Rimini. Segregata e spiata in casa dal marito geloso

Andrea Rossini – Corriere Romagna: Segregata in casa dal marito geloso«Consultava un mago, poi mi picchiava» Alla sposa, controllata da telecamere, era concesso un telefono senza credito di cui non conosceva il numero

RIMINI. Il padre della donna, direttamente dal Marocco, ha inviato ai carabinieri una mail per denunciare il “sequestro” della figlia da parte del marito. Un gesto che ha aperto uno squarcio su quanto accadeva da anni all’interno dell’abitazione di una famiglia di immigrati arabi in una località in provincia di Rimini. Una volta verificata la situazione i carabinieri della stazione di Santarcangelo hanno “liberato” la sposa trentacinquenne, dando seguito a un’ordinanza che dispone l’alontanamento dell’uomo, un marocchino di 52 anni, e il divieto di avvicinamento alla moglie. Dovrà restare alla larga da lei: almeno un chilometro di distanza, pena l’arresto. L’accusa nei suoi confront è maltrattamenti familiari. Il pm Davide Ercolani, titolare dell’indagine, aveva chiesto l’arresto, ma la donna, totalmente sottomessa e totalmente analfabeta (non sa leggere e scrivere neppure in arabo), non è mai andata a farsi refertare dopo le botte, anche perché non sa neppure dove si trovi l’ospedale. La prima cosa che ha fatto quando ha ricevuto la prima visita dei carabinieri è stata quella di chiamare il marito perché se la vedesse lui con loro. Una telefonata a carico del destinatario perché le era concesso di utilizzare il cellulare, privo di credito, solo per ricevere le chiamate del marito: l’unico a conoscere il numero. In casa aveva piazzato tre telecamere per controllare la donna che, per evitare discussioni, evitava di uscire. (…)

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