San Marino. Il paese deve ripartire dalla coesione e dall’equità

“#Insieme per”, è la parola d’ordine del 19° Congresso CSdL, convocato per il 29 e 30 novembre presso il Palace Hotel San Marino, a Serravalle; una parola d’ordine che indica il forte bisogno di unità e coesione per il paese.

Quella unità che la piazza gremita durante lo sciopero generale dello scorso 30 maggio ha chiesto a grande voce, ma che non sembra trovare spazio nella realtà politica sammarinese, ancora caratterizzata da un clima di scontro e divisione più che mai aspro e acceso. Ed è proprio dalla grande partecipazione allo sciopero e dal superamento di questo stato di conflittualità, il punto da cui San Marino deve ripartire, ha spiegato il Segretario Generale CSdL Giuliano Tamagnini questa mattina durante la conferenza stampa di presentazione del 19° Congresso.

L’iter congressuale è già partito, con l’avvio nei giorni scorsi delle assemblee con i lavoratori sui posti di lavoro, per la discussione del documento di base e per la elezione dei delegati che parteciperanno ai rispettivi congressi di federazione e allo stesso 19° Congresso.

Entrando nel merito dei temi del documento di base per il dibattito congressuale, un testo particolarmente snello che affronta gli argomenti di maggiore attualità, il Segretario Tamagnini ha sottolineato la necessità di rimettere al centro nelle politiche di sviluppo il rafforzamento dell’economia reale e produttiva, quella che produce ricchezza e che rappresenta il nucleo forte del nostro sistema economico. Ma di questa necessità, unitamente alla maggiore internazionalizzazione dell’economia sammarinese, non vi è traccia nelle proposte del Governo, che continua a porre l’accento su altri settori complementari.

Il sistema bancario va rimesso in ordine affinché possa ritornare ad essere una risorsa in grado di finanziare lo sviluppo, e non solo una grossa fonte di spesa per il bilancio pubblico. Il suo risanamento è fondamentale per il rilancio complessivo del paese. In questi giorni è tutto un susseguirsi di notizie sull’accorpamento tra due importanti istituti di credito, Cassa di Risparmio e Banca di San Marino.

“L’impressione è che questa fusione sia già stata già decisa”, ha commentato il Segretario Tamagnini, il quale ha aggiunto: “Non abbiamo pregiudiziali su questa operazione, ma il Governo deve dirci quali sono le reali motivazioni e cosa comporta per il paese, quali conseguenze per i lavoratori e per i cittadini, e a quali costi. Ad oggi non abbiamo ricevuto nessuna risposta alle nostre domande. Chiediamo di essere resi partecipi di queste scelte e non di essere semplicemente informati solo a cose fatte”.

Sul sistema pensionistico, Giuliano Tamagnini ha confermato la necessità di giungere alla necessaria riforma, ma che non può contenere interventi draconiani e penalizzanti per i pensionati attuali e futuri. “Non può essere somministrata una cura che può ‘uccidere’ il paziente”, ha rilevato. Occorre fare un primo passo da cui farne discendere altri, con equilibrio, evitando di creare generazioni di pensionati in stato di povertà.”

Particolare importanza e centralità riveste l’obiettivo dell’equità fiscale, tanto più in un periodo in cui si prospettano sacrifici per i lavoratori e i pensionati. Con la riforma del 2013 lavoratori e pensionati hanno sostanzialmente raddoppiato la loro imposizione fiscale: per le categorie del lavoro autonomo, invece, il gettito fiscale è addirittura diminuito, e questo non è solo determinato dalla crisi, ma dalla totale assenza di accertamenti e controlli per verificare i redditi reali di tutti i contribuenti, i quali devono contribuire in ragione delle loro effettive disponibilità economiche e patrimoniali.

Il risanamento del bilancio pubblico e il consolidamento dello stato sociale, che deve essere ancora più forte in una situazione di crisi, passa necessariamente dall’equità, e quindi  dal maggiore contributo che sul piano fiscale deve arrivare dalle categorie del lavoro autonomo, mettendo fine a decenni di elusione ed evasione fiscale.

Circa le politiche per l’occupazione, i dati dimostrano il fallimento della legge dello scorso autunno che ha completamente liberalizzato le assunzioni: su 700 nuovi assunti nel luglio scorso, sono solo duecento i sammarinesi e residenti. Le assunzioni peraltro non sono avvenute per merito della legge, ma grazie agli investimenti delle aziende dei settori produttivi. “La tassa del 4,5% sui lavoratori non residenti è una sorta di ‘pizzo’ che lo Stato riceve sui frontalieri”, ha puntualizzato il Segretario FULI Enzo Merlini.

La CSdL rinnova la richiesta di correggere la legge, superando la totale liberalizzazione delle assunzioni: ciò fermo restando che una volta inseriti nel mondo del lavoro tutti i lavoratori, sia residenti che non residenti, devono beneficiare degli stessi diritti. In tal senso, la CSdL ha ribadito la sua soddisfazione per la norma sulla stabilizzazione del rapporto di lavoro dei lavoratori frontalieri.

Circa la Pubblica Amministrazione, la CSdL respinge le reiterate proposte e intenzioni del Governo di tagli agli stipendi dei lavoratori PA, quasi debbano scontare una sorta di “punizione”, quando questi stessi lavoratori sono coloro che rendono possibili servizi essenziali come la scuola, la sanità, i trasporti, ecc., che danno sostanza alla stessa democrazia. Per risparmiare si deve partire da altre voci di spesa, ad iniziare da un’attenta verifica degli appalti e dalla realizzazione di una serie di economie di scala. E a proposito di PA, il funzionario FUPI Antonio Bacciocchi ha preannunciato una serie di iniziative di mobilitazione e lotta sindacale sia nel settore scuola, per protestare contro il decreto del 10 luglio sul sistema scolastico già entrato in vigore, che in generale in tutta la PA. Domani, alle 18.00 al Teatro Concordia di Borgo il sindacato incontrerà il corpo docenti per decidere tali iniziative nel settore scuola.

Non è mancato un riferimento all’unità sindacale; a 42 anni dalla nascita della CSU, la CSdL vuole consolidare questo valore che ha permesso il raggiungimento di importanti diritti per i lavoratori e i pensionati e la crescita dei livelli di civiltà e di democrazia per tutto il paese. Unità che si è resa e si rende possibile grazie alla totale autonomia politica che le due Confederazioni hanno saputo conquistarsi,  consolidandola in questi decenni di storia unitaria.

Il Segretario Tamagnini ha fornito anche alcuni numeri sulla crescita organizzativa della CSdL; dal 2014 al 2017 la Confederazione è aumentata di circa 300 iscritti, passando da 6.800 a 7.100, a dimostrazione di un consenso che cresce costantemente verso un’organizzazione autonoma, democratica e pluralista che vuole continuare ad essere un elemento imprescindibile della democrazia del paese.

CSdL

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