San Marino. Ordinaria follia in Commissione

 Con i suoi 163 articoli, il nuovo Testo Unico delle Leggi Urbanistiche ed Edilizie è andato a sostituire un impianto normativo che, nei suoi 22 anni di applicazione aveva permesso, attraverso maglie troppo larghe e la compiacenza di certa parte della classe politica, la costruzione “in regola” di molti degli ecomostri che svettano all’interno della Repubblica.

Nel tutelare il nostro patrimonio pubblico, la salvaguardia del territorio e la lotta all’abusivismo, il nuovo TU, che avrebbe dovuto essere obiettivo irrinunciabile da parte di ogni forza politica attenta alla difesa del proprio Paese, ha finito invece per essere bersaglio di continue e pesanti strumentalizzazioni dalla sua presentazione sino ad oggi. 

Particolare attenzione, attraverso l’articolo 79 della Legge, è stata posta nella tutela di tutte le parti atte alla compravendita di immobili, con particolare considerazione alla posizione dell’acquirente, inserendo salvaguardie atte a non permettere acquisti aventi ad oggetto immobili viziati da abusi edilizi non conosciuti. Per molti di noi quello della casa rappresenta l’acquisto della vita, operazione nella quale vengono spesso impiegati tutti i risparmi, a volte anche quelli di altri familiari e ci si indebita pesantemente; ecco perchè a questo atto deve essere fornita garanzia di un percorso di legalità e trasparenza, soprattutto nell’ambito del nuovo TU che prevede un regime sanzionatorio molto severo nel momento in cui va a contrastare ogni forma di opera non autorizzata e che dovrebbe andare a ricadere con determinazione sulle spalle di chi quegli abusi li ha generati o permessi. Ciò premesso, se difficoltà di applicazione di quanto previsto dall’articolo 79 si sono manifestate in sede di compravendita di immobili, massima è stata la disponibilità della Segreteria per il Territorio al confronto, cercando di risolvere le criticità sollevate da parte degli Ordini Professionali, coi quali, tra l’altro, vi è stata piena condivisione delle finalità di tale articolo di legge e grande collaborazione nel cercare di chiarire le interpretazioni errate di alcuni aspetti.

L’ordine del giorno presentato dai commissari di maggioranza e approvato dalla Commissione impegna la Segreteria al Territorio a svolgere tutti gli approfondimenti necessari per trovare le soluzioni più opportune.

Non si riesce dunque a capire perché, per l’ennesima volta, le forze di opposizione, invece di apprezzare la disponibilità al confronto reale e trasparente in Commissione – e non era atto dovuto – non perdano l’occasione per andare a strumentalizzare politicamente con fantasiose teorie di scaramucce interne alla maggioranza un problema applicativo la cui risoluzione  – vogliamo essere estremamente chiari – non deve assolutamente rappresentare una inversione di marcia sulla strada del rispetto delle norme edilizie ed urbanistiche e dei principi del nuovo TU. Spiace notare che se si arriva con una soluzione pronta, ecco le accuse di mancato confronto, boria e “tirate dritto”; se si arriva con proposte sulle quali discutere concretamente e a 360 gradi, ci si accusa di improvvisazione o superficialità. Ma allora?

Purtroppo continuiamo a constatare come la richiesta di audizioni nelle varie Commissioni, invece di essere vissuta come opportunità di confronto, viene invece presa ogni volta come occasione di accuse feroci, toni che si alzano, polemiche e mistificazioni, come il famigerato “blocco” degli acquisti, non verificatosi in numerosi casi di avvenute compravendite.

 Così, dopo una prima battaglia ingaggiata con la maggioranza durante l’audizione con il Segretario Michelotti e gli Ordini Professionali, la “guerra” è continuata nella seduta serale della Commissione IV, in occasione della audizione del Comitato Esecutivo dell’ISS e della dott.ssa Cesarini, Dirigente del Casale La Fiorina, audizione che si è dimostrata una vera e propria gara di “tiro al piccione” ben premeditata e organizzata, chiamando a raccolta pubblico e un membro mai visto prima in Commissione IV, arrivato alle 22:00 e intervenuto senza ascoltare i riferimenti del CE. Tutto questo dopo che qualcuno della minoranza, nelle scorse settimane, si è permesso di stigmatizzare duramente e fare la morale al Commissario Izzo, giunto in ritardo in Commissione Finanze per esigenze di lavoro.

Anche in questo caso, quello che poteva essere momento di approfondimento, si è nuovamente trasformato in un processo sommario che ha pesantemente offeso, per toni e contenuti, i vertici dell’Istituto per la Sicurezza Sociale venuti a confrontarsi in Aula (terza volta dall’inizio della legislatura!) e la Dirigente del Casale: essi, infatti, si sono sentiti dare dei delinquenti. Questo dimostra, anche per la modalità con cui si è sviluppato il dibattito, ovvero attraverso ordini del giorno vigliaccamente presentati e discussi alle 2:00 di notte, quando chi poteva dare spiegazioni non era più in aula, come ancora una volta la tanto invocata condivisione, all’atto pratico, non la si voglia realmente. Ordini del giorno che, ci sentiamo di sottolinearlo, sono attacchi personali e vere e proprie sentenze di condanna predefinita, con le quali richiedere la testa di alcuni professionisti, tra cui in particolare quello della dott.ssa Cesarini, in spregio al rispetto di quelle norme e quelle procedure dell’ordinamento che rappresentano la base di ogni sistema democratico.  

Adesso.sm

Condividi


Per rimanere aggiornato su tutte le novità iscriviti alla newsletter

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

Privacy Policy