Rimini. Le associazioni ambientaliste accettano il taglio di 33 alberi

RIMINI Le associazioni ambientaliste e i cittadini frimatari della petizione contro il taglio degli alberi nei parchi Cervi, Bondi e Fabbri si sono incontrati ieri sera nella sede della Provincia, per prendere una decisione. Un incontro durato tre ore in cui si è votato che era quasi mezzanotte. La situazione sembrava abbastanza delineata: circa 5400 firme raccolte da consegnare al sindaco Andrea Gnassi, e una proposta di modifica del progetto da parte dell’amministazione comunale in cui venivano salvati più di quaranta alberi.

Accettare voleva dire in un certo senso “abbandorare” quasi la metà degli alberi al loro destino, cioè alla motosega. Ma nel concreto andare avanti significava bypassare il dialogo con le istituzioni e prendere altre “strade” che probabilmente sarebbero state difficilmente percorribili.

Rammarico e soddisfazione quindi.

I parchi cittadini, con i loro alberi, sono un bene essenziale dell’ecosistema cittadino: non solo convertono CO2 in ossigeno lì dove ce n’è più bisogno, ma contribuiscono alla stabilità del suolo, a mitigare il calore estivo, ad impreziosire la fruizione di una città che vuole proporsi come meta turistica votata alla sostenibilità.

Il progetto PSBO è importantissimo, si sa, ma quando si accenderanno le motoseghe qualcuno, me compreso, avrà l’istinto naturale di tapparsi le orecchie e guardare da un’altra parte.

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