San Marino. Terza assemblea CSU

Terza assemblea CSU, nuova spinta ad alzare il livello della mobilitazione

RSM 2 maggio 2018 – Con un teatro Concordia ancora gremito e una buona partecipazione al dibattito, si è svolta questa mattina la terza assemblea intercategoriale organizzata dalla CSU. La relazione introduttiva è partita dai temi dello sviluppo: il paese ha bisogno di scegliere il suo modello di economia, che deve avere al centro l’industria manifatturiera, quella che ha fatto reggere il paese di fronte alla crisi, e che da sola produce oltre il 50% del PIL nazionale. Ciò, anche se dovesse rendersi necessario un maggiore utilizzo del territorio.

Nel Piano di stabilità nazionale presentato dall’Esecutivo, questo settore non è quasi menzionato, mentre buona parte dello stesso documento è dedicato alla crisi bancaria e in particolare a Cassa di Risparmio. Il cospicuo debito prodotto da Carisp si ripercuote sulla collettività, tant’è che su circa 300 milioni di euro di debito pubblico consolidato, almeno 220 milioni derivano dall’esborso dello Stato verso Cassa di Risparmio. E sulla casse pubbliche si stanno per abbattere i circa 500 milioni stimati di ulteriore debito di Carisp… Ciò rende ancor più necessario avviare le azioni di responsabilità verso coloro che hanno portato questa banca alla situazione di dissesto attuale. I cittadini non vogliono trovarsi a dover rifinanziare proprio chi ha fatto scelte scellerate, che da tempo ricadono come un enorme macigno sull’intero paese.

Governo e Banca Centrale devono fare estrema chiarezza sulle modalità con cui sono stati venduti gli NPL derivanti dalla vicenda del gruppo Delta, e su come avverrà il recupero delle tasse pagate ma non dovute all’erario italiano.

Altrettanto importante è conoscere gli esiti degli Aqr di tutte le banche, per sapere se gli istituti di credito privati sono in grado di ricapitalizzarsi con le proprie forze, o se si rende eventualmente necessario l’immissione di altro denaro pubblico.

E a proposito del bilancio dello stato, la spesa pubblica si riduce partendo dalle economia di scala e da una attenta verifica degli appalti, la cui gestione deve essere modificata radicalmente, per evitare gli enormi scostamenti che si verificano regolarmente tra i preventivi di spesa e le spese finali.

In questo contesto anche l’assemblea di oggi ha respinto con forza la proposta del Governo di tagliare di un’ora l’orario di lavoro settimanale dei lavoratori pubblici, con conseguente riduzione dello stipendio. Una misura ingiusta, che si configura come un ulteriore taglio lineare, e del tutto inapplicabile, in particolare in settori come sanità e scuola, che produrrebbe un’inevitabile diminuzione della quantità e del livello dei servizi pubblici per i cittadini.

Ai lavoratori e ai pensionati si chiedono sacrifici, e alle altre categorie? Ciò porta inevitabilmente al tema dell’equità fiscale. Se i lavoratori dipendenti e i pensionati con la riforma del 2013 hanno raddoppiato le tasse a loro carico, ciò non è avvenuto per molti contribuenti appartenenti ad altre categorie, il cui gettito fiscale è rimasto del tutto invariato. Va bene dunque la previsione della Polizia Tributaria annunciata dal Governo, e di cui il sindacato rivendica la paternità: ma i controlli per accertare i redditi reali di tutti i contribuenti si devono fare fin da ora, utilizzando al meglio lo strumento della Smac, i cui dati vanno incrociati con le dichiarazioni dei redditi, per mettere finalmente in luce gli introiti reali di tutti i contribuenti.

Uno dei temi più attuali è la Patrimoniale, il cui Decreto è appena stato emanato e che probabilmente a giugno sarà ratificato in Consiglio. Nel merito, è stata sostanzialmente esonerata la prima casa. Ciò era fortemente auspicato, salvo però nei casi di abitazioni particolarmente grandi e costose, le quali in questo provvedimento una tantum dovrebbero essere tassate, in quanto sono indicatrici di importanti ricchezze. Altri grossi limiti di questo provvedimento, sono la mancata somma dei beni immobili e mobili, e la previsione di una sola aliquota, pari allo 0,50%, per tassare tutti i patrimoni (di fatto una “flat tax”). La richiesta della CSU, rimasta inascoltata, prevedeva invece l’applicazione di un’aliquota progressiva, la quale rappresenta un vero principio di democrazia.

Sul tema delle pensioni, la CSU ha ribadito la necessità di riformare il sistema previdenziale, proprio nell’interesse dei lavoratori e dei pensionati, per riportare equilibrio tra entrate e uscite e assicurare la tenuta dei fondi anche per i prossimi decenni. Ciò, respingendo la proposta del Governo di passare dal sistema retributivo al sistema contributivo, che creerebbe future generazioni di pensionati in povertà. Va confermato il contributo dello Stato, a cui – a onor del vero – la categoria dei lavoratori dipendenti non ha dovuto ricorrere fino a qualche anno fa. Ora che negli ultimi anni tale intervento è stato necessario, il Governo vorrebbe limitarlo se non cancellarlo, e ciò è ovviamente inaccettabile.

Un riferimento anche alla Magistratura, negli ultimi mesi terreno di scontro tra forze politiche di maggioranza e di opposizione. Anche alla luce del silenzio che da mesi è sceso sulle vicende giudiziarie che hanno indagato sul rapporto tra politica e malaffare, si ha la sensazione che la politica possa aver cercato di contaminare la Magistratura, tentando di minare l’autonomia del terzo potere dello Stato…

In tal senso, perché ad oltre un anno dalla sentenza di primo grado le motivazioni del processo Mazzini non sono state depositate né tantomeno rese pubbliche?

Di fronte alle mancate risposte ai problemi del paese, ad un metodo governo che non tiene conto delle posizioni del sindacato e delle parti sociali, e che continua nel tentativo di creare divisioni nel paese, senza realizzare obiettivi di equità fiscale e sociale, anche nell’assemblea di oggi molti lavoratori hanno espresso la necessità per la CSU di far sentire ancor più forte la propria voce, anche attraverso la proclamazione dello sciopero generale. Gi appelli alla concertazione continuano a cadere nel vuoto, e ormai il ricorso a questo strumento di lotta democratica appare sempre più necessario…

Domani è prevista una nuova assemblea, con inizio alle ore 10,00 presso il Teatro Nuovo di Dogana.

CSU

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