San Marino. Festa dell’Amicizia…ma non troppo!

SAN MARINO. Lonfernini scrive una riflessione su cosa sia “l’amicizia in un partito”.

[c.s.] Che cosa è l’amicizia in un partito? 
Io credo con convinzione che dovrebbe esser tanta solidarietà e sincerità, tanto supporto e non competizione insana e invece..non è sicuramente ciò che esiste ormai da troppo tempo, e che ho sempre combattuto, nella DC, nella mia Casa politica.
Forse, desidero un Partito che non c’è più e, dopo le ultime elezioni e dopo l’ultimo Congresso Generale, senza dubbio, si aveva l’ultima occasione per tornare ad essere la DC di un tempo, quella “molto nobile”.
Personalmente, e so bene di non essere solo, sogno un Partito fatto di coraggio delle scelte, di desiderio di evolvere e migliorare, di voglia di osare nelle politiche da intraprendere, di un Partito al passo dei tempi che viviamo ma che non si dimentica di che cosa è tutore e difensore, sogno un Partito che conosca davvero che cosa significa “guardare al futuro e non alla prossime elezioni”, sogno un Partito aperto, che sappia coinvolgere tutti e condividere ciò che fa con tutti, sogno un Partito che sappia studiare strategie trasparenti per politiche serie ma … così, ne sono consapevole, sogno e desidero un Partito che non c’è.
L’amicizia dunque che cosa è?
In politica è la voglia di costruire insieme una organizzazione autorevole e non autoritaria, una organizzazione che guardi ai bisogni della gente e non alle beghe del singolo e sono sicuro che sia ora di farlo anche nel vecchio Partitone, ripensandolo quasi completamente ma, ahimè, in questo momento, non abbiamo chi può farlo, compreso pure il sottoscritto.
Peccato, perché se agissimo con convinzione, forse ancora oggi, avremmo le potenzialità e il capitale umano, anche quello da recuperare, per tornare ad esser il primo partito del Paese.
È giusto dunque, nonostante questo attuale scenario, continuare ad impegnarsi per una realtà come il Pdcs?
Io dico di sì, ma solo se siamo tutti disposti a cambiare veramente la nostra azione politica, che deve esser portata con umiltà e sincerità tra la gente e con essa, costruire una rinnovata organizzazione popolare in grado di rappresentare, non dico tutti, ma tanti.
La mia non vuole essere una voce fuori campo anzi, al contrario, vuole essere un “coro” utile alla realtà politica che amo ed ho amato profondamente.
Dunque, W il PDCS (nonostante tutto), W l’Amicizia politica (anche quella della festa), soprattutto quella in cui un tempo tante persone si riconoscevano senza timidezza e di certo non per convenienza.

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