San Marino. L’Istanza d’Arengo sulle banche, stimolo alla democrazia diretta nel solco della storia

SAN MARINO. Il mondo della politica, ieri notte in Consiglio Grande e Generale, approvando all’unanimità una specifica istanza d’arengo, ha accolto la proposta dei cittadini di rendere pubblici gli atti (talvolta scritture private non registrate!) che “definiscono le modalità di fusione, l’ accorpamento delle attività e l’assorbimento dei debiti” di:
Banca del Titano, in favore di personaggi di Banca Tercas di Teramo, 2007;
Credito Sammarinese, in favore delle altre banche sammarinesi allora attive, 2011;
Banca Commerciale Sammarinese, in favore di Asset Banca, 2012;
Euro Commercial Bank, in favore di Banca Cis (Credito Industriale Sammarinese), 2013;
Asset Banca, in favore di Cassa di Risparmio, 2017.

Si tratta di una deliberazione fondamentale per il risanamento del sistema bancario, da rifondare sulla trasparenza. La  deliberazione  va letta nel clima prodotto dalla  recente pubblicazione della sentenza Conto Mazzini nonché dalla problematica del mancato recupero di quel  credito di imposta che unitamente  a quello della monofase non versata, sta affondando  il Paese.   

Si tratta di una deliberazione storica, assunta dalla politica attraverso uno strumento della democrazia diretta,  quello della Istanza d’Arengo, di cui, in frangenti come questi, si scopre la grande valenza democratica. Basterebbe forse, a questo punto, per perfezionare il nostro sistema democratico, riportare in auge l’istituto del referendum  ‘alla svizzera’ come indicato da Pietro Franciosi (tenendo conto della facilità ed economicità   con cui  si potrebbe operativamente mettere in atto attraverso internet).  Nel caso, anche la modifica dell’attuale legge elettorale, che prevede il ballottaggio, potrebbe essere considerata meno urgente.  

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