PSD: rimettere al centro il lavoro a San Marino

PSD: rimettere al centro il lavoro a San Marino 

Una riflessione si impone per il giorno in cui si festeggiano i lavoratori ed il lavoro: il tema del lavoro non trova il giusto spazio nel dibattito pubblico e in particolare in quello consiliare. Questo ciò che si legge in un comunicato stampa del partito dei socialisti e dei democratici. 

Troppo di frequente le continue emergenze che si verificano, soprattutto nel settore finanziario e dei conti pubblici, sopravanzano ogni ragionamento di prospettiva sul sistema economico ed in particolare sul lavoro. Il lavoro inteso in tutti i suoi aspetti: l’occupazione, il trattamento economico, la non discriminazione, gli abusi e il lavoro in nero, la qualità, la corrispondenza tra competenze e mansioni e ultimo ma principale, la sicurezza sul luogo di lavoro. 

Tutto questo – prosegue la nota – è da ripensare anche alla luce dei tanti nuovi mestieri, quelli legati alle tecnologie ed al digitale, senza dimenticare che la maggior parte del lavoro rimarrà nei settori tradizionali ancora per diverso tempo, sapendo però di quanto i cambiamenti sono più veloci rispetto al passato. Spesso poi si limita il ragionamento al lavoro dipendente: questo è limitativo, è necessario valorizzare e incentivare anche quelle professioni autonome, quelle legate ai servizi che saranno sicuramente più protagoniste in una economia diversificata e più legata alla abilità, alla fantasia, alla cultura. A proposito di cultura, l’istruzione e la scolarizzazione sono alla base della capacità del mercato del lavoro di adattarsi o prevedere i cambiamenti, quindi è fondamentale il confronto con le agenzie culturali e potenziare fortemente anche la formazione continua e le riconversioni professionali. Per il PSD tutti gli elementi citati trovano ora un contesto diverso rispetto al passato: è infatti in dirittura d’arrivo l’Accordo di Associazione che finalmente integrerà San Marino nel mercato europeo offrendo tante opportunità ma anche la necessità di elevare il livello delle nostre istituzioni, della burocrazia, delle professionalità, per poter giocare alla pari in un ambito molto più ampio del nostro. Viva tutte le lavoratrici ed i lavoratori.

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