo assolo che chiude il brano Storia d’amore di Adriano Celentano e ha suonato con Tom Jones e Chet Baker, con Orietta Berti e Gigliola Cinquetti – compose negli anni Settanta un brano per la Repubblica: s’intitola Da Gradara a San Marino.
Nel 1991 fu Die Flippers, il più celebre gruppo canoro di tutta la storia della musica tedesca – 45 album pubblicati, 24 d’oro e 5 di platino – a incidere San Marino bei Nacht (rintracciabile sul web all’indirizzo www.youtube.com/watch?v=o5ZedAfcoV8).
Brani dal titolo stravagante: Nevrosi a San Marino è presente nell’album del 1984 La vendetta del Rimmel, del cantautore parmigiano Raffaele Fiume; poi c’è il rap Come l’Italia e San Marino del musicista e produttore discografico Jacopo “Dargen” D’Amico (rintracciabile sul web all’indirizzo www.youtube.com/watch?v=FseiLf4_sKI) e c’è Batti e corri a San Marino, composto da artisti molto attivi da anni sul Titano, Roberto “Moghe” Moretti e Gian Luca Terenzi: “La scrivemmo nel 2002 per la squadra di baseball locale – racconta Moretti – ma non è stata mai pubblicata”.
È sammarinese anche Piermatteo Carattoni, autore di due titoli San Marino Comics presenti nell’Archivio SIAE, sigle di altrettante edizioni del Festival del Fumetto.
L’ultimo deposito in ordine di tempo è datato giugno 2017: il brano s’intitola San Marino in festa e compare nell’album Sole cocente del cantautore e disc-jockey di Rieti Graziano Aguzzi, un artista affezionato a queste parti: la raccolta contiene altri due titoli che lo testimoniano abbondantemente, La mazurka di Rimini e – soprattutto – Strozzapreti gustosi.

(continua)

 

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