San Marino. Sindacati sul piede di guerra: la Csu minaccia lo sciopero generale

SAN MARINO. La Csu vuole far sentire la sua voce nelle scelte che hanno ricadute importanti e durature sui cittadini: dalle politiche di sviluppo al debito pubblico, dalle banche alle pensioni, dall’equità fiscale alla patrimoniale. “È forte lo scontento dei lavoratori e dei pensionati per una gestione di governo che, nell’evitare la concertazione, non fa nulla per affermare l’equità e far ripartire lo sviluppo con riforme condivise. Se la situazione non cambia- minaccia la Centrale Sindacale Unitaria- la prospettiva più probabile è andare verso lo sciopero generale”. 

I Segretari Generali Giuliano Tamagnini (CSdL) e Gian Luca Montanari (CDLS) nelle loro relazioni introduttive alle assemblee intercategoriali hanno illustrato il quadro problematico dei rapporti con il Governo e la situazione generale del paese. In primo luogo- si legge nella nota- “il Piano di stabilità nazionale, che è dedicato in buona parte alle problematiche di Carisp, mentre le proposte sullo sviluppo sembrano quasi un elemento accessorio”. La CSU ribadisce la necessità di fare scelte sul modello di sviluppo, che deve ruotare intorno al settore manifatturiero, che ha permesso all’intero paese di stare in piedi in questi lunghi anni di crisi, e che non viene nemmeno menzionato nel documento del Governo.

Leggi il comunicato

 

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