San Marino. Caso Mose2 e tangenti venete, udienza di appello

Antonio Fabbri. Caso Mose2 e tangenti venete, udienza di appello.

Il caso discusso ieri in appello è quello che è stato ribattezzato Mose2. Il filone sammarinese di una indagine partita dalla procura Venezia e che riguardava il pagamento di tangenti nell’ambito delle grandi opere, in particolare, appunto il Mose, il sistema di paratie mobili costruito per limitare gli effetti dell’acqua alta a Venezia. Il filone sammarinese riguarda la creazione di fondi neri per oltre 10 milioni per pagare tangenti. Fondi neri che, ricostruisce l’accusa, venivano creati attraverso l’emissione di fatture per operazioni inesistenti da parte di una Srl sammarinese, la Bmc Broker, amministrata da William Colombelli, ex console di San Marino in Veneto. I denari, bonificati su conti sammarinesi, venivano poi prelevati in contanti e retrocessi a Piergiorgio Baita, manager dalla Mantovani spa, e utilizzati per pagare mazzette per l’aggiudicazione di appalti. Nel giro dei prelievi e trasporto di denaro anche Claudia Minutillo, la ex segretaria dell’allora governatore del veneto Giancarlo Galan. Di qui la contestazione, per la quale sono stati condannati in primo grado, di associazione a delinquere a carico di Baita Minutillo e Colombelli. (…)

Tratto da L’informazione di San Marino

Leggi l’articolo integrale di Antonio Fabbri pubblicato dopo le 23

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