‘Loggia San Marino’ in Why Not, richiamata da Luigi De Magistris a proposito di Sandro Gozi

Grande eco sui giornali italiani sta avendo il procedimento in corso presso il tribunale della Repubblica di San Marino su una ipotesi di reato che coinvolgerebbe l’attuale Presidente della Banca Centrale della Repubblica di San Marino, Catia Tomasetti,  ed il politico italiano Sandro Gozi. Procedimento di cui si è avuto notizia ieri: un fulmine a ciel sereno. 

Vincenzo Iurillo di Il Fatto Quotidiano è andato a intervistare l’attuale Sindaco di Napoli,  Luigi De Magistris, cioè l’ex magistrato che condusse l’indagine Why Not, in cui emerse un presunto  collegamento fra ambienti calabresi e personaggi italiani di zone vicine a San Marino, con interessi a San Marino. Lì affiorò anche  il nome di Sandro Gozi.  Allora si parlò  anche di massoneria e addirittura di una ‘Loggia San Marino‘ prima ancora che si sapesse delle vicende di Banca del Titano collegate alla città di Teramo (sintetizzate nella domanda: lei conosce  Userkaf?).  

(…) Gozi indagato a San Marino per una consulenza fantasma e per i suoi rapporti col sistema bancario sammarinese: le ricorda qualcosa, sindaco Luigi de Magistris?
Mi viene in mente che nel 2007 da pm di Catanzaro dell’inchiesta Why Not, stavo indagando su Sandro Gozi e sui rapporti con Piero Scarpellini (poi archiviato, ndr) e la società Pragmata, con sede a San Marino, anche lui nella rete di collaboratori e fedelissimi dell’allora premier Romano Prodi. E si coniò il termine ‘Loggia di San Marino’ per i collegamenti stretti, anche di natura occulta, tra indagati calabresi e altri operanti in altri territori, tra cui San Marino.
Why Not era un’inchiesta sulla malagestione dei finanziamenti europei alle imprese calabresi e il personaggio chiave era l’imprenditore Antonio Saladino. Nel corso di una perquisizione anche il nome di Gozi fu ritrovato nell’agenda telefonica di Saladino

(…)  Le indagini volevano appurare se dalla Calabria attraverso San Marino fossero arrivati finanziamenti alle campagne elettorali del 2006 di Prodi e Gozi. Entrambi archiviati dalla Procura Generale che le avocò le indagini nell’ottobre 2007.
Mi hanno tolto l’inchiesta proprio quando arrivai all’entourage di Prodi. Indagai il premier e Gozi nel luglio 2007, pochi giorni dopo la cosiddetta ‘ perquisizione San Marino’ del 20 giugno 2007 relativa proprio a indagati in queste vicende.

Sulla Massoneria a San Marino, leggi Grambiulini allo scoperto  di Michele Bovi. 

Per quanto riguarda i rapporti –  al veleno –  fra Gozi e De Magistris  si riporta l’estratto di un articolo di Il Manifesto del 23 dicembre 2015 a firma di Adriana Pollice dopo l’assoluzione di De Magistris  da un processo: “secondo l’inchiesta Why not, il politico democratico [cioè Gozi] sarebbe stato il tramite con Romano Prodi del faccendiere Antonio Saladino, personaggio al centro di un gruppo di potere tenuto insieme da una loggia massonica coperta, “La Loggia di San Marino” (vicina alla Compagnia delle opere), e politici di primo piano per gestire appalti pubblici e assunzioni in Calabria. Gozi e Clemente Mastella, dopo la condanna in primo grado di de Magistris per abuso d’ufficio, hanno ottenuto il pignoramento di un quinto dello stipendio del sindaco poiché si erano visti riconoscere un risarcimento di 20mila euro ciascuno per danni. Cifra che dovranno restituire“.

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